COMUNICATO STAMPA DEL 30/08/2017

A quattro anni dal sequestro della discarica Vergine , con il processo in corso avverso i gestori della stessa -nel quale la nostra associazione AttivaLizzano si è costituita parte civile – nell’attesa di capire con quali fondi si potrà avviare la bonifica del sito, una cosa è certa: nelle notti di questa caldissima estate i cittadini hanno dovuto tenere le finestre chiuse per attutire gli effetti nefandi dell’acido solfidrico provenienti da una discarica in totale abbandono situata a pochi chilometri dal paese.

L’ordinanza provinciale del 31/03/2017 ha individuato nei gestori della discarica i responsabili dell’evento di superamento delle CSC ( concentrazione soglia di contaminazione ) per le acque di falda della discarica Palombara e ordinava a questi e ai proprietari dei terreni su cui insiste la discarica di mettere in atto, senza indugio, le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza affinchè vengano rimosse le fonti che hanno prodotto il superamento delle CSC.

Ma la società Vergine , ormai in stato fallimentare , non potrà far fronte alle ingenti somme necessarie alla messa in sicurezza, tanto più ,come più volte pubblicato, non si possono utilizzare le fideiussioni previste per la post-gestione perché inspiegabilmente liquidate dalla Provincia di Taranto; i
proprietari del terreno su cui insiste la discarica, avendo impugnato l’atto della Provincia al TAR di Lecce, godono della temporanea sospensiva di questi.
Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questo stallo e per questo continueremo nella nostra azione di informazione verso i cittadini , di confronto con le Istituzioni e con chiunque abbia un ruolo nella politica attiva , consapevoli del fatto che la soluzione del problema discarica
sia essenzialmente di natura politica.

In un incontro con l’Avvocato Nevoli , nostro difensore nel processo , sostenitore delle nostre battaglie e consigliere comunale di opposizione al Comunale di Taranto, abbiamo acquisito importanti informazioni sulla possibilità di attingere ai fondi regionali destinati proprio alla bonifica dei siti inquinati .
Abbiamo contattato il consigliere regionale Borraccino, una delle poche voci che in questo ultimo tempo si esprime a favore dell’urgente bonifica e totale chiusura della discarica, il quale metterà in campo alcune azioni di sua competenza.

Confidiamo in una risposta positiva alla richiesta di incontro con il Sindaco di Taranto, richiesta già avanzata da AttivaLizzano ma, ad oggi, senza alcun esito, al fine di conoscere il percorso che questa neo- amministrazione intende mettere in atto, dato che la discarica insiste su un’isola amministrativa del comune di Taranto.

AttivaLizzano, fa appello a tutti i politici ,di qualunque colore , che hanno a cuore la soluzione di questo gravissimo problema , di fare fronte comune avendo come unico obiettivo la salute dei cittadini e la tutela di un territorio così ferito anche per la responsabilità di politici che negli anni precedenti hanno dato priorità agli interessi economici di pochi più che al bene comune. Questo appello è rivolto in primo luogo ai sindaci di Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Faggiano e Roccaforzata , i primi a dover sentire l’urgenza di rispondere , con i fatti, a questo appello.

Associazione di Volontariato AttivaLizzano

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Taranto. È prevista a partire dal 17 luglio a Taranto una tre giorni di incontri con una delegazione della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo. La missione è finalizzata a raccogliere informazioni e a conoscere la situazione ambientale e sanitaria del capoluogo ionico. Temi centrali: Ilva ed Eni. I membri della delegazione, infatti, visiteranno lo stabilimento Ilva e la raffineria Eni e ascolteranno le associazioni titolari di petizioni e altre ONG (Organizzazioni Non Governative). Il Comitato Legamjonici, che sarà presente in tutti gli incontri, relazionerà anche il 19 luglio in merito alla petizione presentata nel 2011 sul progetto Tempa Rossa. L’intero programma è consultabile qui.

Massafra. Si è tenuta ieri, 4 luglio 2017, la Conferenza dei Servizi conclusiva in riferimento all’impianto di Incenerimento dei fanghi presentato dalla società STF (Cisa).
La Conferenza si è conclusa con un PARERE SFAVOREVOLE dell’Arpa e del Comune di Massafra.
L’Arpa ha affermato che l’impatto emissivo dell’impianto NON E’ COMPATIBILE con la situazione ambientale del nostro territorio.
La VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) non è superata in quanto gli inquinanti emessi sono eccessivi.

Il Comune di Massafra, nella persona del Sindaco avv. Fabrizio Quarto, ha ribadito il PARERE SFAVOREVOLE già espresso nella Conferenza del 29 Maggio 2017.

La Provincia, nelle persone de il dirigente del servizio Ecologia avv. Stefano Semeraro  e il Presidente dott. Martino Tamburrano, deve adesso esprimersi sulla concessione o meno dell’Autorizzazione alla costruzione all’impianto.

