Archivio per maggio, 2011

Il Forum ‘Save Taranto’ per la riconversione sociale, culturale, produttiva ed economica della città e della provincia di Taranto giunge al suo secondo appuntamento.

La federazione per l’Ecotutela Jonica è ”Save Taranto

Comitati e associazioni promotori:

Comitato Legamjonici, Comitato Taranto lider, Comitato di quartiere Tamburi, Ass. Tamburi 9 luglio 1960, Ass.Savese per la vita, Ass. Malati cronici e immunitari.

Per aderire  scrivete a : legamionici@gmail.com oppure tarantolider@libero.it

Potremo incontrarci per sottoscrivere un programma concordato e carta etica.

Gazzetta del Mezzogiorno, 24 maggio 2011.

L’intervista di Maurizio Bolognetti. Ascoltala:

I malati invisibili – tratto da Save ‘Taranto’

Il video di Maurizio Bolognetti. Guardalo:

Interventi in video

 

La testimonianza:

’LA LIBERTA’ è COME L’ ARIA: si vive nell’ aria; se l’aria è viziata: si soffre; se l’aria è insufficiente: si soffoca; se l’aria MANCA: SI MUORE’’ ( Luigi Sturzo)

Vi ringrazio per l’ invito a questa seconda puntata di ‘’ SAVE TARANTO’’, non posso essere presente fisicamente , ma questa lettera farà che io ci sia comunque, in quanto PERSONA INVISIBILE, COSA CHE DA UN ANNO A QUESTA PARTE SONO! Mi chiamo Elisa , ho 29 anni e sono Tarantina; mi spiace non poter dare FISICAMENTE la mia testimonianza di ciò che i metalli pesanti, polveri sottili e inquinamento ambientale possono causare in una persona , ma il quartiere tamburi, per me è un quartiere inaccessibile è sicuramente il piu inquinato di taranto a dire del mio naso e dei miei polmoni, li il mio sistema respiratorio ‘’ si ARRESTA’’. L’ anno scorso quando ancora non sapevo di soffrire di sensibilità chimica multipla, MA SAPEVO DI ESSERE SOLO UNA RAGAZZA CON FORTI CRISI D’ ANSIA, ATTACCHI DI PANICO , INSTABILE E UN BEL Po’ NEVROTICA ( tutte etichette a cui non ho mai creduto!! ) , mi recai con un’ amica al quartiere tamburi , dopo pochi minuti ho iniziato ad avvertire un fortissimo mal di testa, asma, battiti inregolari , oppressione toracica, entrai per disperazione in una tabaccheria, dove mi diedero subito dell’ acqua e delle caramelle.. tornai poco dopo a casa , mi ripresi col bentelan. Quello è stato l’ ultimo giorno in cui ho messo piedi in quel quartiere bomba. Penso sempre ai bambini che ci vivono, quanti problemi di salute hanno o avranno. Sapere che c’è gente che ignora, nasconde e smentisce dati, di ciò che da anni ci crea problemi di salute è veramente imbarazzante, sentire che si da colpa alla diossina delle sigarette, allo smog di scarico delle auto… e inventa le scuse più assurde per NEGARE l’evidenza. Da ammalata, posso dire che sono distrutta da quest’aria , sono stanca di non poter respirare aria pura. So che saranno presenti dei medici, lascio a loro la spiegazione dettagliata, se vorranno , di cosa è realmente la sensibilità chimica multipla. Da cittadina ammalata penso che sia inconcepibile non poter fare una passeggiata a tarda sera, sul lungomare , quando il traffico è quasi nullo per poter sentire per lo meno il profumo del mare e rigenerarmi un po’.. QUESTA è UTOPIA.. in quanto proprio a sera tardi devo tapparmi in casa per via degli ‘’ odori’’ molto forti , che non fanno bene A NESSUNO! C’e’ da chiedersi perché mentre le altre città PUGLIESI investono in nuove risorse, energie rinnovabili, accrescimento del turismo, dello star bene , mirando ad una vita ecologista, Taranto invece crede che INVESTIRE NELL’ industria sia l’ unica fonte di guadagno ma soprattutto di PROGRESSO, ignorando ANCORA a quanta distruzione crea tutto questo, non solo del territorio ma soprattutto l’unica cosa che PROGREDISCE NEL TERRITORIO SONO I TUMORI! . Si ottiene un impoverimento generale che allontana non solo il turismo ma il tarantino stesso dalla città, avendo molte industrie a pochi km che si accorciano col vento! Prima di recarmi fuori Puglia per lavoro 5 anni fa, mi chiedevo : cosa Taranto può offrirmi? , la risposta era sempre ‘’ nulla’’.. invece oggi Taranto mi ha dato un bel futuro che si chiama :SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA. Sono una mamma e non posso accompagnare mia figlia all’ asilo, e partecipare attivamente a tutto ciò che è la sua vita. Sono giovane e non posso piu lavorare.

