Il 24 gennaio è arrivata per Taranto la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. L’iniziativa è stata promossa, per la prima volta nel 2013, dal Comitato Legamjonici. Questa è la prima vittoria dei tarantini! 

Foto di Rosy Battaglia tratta da facebook.

Anche su Donna Moderna!

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page;jsessionid=MOlJW1Y8re1uzSZF6GAWAHWy?contentId=SDU173674&previsiousPage=mg_1_20

http://www.giurisprudenzapenale.com/2019/01/24/caso-ilva-la-cedu-condanna-lo-ad-attivare-misure-efficaci-la-bonifica/
https://agensir.it/europa/2019/01/25/ilva-le-reazioni-alla-sentenza-della-corte-europea-per-i-diritti-umani-di-strasburgo/

https://www.tpi.it/2019/01/24/ilva-sentenza-cedu-strasburgo/

http://www.ecodallecitta.it/notizie/390626/ilva-condanna-italia-sentenza-sovranazionale-cui-lo-stato-dovra-necessariamente-attenersi

https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/01/24/italia-condannata-per-ilva_dP82TnJUlcW1Sq3Pw3vUWL.html

https://portale.fnomceo.it/ilva-anelli-sentenza-cedu-grandissimo-risultato-per-tutti-i-cittadini/

http://www.rivistaoidu.net/content/osservatorio-sull%E2%80%99italia-e-la-cedu-n-12018 

http://questionegiustizia.it/articolo/casi-amanda-knox-e-ilva-dalla-cedu-doppia-condanna-per-l-italia_24-01-2019.php

http://www.affaritaliani.it/puglia/ex-ilva-esortazione-al-governo-br-per-non-impugnare-la-sentenza-cedu-584183.html
https://www.studiocataldi.it/articoli/33331-cedu-condanna-italia-per-l-ilva.asp

http://www.studiolegalezuco.it/ilva-ricorso-cedu-24-gennaio-2019-diritto-vita-privata-ricorso-effettivo/

e tanto altro.

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Laudato-Si_italiano

Tre importanti eventi in un’unica giornata:

1.VIDEOINCHIESTA
ore 10 – Presso la sede de Il Salvagente, Spazio M3, Via Ludovico di Savoia 2B (Piazza San Giovanni) CONFERENZA STAMPA di presentazione della videoinchiesta “Pfas, quando le mamme si incazzano”;
 
Intervengono:
– Andrea Tomasi, giornalista e autore dell’inchiesta;
– Riccardo Quintilli, direttore de Il Salvagente;
– Giuseppe Ungherese, Resp. campagna inquinamento Greenpeace;
– Mamme No Pfas.
 
A seguire PROIEZIONE della videoinchiesta (53 minuti).
 
La videoinchiesta parla di un caso di contaminazione ambientale senza precedenti in Italia. Con immagini, interviste e documenti inediti, racconta di una falda acquifera, grande come il lago di Garda, contaminata da Pfas, sostanze chimiche di sintesi, che normalmente vengono utilizzate per impermeabilizzare tessuti, pentole, carte da forno, pellicole, rivestimenti per contenitori di alimenti, cere per pavimenti, scioline. Ci sono i dati, i documenti della Procura della Repubblica di Vicenza e le lettere spedite al Ministero dell’ambiente. Nel mirino degli inquirenti c’è la società Miteni, nel territorio di Trissino (Vicenza), oggi in fallimento. I Pfas – stando all’impianto accusatorio – sono stati sversati per decenni nell’ambiente.
I Pfas sono catene alchiliche idrofobiche fluorurate: acidi in forma liquida con una struttura che li rende resistenti ai processi di degradazione. Sono indistruttibili. Sono stati trovati dove non dovevano esserci. Nel triangolo fra le province di Vicenza, Padova e Verona, su richiesta della Regione Veneto, i gestori delle acque pubbliche hanno dovuto installare dei filtri speciali o rafforzare quelli esistenti. Il tutto per bloccare queste particelle o una loro parte. I filtri devono essere sostituiti periodicamente.
I Pfas sono sostanze tossiche che si stima almeno 350mila cittadini veneti abbiano nel sangue. Anche i bambini, già nel grembo materno. Per questo le mamme sono davvero tanto incazzate e non hanno più fiducia in chi doveva tutelare i cittadini e l’ambiente. Ma non si arrendono e continuano a fare pressioni affinché la verità e le responsabilità vengano alla luce e quello che è accaduto alle loro famiglie non accada mai più a nessun altro.
 
2.UDIENZA DAL SANTO PADRE
 
Ore 11 – Piazza San Pietro
Le Mamme No Pfas incontrano Papa Francesco.
 
Mercoledì 19 giugno le mamme no pfas saranno in piazza S. Pietro assieme al proprio Vescovo, per l’udienza chiesta a Papa Francesco con il quale condividono l’attenzione all’ambiente espressa in particolare nell’enciclica Laudato Si’ dove tra l’altro scrive “l’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri ed acquiferi”.
E’ un momento molto atteso che viene vissuto con molta emozione e fa seguito ad una corrispondenza iniziata nel 2017 quando Papa Francesco in una Sua lettera tra l’altro ci ha detto “andate avanti con pazienza e perseveranza nel cercare le vie buone per la soluzione del problema”.
 
All’udienza saremo un gruppo composto da sessanta mamme no pfas con cinquanta giovani e una rappresentanza del gruppo MAMME DA NORD A SUD. In questo Movimento stanno confluendo molteplici gruppi ambientalisti di varie zone d’Italia. Lo scopo è di fare rete per difendere non solo i propri territori dalle devastazioni ambientali ma in modo particolare il bene più prezioso: i figli. Le mamme d’Italia s’incontrano davanti a Papa Francesco per portare la loro testimonianza di lotta per la difesa del creato e delle sue creature dalle diverse forme d’inquinamento. Aria, acqua e terra sono la casa comune, sono il grembo materno che ci permette di vivere. Se questi vengono avvelenati, lentamente lo sono anche le vite di tutti noi. Le Mamme Da Nord a Sud non possano accettare che i propri figli possano essere in pericolo a causa di chi non rispetta l’ambiente: quindi si uniscono per gridare con voce più forte che i figli non si toccano e che faranno quanto è in loro potere per difenderli e per creare un futuro migliore.
 
Siamo particolarmente felici di andare da Papa Francesco con i nostri giovani che rappresentano il futuro ed il motivo della nostra battaglia che è chiedere maggiore attenzione e giustizia per le nuove generazioni.
All’udienza sarà con noi il leoniceno Danilo Schenato che consegnerà al Papa la bandiera della pace dove in questi mesi gli abitanti dei comuni della zona rossa hanno apposto la loro firma come testimonianza di popolo inquinato e come richiesta di giustizia.
 
3. AL MINISTERO DELL’AMBIENTE
 
Ore 16 – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Le Mamme No Pfas consegnano una lettera indirizzata al Ministro Sergio Costa.
 
Mercoledì 19 giugno le Mamme No Pfas, dopo aver partecipato all’udienza con Papa Francesco, andranno al Ministero dell’Ambiente per consegnare una importante lettera al Ministro Sergio Costa che hanno incontrato più volte e al quale si è chiesto di fissare limiti nazionali per i Pfas. Si vuole chiedere con forza alla politica una maggiore attenzione per prevenire e risolvere le cause che possono dare origine a nuovi conflitti e disastri ambientali. Ma il potere collegato alla finanza è quello che più resiste a tale sforzo, e i disegni politici spesso non hanno ampiezza di vedute. Perchè si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo?
 
NOTA: Nell’enciclica Laudato Si’, condivisibile in maniera universale, Papa Francesco affronta temi quali:
 
-inquinamento e cambiamenti climatici
-la questione dell’acqua
-perdita di biodiversità
-deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale
-ecologia ambientale, economica e sociale
-ecologia culturale
-ecologia della vita quotidiana
-il principio del bene comune
-la giustizia tra le generazioni.
 
CON IL SOSTEGNO DELLA #RETE DELLE MAMME DA NORD A SUD:
 
ABRUZZO
ABITO su misura – tutela dei beni comuni
Comitato Familiari Vittime Casa dello studente – Rete nazionale Noi non dimentichiamo
Mobilitazione Acqua Gran Sasso https://www.facebook.com/acquagransasso/
Viviamo il Liri – Comitato a difesa del Fiume Liri https://www.facebook.com/fiumeliri/
Foruma H2O Abruzzo
 
BASILICATA
COMITATO MAMME LIBERE (di Policoro-Basilicata) x la tutela dei figli https://www.facebook.com/groups/1858097940917857/
GECO – Genitori Consapevoli Basilicata https://www.facebook.com/geco.basilicata/
 
CAMPANIA
Comitato Donne 29 Agosto-Acerra
Mamme Vulcaniche
 
FRIULI-VENEZIA GIULIA
No all’Incenerimento Sì al Riciclo Totale di Rifiuti -Fanna (PN) https://www.facebook.com/Inquinamento-ambientale-e-Salute-dei-Bambini-262586610881432/
 
LAZIO
 
LOMBARDIA
Mamme Comitato Cittadini Calcinato
 
MARCHE
Ondaverde onlus Falconara Marittima
 
MOLISE
Associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus” Venafro https://www.facebook.com/Associazione-Mamme-per-la-Salute-e-lAmbiente-onlus-Venafro-467101863471134/
 
PIEMONTE
Associazione mamme in piazza per la Libertà di Dissenso https://www.facebook.com/mammeinpiazza/
 
PUGLIA
Comitato Legamjonici Taranto https://www.facebook.com/LegamJonicipagina/
Coordinamento No Triv – Terra di Taranto https://www.facebook.com/notrivtaranto/
 
SARDEGNA
Comitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile https://www.facebook.com/ComitatoRiconvRWM/
 
SICILIA
 
TOSCANA
SOS – La Piana del Casone – Scarlino https://www.facebook.com/FollonicaAmbiente/
 
VENETO
Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate https://www.facebook.com/groups/MammeNoPfas/
 
RETI DIFFUSE SUL TERRITORIO NAZIONALE
 
#salute #ambiente #dirittiumani #laudatosi #enciclica #minambiente #roma #santopadre #nopfas Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata
#vita #terra #acqua #benicomuni #natura #NORD #SUD #DANORDASUD

Eliana Fanelli è una libera cittadina. Una donna che si batte da tempo per difendere il proprio territorio. Anche sul caso ‘Xylella’, Eliana, non ha perso tempo e il 17 maggio scorso ha inviato una diffida al Servizio Fitosanitario della Regione Puglia. L’associazione European Consumers ha sostenuto la diffida presentata dall’attivista confermando che ‘ai sensi della UE/2015/789 si definisce zona infetta la zona in cui il batterio è insediato e non è possibile eradicarlo. In questa zona la decisione non fissa nessun obbligo di eliminare le piante infette’.

Riportiamo integralmente la diffida che lo stesso Comitato LEGAMJONICI ha sostenuto e inviato via Pec il successivo 25 maggio.

OGGETTO: SOSPENSIONE DEGLI ESPIANTI DEGLI ULIVI  Legge Regionale della Puglia n. 14 del 4 giugno 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali di Puglia” ARTT. 4, 5, 6, 15 e 16.

Premesso

  • che la decisione di esecuzione UE/2018//927 del 27/06/2018 di modifica alla decisione UE/2015/789 con la quale “la Commissione ha esteso la zona infetta all’intera Provincia di Lecce, all’intera Provincia di Brindisi, ai seguenti comuni della Provincia di Taranto: Taranto, Avetrana, Carosino, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Rocca Forzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Statte, Torricella, e al comune di Locorotondo della Provincia di Bari” .
  • Che ai sensi della UE/2015/789 si definisce zona infetta “la zona in cui il batterio è insediato e non è possibile eradicarlo. In questa zona la decisione non fissa nessun obbligo di eliminare le piante  infette”.
  • Che la Legge Regionale della Puglia n. 14 del 4 giugno 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali di Puglia”  ha dato avvio ai censimenti degli ulivi monumentali della Regione Puglia  da pubblicare nell’albo degli ulivi monumentali:   4 (Rilevazione sistematica degli ulivi monumentali) La Giunta regionale dichiara avviato il rilevamento sistematico degli ulivi e uliveti monumentali”; Art. 5 (elenco degli ulivi monumentali); Art.  6 (Tutela degli ulivi monumentali) “1. Con la pubblicazione definitiva dell’elenco, gli uliveti monumentali sono automaticamente sottoposti a vincolo paesaggistico in quanto assimilati a beni diffusi del paesaggio e come tali devono essere individuati negli strumenti urbanistici comunali. Per essi saranno previste adeguate forme di valorizzazione.”Art.  15 (Regime transitorio)“1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della presente legge e la data di  pubblicazione definitiva dell’elenco degli ulivi monumentali di cui all’articolo 5, e comunque per non più di tre anni, è vietato su tutto il territorio regionale il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto e il commercio degli ulivi plurisecolari rispondenti a una delle caratteristiche indicate nell’articolo 2.”  Il vincolo dei tre anni è stato in seguito tolto.
  • Che la Legge Regionale 29 marzo 2017 n. 4 , comma 5 dell’ art. 8 testualmente recita: “La Giunta regionale promuove tutte le iniziative volte ad aggiornare l’elenco degli ulivi e degli uliveti monumentali di cui all’articolo 5 della l.r. 14/2007; a tal fine provvederà a inviare, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un’apposita richiesta a tutti i comuni della Regione contenente l’invito a segnalare l’elenco di tutti gli ulivi monumentali presenti sul territorio comunale. I comuni sono tenuti a dare risposta entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito. In caso di mancata risposta o di risposta incompleta, la Regione provvederà in via sostitutiva al rilevamento degli ulivi monumentali presenti sul territorio del comune inottemperante, addebitando al comune stesso le spese sostenute.”.
  • che i provvedimenti succitati non tengono in alcun conto di quanto previsto al comma 5 dell’ art. 8 della Legge Regionale 29 marzo 2017 n. 4 che testualmente recita: “Poiché la Regione Puglia intende proteggere l’inestimabile pregio culturale e paesaggistico dei propri ulivi monumentali, in deroga a quanto disposto nella presente legge, non si procede alla rimozione degli alberi di cui all’articolo 2 della legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia) bensì si adottano misure di isolamento delle piante dal relativo contesto. La Giunta regionale promuove tutte le iniziative volte ad aggiornare l’elenco degli ulivi e degli uliveti monumentali di cui all’articolo 5 della l.r. 14/2007; a tal fine provvederà a inviare, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un’apposita richiesta a tutti i comuni della Regione contenente l’invito a segnalare l’elenco di tutti gli ulivi monumentali presenti sul territorio comunale. I comuni sono tenuti a dare risposta entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito. In caso di mancata risposta o di risposta incompleta, la Regione provvederà in via sostitutiva al rilevamento degli ulivi monumentali presenti sul territorio del comune inottemperante, addebitando al comune stesso le spese sostenute.”

 TUTTO CIO’ PREMESSO

CHIEDE

a codesto Servizio Fitosanitario di SOSPENDERE qualsiasi attività di eradicazione/movimentazione degli alberi di ulivo nell’intera Provincia di Lecce,  di Brindisi, ai seguenti comuni della Provincia di Taranto: Taranto, Avetrana, Carosino, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Rocca Forzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Statte, Torricella, e al comune di Locorotondo della Provincia di Bari” al fine di effettuare una reale ricognizione degli alberi di ulivo avente i requisiti di monumentalità poiché nella zona infetta gli abbattimenti non sono più obbligatori. Al fine di tutelare il paesaggio degli ulivi monumentali di Puglia, così come previsto dalla Legge Regionale della Puglia n. 14 del 4 giugno 2007  e dalla legge regionale n.4 del 2017 nel quale si indica che il CENSIMENTO degli ulivi monumentali diviene di competenza della Regione Puglia in caso di  inottemperanza dei comuni pugliesi, invitati ad aggiornare l’elenco degli ulivi monumentali presenti sul proprio territorio nell’arco di 30 giorni a partire dalla pubblicazione della legge.

Intanto, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto emergenze [1,2]. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La soddisfazione di Coldiretti Puglia che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello al Capo dello Stato:

“Con la firma del Presidente della Repubblica Mattarella, il Decreto Emergenze diventa finalmente realtà, manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ora occorre un deciso cambio di passo per sostenere gli agricoltori colpiti dell’area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all’individuazione di varietà resistenti come il Leccino. Si deve, quindi, intervenire in maniera risoluta per fermare il dilagare della malattia e ridare una traiettoria di futuro aziendale agli agricoltori, ai frantoiani e ai vivaisti del Salento. Non sono più accettabili alibi, omissioni, tentennamenti nell’applicazione della legge”, è il commento di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Nel Decreto Emergenze – ricorda Coldiretti Puglia – sono state inserite importanti misure di semplificazione per l’espianto volontario di ulivi malati e per la movimentazione delle piante specificate all’interno dell’area infetta, l’anticipazione della PAC, il contributo ad aziende olivicole e frantoi che nell’ultima campagna olivicola hanno subito gravi danni a causa delle gelate e prime risorse per il comparto agrumicolo.
“Coldiretti sta lavorando con il Ministro Centinaio, così come promesso a Lecce, perché sia previsto un impegno risoluto – aggiunge il presidente Muraglia – per salvare la filiera dell’olio extravergine di oliva, sostenendo i frantoi salentini in grave crisi di liquidità, a partire dalla moratoria sui mutui e all’integrazione al reddito, accompagnandoli nel percorso di dismissione parziale o totale degli impianti e nella riconversione eventuale delle attività”.
Determinante il piano per la rigenerazione dell’olivicoltura nella zona infetta da Xylella – aggiunge Coldiretti Puglia – con l’istituzione di un fondo per la realizzazione di un Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del Salento, con una dotazione pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in stretta correlazione con il Piano Centinaio, approvato in Conferenza Stato – Regioni il 13 febbraio scorso.
“Con il Decreto Emergenze, che non dovrà in nessun modo essere vanificato da ulteriori ritardi e timidezze regionali, dovranno essere superati tutti gli ostacoli della burocrazia che finora ha fatto più danni della malattia. Ci sono domande di espianto presentate anche 6 mesi fa, a dicembre 2018, le più recenti ad aprile, tutte rispedite al mittente dalla Sovrintendenza di Lecce negli ultimi giorni, perché depositate con procedura semplifica, con la richiesta di ripresentarle con procedura ordinaria”, insiste il presidente Muraglia. “Le prime domande di espianto di ulivi con regolare relazione agronomica attestante il reimpianto di ulivi sono state regolarmente accettate con procedura semplificata. Oltre alla perdita di mesi di tempo e all’aggravio dei costi con la procedura ordinaria le domande dovranno essere esaminate dalla Commissione locale per il paesaggio, chiamata a valutare anche tutte le pratiche edilizie. Dopo anni di errori, incertezze e scaricabarile, con il Decreto Emergenze si dovrà intervenire per fermare il dilagare della malattia, trovando al contempo adeguati sistemi di convivenza, come innesti e sovrainnesti con varietà resistenti”, conclude Muraglia.