Noi riteniamo che con due pareri negativi di tale importanza la Provincia non possa che rigettare il progetto ed invitiamo fin d’ora tutti i cittadini a vigilare attraverso la partecipazione alle iniziative che metteremo in campo per raggiungere questo obiettivo.

Comitato Massafra vuole respirare

È una manifestazione nata da semplici cittadini, liberi da ogni bandiera politica! Ci sentiamo preoccupati dalla grave situazione in cui versa Taranto, vorremmo dare un segnale alla magistratura, che possa porre attenzione alle ultime richieste di patteggiamento del processo Ilva. Chiunque abiti a Taranto dovrebbe sentirsi coinvolto! Pensare che manifestare non serva a niente è un grosso errore. Facciamolo almeno per i nostri figli/nipoti: abbiamo il dovere morale di educarli e di spiegare loro cos’è la Giustizia, cerchiamo solo di chiedere che, anche a Taranto, venga rispettato il sacrosanto diritto alla salute. Pretendiamo che il governo non garantisca solo la produzione di acciaio, ma anche il futuro dei nostri figli. Lo chiederemo tutti a gran voce durante la manifestazione del 25 febbraio, anche gli operai che più di tutti rischiano la vita senza alcuna tutela né della salute né del lavoro.

Ecco alcune immagini della manifestazione:

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corte-europea-diritti-delluomo-strasburgo-1-2La Corte Europea dei Diritti Umani, con sede a Strasburgo, ha concesso una nuova proroga al Governo Italiano. Il termine ultimo per inoltrare le proprie osservazioni in merito all’accoglimento del ricorso presentato da un nutrito gruppo di cittadini di Taranto, slitta, dunque, dal 10 novembre al 12 dicembre prossimo. Alla lettera inviataci da Strasburgo, in quanto primi promotori del ricorso del 2013 (Cordella e altri), sono allegate anche le motivazioni della richiesta avanzata dal Governo Italiano.

L’Italia specifica che la proroga si rende necessaria anche per poter rispondere agli interventi di terzi. Ricordiamo che oltre a Riva Fire, Nicola e Fabio Riva, anche l’Isde e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino hanno formulato osservazioni come terzi. Sugli interventi dei Riva, la Dott.ssa Daniela Spera, in rappresentanza e come esperto scientifico dei ricorrenti del ricorso ‘Cordella e altri’, l’Avvocato Sandro Maggio e l’Avvocato Leonardo La Porta, che ha ricevuto recente nomina, hanno presentato le proprie osservazioni, affidate al Consulente linguistico Simone Izzo.

Intanto, la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha annullato la missione prevista a Taranto dal 2 al 4 novembre che avrebbe dovuto affrontare due questioni spinose: una legata ad Ilva e l’altra ad ENI. L’incontro con il comitato LegamJonici, già intervenuto nella scorsa missione e titolare della petizione su Tempa Rossa, era stato fissato per il 4 novembre. La nuova data è da destinarsi.

europea-corteComunicazione del 20 settembre 2016. Strasburgo, Corte Europea dei Diritti Umani, cittadini di Taranto contro l’Italia: il Presidente della Sezione, su richiesta di Riva Fire, Nicola Riva e Fabio Riva, ha esteso al 25 ottobre prossimo i termini per la presentazione delle osservazioni.
proroga-al-25-ottobre-2016Di conseguenza, nella stessa data, ha anche riaperto i termini per l’intervento di terzi. Chi volesse intervenire a supporto del ricorso promosso da Legamjonici può scrivere a legamionici@gmail.com. Spiegheremo come fare. Serve l’aiuto di tutti!

echr-300x138Comunicato stampa 08/09/216 

Ricorso a Strasburgo contro l’Italia: Riva Fire S.p.A. chiede di intervenire.

La Corte Europea dei Diritti Umani con sede a Strasburgo ha accolto la richiesta della Società Riva Fire S.p.A. in liquidazione di intervenire nei procedimenti in corso contro l’Italia sulla questione Ilva. La società ha nominato quali procuratori speciali gli avvocati Luisa Torchia, Alessandro Triscornia e Sirio D’Amanzo perché sia da questi rappresentata, assistita e difesa in ogni fase, ai fini del suo intervento nei due procedimenti –del 2013 e del 2015- aperti presso il Cedu. Il primo riguarda il ricorso presentato da 52 residenti a Taranto e nella provincia, ed è stato promosso, nel 2013, dal comitato Legamjonici. I ricorrenti sono rappresentati dall’avvocato Sandro Maggio, che pure li difende, e dalla Dott.ssa Daniela Spera. Il secondo ricorso è stato presentato per ulteriori 130 residenti rappresentati e difesi dall’avvocato Andrea Saccucci. Secondo i ricorrente l’Italia avrebbe violato le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti Umani di cui agli articoli n. 2 (nella parte in cui dispone che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita[…]’’, n. 8 (nella parte in cui dispone che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio”), e n. 13 (nella parte in cui dispone che “ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale”). La Corte ha anche accolto le richieste di intervento dell’Isde, associazione medici per l’ambiente, e del Direttore del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino.