Taranto. Il 30 marzo 2019 l’associazione Giustizia per Taranto ha organizzato un interessante convegno di presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla Transizione Energetica. La proposta è promossa dalla Fondazione H2U The Hydrogen University. A parlarne sono intervenuti (guarda il video)il Prof. Nicola Conenna, presidente della fondazione e l’avv. Antonella Galeone Responsabile giuridico della Fondazione. A sostegno dell’iniziativa il Senatore Massimo Buccarella, il sindaco di Malpignano, il sindaco di Accadia e il sindaco di Acquaviva. Presente anche il Prof. Augusto Garuccio dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari. Numerosi sono stati gli interventi. Particolarmente interessante è stato l’intervento (guarda il video) della Dott.ssa Spera Daniela (Legamjonici) sulla necessità di abrogare gli articoli 37 e 38 dello ‘SbloccaItalia’ in relazione al concetto di ‘strategicità‘ e ‘pubblica utilità’ delle opere connesse all’attuale programma energetico nazionale basato sul fossile: ‘se non si pongono al centro le fonti rinnovabili, attraverso l’introduzione nella proposta di legge del concetto di ‘strategicità’ e di ‘pubblica utilità’ e l’abrogazione delle norme attuali, qualunque legge che incentivi le energie rinnovabili viene scavalcata dalla legge attualmente in vigore’. #fuoridalfossile

Ecco cosa ha proposto Legamjonici:

L’attuale normativa in vigore in Italia pone al centro del piano nazionale energetico le fonti fossili. In particolare il decreto-legge 12 settembre 2014, n.133 convertito con L. 11 novembre 2014 n.164, reca ai commi 1 degli articoli 37 e 38, contenuti nella legge meglio nota come ‘Sblocca Italia’, le disposizioni indicate di seguito.

Art. 37 comma 1: Al fine di aumentare la sicurezza delle forniture di gas al sistema italiano ed europeo del gas naturale, anche in considerazione delle situazioni di crisi internazionali esistenti, i gasdotti di importazione di gas dall’estero, i terminali di rigassificazione di GNL, gli stoccaggi di gas naturale e le infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale, incluse le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse rivestono carattere di interesse strategico e costituiscono una priorita’ a carattere nazionale e sono di pubblica utilita’, nonche’ indifferibili e urgenti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327;

Art. 38 comma 1.: Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, le attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilita’, urgenti e indifferibili. I relativi titoli abilitativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi, conformemente al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’.

Tale normativa risulterebbe in contrasto con gli obiettivi della proposta di legge e ne impedirebbe l’applicazione qualora venisse approvata. Trattandosi di una semplice legge ‘programmatica’ (che indica cioè dei programmi e non dei precetti) e che necessiterebbe quindi di ulteriori provvedimenti normativi per poter essere attuata, sconterebbe comunque il contrasto con i contenuti di cui ai precedenti articoli. Pertanto si suggeriscono le seguenti iniziative:

  1. Inserire nel testo di legge sulla transizione energetica un articolo che dichiari le opere connesse all’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili di ‘pubblica utilità’ e prioritarie a carattere nazionale e che dichiarino esplicitamente (in guisa di interpretazione autentica) abrogati gli articoli di cui sopra, per incompatibilità di quest’ultimi con il disegno di legge.
  2. Attuare parallelamente attraverso l’impegno di parlamentari (proposta di legge da depositare in Parlamento) l’abrogazione dei commi 1 degli artt. 37 e 38 oppure l’abrogazione in toto degli articoli 37 e 38, avendo questi come finalità la semplificazione di tutte le procedure autorizzative di opere connesse all’ approvvigionamento energetico da fonti fossili.
  3. Si preveda l’inserimento nella proposta di legge di un articolo che preveda l’abrogazione dei commi indicati o degli articoli 37 e 38 della legge 11 novembre 2014 n.164.

 

 

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Il 24 gennaio è arrivata la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. L’iniziativa è stata promossa, per la prima volta nel 2013, dal Comitato Legamjonici. Questa è la prima vittoria dei tarantini. 

Foto di Rosy Battaglia tratta da facebook.