 

  1. http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=61726
  2. https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/xylella_decreto_ministro_firma_ulivi-4519466.html

DOPO LA VITTORIA DI TARANTO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI, I COMITATI INCASSANO UN’ALTRA VITTORIA.

RIFIUTI E INCENERITORI. CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA (LUSSEMBURGO) BOCCIA LO STATO ITALIANO.

Comunicato del “Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare”.

COMUNICATO STAMPA

Oggi da Lussemburgo riportiamo con grande soddisfazione la condanna definitiva del governo italiano sugli inceneritori previsti nell’articolo 35 dello Sblocca Italia, dopo la prima vittoria il 24 aprile 2018 con l’accoglimento da parte del TAR Lazio del nostro ricorso per annullamento del Decreto attuativo presidenza del consiglio ministri del 10 agosto 2016 del governo Renzi.

Nel nostro ricorso avevamo chiesto infatti al TAR Lazio il rinvio alla Corte di giustizia europea per motivato contrasto tra le norme contenute rispetto all’articolo 35 – Piano nazionale di inceneritori – nel decreto legge Sblocca Italia e nel successivo Decreto attuativo e la Direttiva europea 98/2008/CE su due punti fondamentali:
1) stabilire che i quaranta inceneritori esistenti e nuovi da realizzare siano “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente” ponendo al primo posto una tecnologia obsoleta e nociva da rifiuti indifferenziati che alimenta anche le discariche, senza aver programmato nulla rispetto sugli impianti per il riciclaggio ed il recupero di materia;
2) stabilire che l’aumento delle emissioni di polveri e diossine dovute al “potenziamento al massimo carico termico” dei quaranta inceneritori esistenti al centro nord (quantificato in circa un ulteriore milioni di tonnellate annue incenerite) e la costruzione di otto nuovi inceneritori al centro sud con annessa ubicazione e capacità in ogni regione (quantificati in circa altri tre milioni di tonnellate annue incenerite) non sia un piano / programma nazionale da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica.

Finalmente siamo riusciti a rimuovere il principale ostacolo al dispiegarsi sia in Italia che in Europa di una vera “economia circolare” basata sul “riuso-riciclo-recupero di materia”, dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia pagata salatissima dagli incentivi pubblici del GSE al contrario di quanto affermano sia necessario fare già da oggi le quattro nuove Direttive europee sull’economia circolare, in particolare la 851/2018/CE, di cui chiediamo che il governo italiano acceleri urgentemente il suo recepimento.

Lussemburgo 8 maggio 2019

Movimento Legge Rifiuti Zero Comitato Donne 29 agosto Acerra
per l’economia circolare

il coordinatore nazionale il presidente

Massimo Piras Virginia Petrellese

Mamme da Nord a Sud:

COMUNICATO STAMPA DEL 3/05/2019

Durante il concerto del primo maggio a Taranto è stato presentato il gruppo delle Mamme da Nord a Sud. In tutta Italia sono moltissimi i comitati e i gruppi di ambientalisti che difendono i loro territori dall’inquinamento. Conoscendoci abbiamo scoperto che tutti abbiamo percorsi simili e viviamo situazioni analoghe. Ci siamo unite per denunciare con un’unica forte voce gli scempi ambientali che affliggono l’Italia. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo minaccia il futuro dei nostri figli. L’unico grande obiettivo è portare la consapevolezza che la tutela di aria, acqua e suolo significa garantire un futuro migliore.

Qui sotto riportiamo alcuni dati salienti che evidenziano l’emergenza ambientale e sanitaria in corso in Italia.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria i nostri bambini sono continuamente esposti a sostanze pericolose. Secondo l’ISPRA nel 2017, se si considera il valore di riferimento raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) per gli effetti a breve termine sulla salute umana (50μg/m3 , da non superare più di 3 volte in un anno civile), il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato nel 76% delle stazioni di monitoraggio. L’impatto sanitario delle sole emissioni in atmosfera di polveri sottili (Pm10 e Pm2,5), del diossido di azoto (NO2) e di ozono (O3) è terribile: l’Agenzia Europea per l’Ambiente stima in quasi 90.000 le morti premature per l’esposizione a queste sostanze.

I siti nazionali di bonifica di competenza del Ministero dell’Ambiente sono 41 e circa 16.435 i siti potenzialmente contaminati già individuati dalle regioni con procedimento in corso. L’Istituto Superiore di Sanità, nei soli siti nazionali, attraverso lo studio epidemiologico “Sentieri” ha evidenziato un aumento di malattie negli abitanti che vivono in questi siti, con un eccesso di mortalità rispetto ad aree non inquinate di quasi 12.000 morti in più in un periodo di 8 anni. Non solo tumori ma anche malattie neurodegenerative e cardiovascolari. Per i nostri figli vivere in siti contaminati comporta un aumento di tumori maligni del 9% tra 0 e 24 anni.

L’Italia sta perdendo le sue acque, bene comune per eccellenza indispensabile per vivere. Nel 2016 sono stati rilevati pesticidi nel 67% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 33,5% dei punti delle acque sotterranee, con valori superiori agli Standard di Qualità Ambientali nel 23,9% delle acque superficiali e nel 8,3% delle acque sotterranee. Il 57% dei fiumi italiani non rispetta gli standard di qualità ecologica fissati dalla Direttiva Europea “Acque”. Il 25% dei corpi idrici sotterranei è in stato “scarso” per la presenza di inquinanti, con la punta negativa in Lombardia (ben il 67%).

I nostri ragazzi stanno lottando per contrastare i cambiamenti climatici che possono esacerbare fenomeni di dissesto idrogeologico in aree particolarmente fragili. Questo problema ha già interessato il 91% dei comuni italiani.

Nuove ricerche scientifiche confermano l’impatto sanitario dell’inquinamento sulla popolazione. Gli effetti si trasmettono di generazione in generazione.

I nostri gruppi da anni sono impegnati sul campo, ottenendo spesso quei risultati concreti che la politica non riesce a perseguire. Serve quindi un radicale cambio di rotta e gli stessi ragazzi negli ultimi mesi stanno dimostrando a noi adulti che vogliono vivere in un ambiente salubre. Non vogliono rischiare di non avere più un pianeta dove poter vivere in salute. Le grandi opere che vogliamo sono quelle che risanano il territorio e il nostro ambiente. Sono quelle che consentono di vivere nel pieno rispetto dei diritti fondamentali alla vita e alla salute e dei beni comuni quali l’aria, l’acqua e la terra.

Per Info inviare messaggi alla pagina fb:
Mamme da Nord a Sud
oppure scrivere a: mammedanordasud@gmail.com

Firma il comunicato la Rete ‘Mamme da Nord a Sud’:

#Abruzzo
– Associazione ABITO su misura – tutela dei beni comuni
– Comitato Difesa Comprensorio Vastese
– Comitato Familiari Vittime Casa dello studente (L’Aquila)
– Mobilitazione Acqua Gran Sasso
– Viviamo il Liri
– Forum H2O-Abruzzo

#Basilicata
COMITATO MAMME LIBERE (di Policoro-Basilicata) x la tutela dei figli
– Ge.Co. Genitori Consapevoli

#Campania
– Noi genitori di tutti – Onlus
– Rete di Cittadinanza e Comunità
– Stop Biocidio

#Lazio
– Rifiutiamoli

#Lombardia
– Mamme No Smog Sud Milano
– Le mamme di Castenedolo (Brescia)
– Mamme Comitato Cittadini Calcinato (Brescia)

#Marche
– Ondaverde onlus Falconara Marittima
– Comitato Mal’aria – Falconara M.