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http://www.giurisprudenzapenale.com/2019/01/24/caso-ilva-la-cedu-condanna-lo-ad-attivare-misure-efficaci-la-bonifica/
https://agensir.it/europa/2019/01/25/ilva-le-reazioni-alla-sentenza-della-corte-europea-per-i-diritti-umani-di-strasburgo/

https://www.tpi.it/2019/01/24/ilva-sentenza-cedu-strasburgo/

http://www.ecodallecitta.it/notizie/390626/ilva-condanna-italia-sentenza-sovranazionale-cui-lo-stato-dovra-necessariamente-attenersi

https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/01/24/italia-condannata-per-ilva_dP82TnJUlcW1Sq3Pw3vUWL.html

https://portale.fnomceo.it/ilva-anelli-sentenza-cedu-grandissimo-risultato-per-tutti-i-cittadini/

http://www.rivistaoidu.net/content/osservatorio-sull%E2%80%99italia-e-la-cedu-n-12018 

http://questionegiustizia.it/articolo/casi-amanda-knox-e-ilva-dalla-cedu-doppia-condanna-per-l-italia_24-01-2019.php

http://www.affaritaliani.it/puglia/ex-ilva-esortazione-al-governo-br-per-non-impugnare-la-sentenza-cedu-584183.html
https://www.studiocataldi.it/articoli/33331-cedu-condanna-italia-per-l-ilva.asp

http://www.studiolegalezuco.it/ilva-ricorso-cedu-24-gennaio-2019-diritto-vita-privata-ricorso-effettivo/

e tanto altro.

Tra questi i 52 coraggiosi tarantini firmatari del primo ricorso collettivo promosso da Legamjonici nel 2013. Primo firmatario F. Cordella.
 
(ANSA) – STRASBURGO, 17 GEN – La Corte di Strasburgo ha confermato oggi che giovedì prossimo pubblicherà la sentenza sul ricorso contro l’Italia di 180 cittadini per i danni che dicono di aver subito a causa delle emissioni dell’Ilva di Taranto. Nel ricorso accusano l’Italia di aver violato il loro diritto alla vita e quello al rispetto della vita familiare e privata. In particolare sostengono che lo Stato non ha adottato tutte le misure legislative per proteggere la loro salute e l’ambiente, soprattutto alla luce dei rapporti redatti negli anni sulla pericolosità dell’impianto. Le autorità non avrebbero neanche preso misure adeguate a informare la popolazione. Infine i ricorrenti accusano lo Stato di aver autorizzato l’acciaieria a continuare le sue attività attraverso i cosiddetti decreti “salva Ilva”. (ANSA).

DI DANIELA SPERA

Ancora una volta hanno voluto far sentire la propria voce. Ancora una volta, per nulla stremati dalla cocente delusione dell’ennesimo governo stretto nella morsa del compromesso, alcuni cittadini di Taranto hanno ribadito la necessità di tutelare la vita di una intera città. Lo hanno fatto in un incontro tenutosi ieri a Roma (4 settembre 2018 ndr) con la ministra della Salute Giulia Grillo che, a margine del confronto privato, ha fatto sapere: ’In linea con il contratto di Governo e in sinergia con il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, assicuriamo il nostro impegno a vigilare, con particolare attenzione, sui danni che le emissioni e le polveri prodotte dall’IIva sono in grado di provocare.’

Il messaggio arriva forte e chiaro. La chiusura dell’Ilva, per coloro che ci avevano creduto, diventa, così, un traguardo sempre più lontano. Oggi assume più che mai le sembianze di un vero proprio sogno. Irrealizzabile. Non solo. Le parole della ministra sono suonate a molti come una vera e propria beffa. E sulla pagina facebook della ministra Grillo non sono tardati i commenti di chi ha definitivamente compreso quale sarà il destino dell’Ilva e quindi di Taranto.

Il contratto di governo parla di chiusura delle fonti inquinanti, le ultime dichiarazioni di Di Maio assicurano che Mittal entrerà in Ilva il 15 settembre. La chiusura dell’Ilva era il mantra della campagna elettorale che ha consentito a m5s di eleggere nel collegio di Taranto ben quattro deputati e un senatore’ ha specificato pacatamente Rossana Sangineto.