#Molise
– Associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus” Venafro

#Piemonte
– Mamme in piazza per la libertà di dissenso

#Puglia
– Associazione Giorgioforever (Taranto)
– Comitato Legamjonici (Taranto)
– Comitato No Colacem (Lecce)
– Coordinamento No Triv-Terra di Taranto
– Peacelink
– Mamme No Tap (Lecce)

#Sardegna
– Comitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile

#Sicilia
Comitato Stop Veleni

#Toscana
Comitato No-Wi-Fi Toscana
SOS – La Piana del Casone – Scarlino

#Veneto
Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata
Vicenza senza Elettrosmog

#primomaggioliberoepensante #mammedanordasud #uniticontrogliscempi

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🔸Comunicato Stampa del 24/04/2019🔸

È fuori tempo massimo la convocazione delle associazioni ambientaliste tarantine.

Si apprende con stupore della convocazione delle associazioni ambientaliste tarantine, da parte del Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, all’incontro organizzato in data odierna presso la Prefettura di Taranto nell’ambito del c.d. “Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto. Tavolo Istituzionale permanente”.

Pur avendo ricevuto l’invito, il Comitato Legamjonici non presenzierà a tale riunione. La decisione è dettata dalla consapevolezza della totale inutilità dell’incontro che, anzi, sarebbe stato opportuno convocare per discutere, nel concreto, di temi di fondamentale importanza come la chiusura programmata dello stabilimento siderurgico, la sua riconversione e il reimpiego dei lavoratori.

Il comitato ritiene che la chiusura delle fonti inquinanti sia elemento imprescindibile e preliminare a qualunque seria ipotesi di rilancio del territorio tarantino o attività di bonifica.

L’invito del ministro Di Maio, inoltre, risulta essere tardivo in quanto giunto decisamente fuori tempo massimo. Ed infatti, l’avvenuta cessione dell’ormai ex Ilva ad Arcelor Mittal caratterizza pienamente l’azione di un Governo che, come già più volte accaduto in passato, anche con altri colori politici, ha inteso abdicare alle proprie prerogative consegnando la salute dei cittadini nelle mani di chi ha come unico scopo il proprio profitto economico.

Valgono per questo Governo, pertanto, le stesse obiezioni già mosse nei confronti dei Governi passati.

Proprio in quest’ottica si ricorda che il Comitato Legamjonici ha promosso nel 2013 il primo ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo contro il Governo Italiano che, già con l’emanazione del primo decreto Salva-Ilva del 2012, aveva palesemente violato il diritto fondamentale alla salute dei tarantini.

All’esito di tale azione, lo scorso 24 gennaio, la Corte Europea dei Diritti Umani ha espressamente e, per la prima volta, acclarato con una sentenza storica per Taranto, la violazione degli artt. 8 e 13 della Convenzione da parte delle Istituzioni Italiane. Tale riconoscimento giunto da un’autorità sovranazionale é la conferma che chi lotta – e ha lottato in tutti questi anni – è tutt’altro che allarmista.

Per una particolare coincidenza temporale proprio oggi, 24 aprile, scadono i termini per proporre istanza di rinvio alla Grande Camera per l’eventuale impugnativa della sentenza sopra citata.

Sarebbe a questo punto davvero interessante conoscere direttamente dalla viva voce del Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, qualora non fosse troppo impegnato in tali inutili passerelle pre-elettorali, se il Governo abbia impugnato o meno la sentenza pronunciata dalla Corte Europea dei Diritti Umani. Quantomeno per rompere quel silenzio assordante che ha regnato sul tema dal 24 gennaio ad oggi.

Comitato Legamjonici contro l’inquinamento

Taranto. Il 30 marzo 2019 l’associazione Giustizia per Taranto ha organizzato un interessante convegno di presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla Transizione Energetica. La proposta è promossa dalla Fondazione H2U The Hydrogen University. A parlarne sono intervenuti (guarda il video)il Prof. Nicola Conenna, presidente della fondazione e l’avv. Antonella Galeone Responsabile giuridico della Fondazione. A sostegno dell’iniziativa il Senatore Massimo Buccarella, il sindaco di Malpignano, il sindaco di Accadia e il sindaco di Acquaviva. Presente anche il Prof. Augusto Garuccio dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari. Numerosi sono stati gli interventi. Particolarmente interessante è stato l’intervento (guarda il video) della Dott.ssa Spera Daniela (Legamjonici) sulla necessità di abrogare gli articoli 37 e 38 dello ‘SbloccaItalia’ in relazione al concetto di ‘strategicità‘ e ‘pubblica utilità’ delle opere connesse all’attuale programma energetico nazionale basato sul fossile: ‘se non si pongono al centro le fonti rinnovabili, attraverso l’introduzione nella proposta di legge del concetto di ‘strategicità’ e di ‘pubblica utilità’ e l’abrogazione delle norme attuali, qualunque legge che incentivi le energie rinnovabili viene scavalcata dalla legge attualmente in vigore’. #fuoridalfossile

Ecco cosa ha proposto Legamjonici:

L’attuale normativa in vigore in Italia pone al centro del piano nazionale energetico le fonti fossili. In particolare il decreto-legge 12 settembre 2014, n.133 convertito con L. 11 novembre 2014 n.164, reca ai commi 1 degli articoli 37 e 38, contenuti nella legge meglio nota come ‘Sblocca Italia’, le disposizioni indicate di seguito.

Art. 37 comma 1: Al fine di aumentare la sicurezza delle forniture di gas al sistema italiano ed europeo del gas naturale, anche in considerazione delle situazioni di crisi internazionali esistenti, i gasdotti di importazione di gas dall’estero, i terminali di rigassificazione di GNL, gli stoccaggi di gas naturale e le infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale, incluse le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse rivestono carattere di interesse strategico e costituiscono una priorita’ a carattere nazionale e sono di pubblica utilita’, nonche’ indifferibili e urgenti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327;

Art. 38 comma 1. Testo iniziale: Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, le attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilita’, urgenti e indifferibili. I relativi titoli abilitativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi, conformemente al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità.’

Successivamente modificato, il termine strategico viene cancellato, ma permane il concetto di ‘pubblica utilità’ che non cambia di fatto la posizione di centralità delle attività petrolifere e di quelle legate allo stoccaggio del gas.

Art. 38, comma 1. Così come modificato dalla Legge del 28/12/2015 n. 208 (legge di stabilità del 2016). ‘Le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale sono di pubblica utilità. I relativi titoli abilitativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilità.’

Tale normativa risulterebbe in contrasto con gli obiettivi della proposta di legge e ne impedirebbe l’applicazione qualora venisse approvata. Trattandosi di una semplice legge ‘programmatica’ (che indica cioè dei programmi e non dei precetti) e che necessiterebbe quindi di ulteriori provvedimenti normativi per poter essere attuata, sconterebbe comunque il contrasto con i contenuti di cui ai precedenti articoli. Pertanto si suggeriscono le seguenti iniziative:

  1. Inserire nel testo di legge sulla transizione energetica un articolo che dichiari le opere connesse all’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili di ‘pubblica utilità’ e prioritarie a carattere nazionale e che dichiarino esplicitamente (in guisa di interpretazione autentica) abrogati gli articoli di cui sopra, per incompatibilità di quest’ultimi con il disegno di legge.
  2. Attuare parallelamente attraverso l’impegno di parlamentari (proposta di legge da depositare in Parlamento) l’abrogazione dei commi 1 degli artt. 37 e 38 oppure l’abrogazione in toto degli articoli 37 e 38, avendo questi come finalità la semplificazione di tutte le procedure autorizzative di opere connesse all’ approvvigionamento energetico da fonti fossili.
  3. Si preveda l’inserimento nella proposta di legge di un articolo che preveda l’abrogazione dei commi indicati o degli articoli 37 e 38 della legge 11 novembre 2014 n.164.

 

Progetto Tempa Rossa

Riteniamo utile ricordare che è anche vigente la legge 4 aprile 2012,  n.  35 che all’art. 57 individua le infrastrutture e gli insediamenti energetici di interesse strategico nazionale. La legge di stabilità del 2015 (legge 23 dicembre 2014, n.190), grazie ad un emendamento molto discusso, ha approvato una modifica della legge 35/2012. Dopo il comma 2 dell’art 57, sono state incluse anche «le opere necessarie al trasporto,  allo  stoccaggio,  al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori, comprese quelle localizzate al  di fuori del perimetro delle concessioni  di  coltivazione»  e  dopo  la parola:  «autorizzazioni»  sono  inserite  le  seguenti:  «,  incluse quelle». 

In altre parole è stato esteso il concetto di ‘strategicità’  e di ‘pubblica utilità’ anche alle opere petrolifere accessorie, in particolare, al versante tarantino del progetto Tempa Rossa, che prevede lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente da Corleto Perticara (Basilicata) nella raffineria Eni di Taranto.