Più diretto è stato Piero Piliego ‘Vigilare sui danni? Ho capito bene? Il ministro quindi si impegna a vigilare su come ci ammaliamo e come moriamo?’.

Qualcuno prova a difenderla. Ma la rabbia di molti tarantini sovrasta ogni tentativo di giustificare un atteggiamento in contrasto con quanto dichiarato in campagna elettorale dai pentastellati locali che oggi sono in Parlamento grazie ai voti di chi ha creduto alle loro parole.

Al di là dell’analisi politica vale la pena però riflettere su quanto dichiarato dalla ministra. Il concetto predominante è il velato invito ad accettare un danno che comunque ci sarà. È il riconoscimento spietato di effetti sanitari provocati da un’attività industriale. È una consapevolezza che non diventa occasione per applicare un’azione preventiva. Al contrario, il governo si pone come osservatore degli effetti. In particolare, il ministro della Salute, in linea con i suoi predecessori, si discosta dal suo ruolo fondamentale che è quello di attuare la prevenzione primaria, poiché, in sostanza, nega l’intervento mirato ad evitare nuovi casi sanitari.

In un ultimo disperato tentativo una delegazione di tarantini ha sperato di far emergere un barlume di umanità in coloro che si professano difensori dei cittadini. L’impressione è che invece interloquire con loro serva solo a farli sentire meno colpevoli.

Il 6 settembre a Taranto si terrà un sit-in per invitare il governo a fare la scelta giusta. Si prega massima condivisione e partecipazione.

Il raduno è a piazza della Vittoria a partire dalle ore 18.00.

Comitato Legamjonici.

ILVA. COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONI
A seguito dell’invito a venire a Taranto rivolto ai ministri Di Maio, Grillo, Costa e Lezzi dello scorso 11 luglio – a fronte delle criticità ampiamente argomentate durante la conferenza stampa del 12 luglio – registriamo, nostro malgrado, il totale silenzio da parte dei dicasteri coinvolti.
Disattendendo quanto promesso durante la campagna elettorale e quanto sottoscritto nel contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega in cui, testualmente, si riporta quanto segue: “Con riferimento all’Ilva, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere a bonificare, e sviluppo della green economy, energie rinnovabili, economia circolare”, la linea intrapresa dal Governo lascia invece intendere – alla luce dei ripetuti incontri con i sindacati e AM InvestCo – che si stia profilando un quadro teso alla finalizzazione di un accordo tra le parti, volto all’ambientalizzazione del siderurgico. Ipotesi confermata anche da dichiarazioni di Di Maio ed altri rappresentanti del Governo.
Inoltre riteniamo inaccettabile la totale assenza sul territorio dei parlamentari ionici che non possono più trincerarsi dietro parole come “stiamo lavorando in silenzio”. Il tempo del silenzio è finito, i cittadini di Taranto e i lavoratori dell’Ilva esigono chiarezza e risposte concrete, oltre a tempi certi in merito alla realizzazione del programma di Governo riguardo il futuro del siderurgico.
Ribadiamo, ancora una volta, l’invito a visitare la fabbrica insieme agli operai che in quei luoghi di morte ci lavorano ogni giorno.
Alla luce di quanto esposto – così come già annunciato nella lettera inviata ai ministeri dello Sviluppo Economico, della Salute, dell’Ambiente e del Sud – attenderemo dei segnali di apertura entro lunedì 23 luglio, in mancanza dei quali ci vedremo costretti a ritenere questo esecutivo nemico della città, al pari di quelli che lo hanno preceduto, e come tale sarà trattato.
Aps Progentes
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comitato quartiere Tamburi 
FLMUniti CUB
Giustizia per Taranto
Legamjonici
Movimento di cittadini ed associazioni pro aeroporto di Taranto Grottaglie
Tamburi Combattenti 
Taranto Respira 
TuttaMiaLaCittà
Singole e singoli cittadini

Esposto di AttivaLizzano

Pubblicato: 22 febbraio 2018 in Presentazione
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Foto tratta dalla pagina FB di Attiva Lizzano.

L’associazione AttivaLizzano ha presentato una DENUNCIA/ESPOSTO al Prefetto di Taranto e alla Procura della Repubblica di Taranto. Qui trovate il testo dell’esposto.