Avevo dei sogni : per il momento li ho abbandonati.

Poichè non è affatto facile gestire, vivere e sopportare, soprattutto in questa città e questo vale anche per chi vive con me.

”Secondo le più recenti evidenze riscontrate attraverso le osservazioni delle variazioni genomiche ed ed epigenomiche dell’individuo (cioè sul DNA alterato oppure non alterato), il quadro suggerisce che la maggior parte delle malattie umane possa essere riferita a origine ambientale. Oltre alle comuni e conosciute patologie infettive e alle forme tumorali, le patologie croniche che da sole rappresentato l’ottanta per cento delle malattie umane appaiono invece essere determinate o comunque amplificate dall’azione di sostanze chimiche, tossiche nocive disperse nell’ambiente il più delle volte dall’azione dell’uomo.

Non sono l’ unica ammalata INVISIBILE , vittima di una città VELENO , che vive in una realtà fatta di degrado, ignoranza e inciviltà.

Vedo un futuro per i giovani e non solo per loro ..DIFFICILE E COMPLICATO PER LA SALUTE dato l ‘ alto tasso di inquinamento ambientale a cui siamo soggetti le malattie che esso può scaturire sono molte: In ambito cerebrale: Autismo, Iperattività e deficit di Attenzione, Schizofrenia e sindrome bipolare. In ambito multisistemico: Sclerosi Sistemica, Sindromi metaboliche, Sensibilità Chimica Multipla, Sindrome del Golfo. Nell’ambito Immunologico si registra il danno più grave ed esteso, poiché il danno al Sistema Immunitario forma la vasta famiglia di malattie denominate Disordini Infiammatori Immuno-Mediati, le tristemente note malattie infiammatorie croniche che coinvolgono tutte le aree dell’organismo. In ambito cardiaco: Infarto e malattia coronarica, In ambito vascolare: Ictus, Ipertensione e Vasculopatie, In ambito neurologico: Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla, Demenza precoce, Parkinson e Alzheimer. In ambito ghiandolare: tiroiditi, diabete; sterilità maschile e femminile. In ambito muscolo-scheletrico: Miosite, Miastenia, Artriti giovanili, Lupus. In ambito ginecologico: endometriosi, cistiti recidivanti, preeclampsia. In ambito polmonare: asma, enfisema e Allergie. In ambito intestinale: Enteriti, Gastriti e Allergie In ambito dermatologico: dermatiti da contatto, Dermatite Atopica, Vitiligine, Alopecia, Psoriasi. Infine vi sono le note sindromi: fibriomialgia, dell’ intestino Irritabile, Sindrome neurastenica, Sindrome della Fatica Cronica.

Per cui ci vorrebbe una BENEDIZIONE su questa città e sui Tarantini , anziché su l’AFO4 : altoforno 4 affinché riescano ad ottenere il bene per Taranto e per il popolo stesso, un bene fatto di SALUTE E LAVORO tarmite nuove risorse , Questo è il mio Augurio, affinché questi incontri, testimonianze e manifestazioni possano portare a qualcosa di buono, è un augurio fatto di cuore in quanto TARANTINA, MA SOPRATTUTTO DA MALATA MCS CHE nonostante tutto AMA ANCORA LA SUA CITTA’!

Elisa Stallo.

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SAVE TARANTO-SECONDA EDIZIONE

Pubblicato: 21 maggio 2011 in Le nostre attività

22 MAGGIO 2011
CENTRO POLIVALENTE- VIA LISIPPO, 8
RIONE TAMBURI
Ore 17-21.30

OBIETTIVI

Il Forum ‘Save Taranto’ per la riconversione sociale, culturale, produttiva ed economica della città e della provincia di Taranto giunge al suo secondo appuntamento.

Opera divulgativa diretta e aperta alla cittadinanza, è una iniziativa della Federazione provinciale per l’ Ecotutela Jonica. L’evento sarà preceduto da una breve conferenza stampa nel corso della quale sarà anche ufficializzata la federazione.
Il nutrito gruppo di lavoro individua e presenta le necessità territoriali inespresse, raccontandole attraverso la voce dei suoi più diretti protagonisti ed interpreti: giornalisti, medici, tecnici, urbanisti, operatori turistici, economisti, artisti.

Le anime indipendenti, gli attivisti e gli esperti si mobilitano per offrire il proprio contributo libero e spontaneo a favore del progresso socio-culturale nel solo interesse della collettività: progetti, analisi ed opere di sensibilizzazione pubblica per immaginare e costruire insieme un futuro alternativo, compatibile con la vita e con l’ambiente per la propria città e per la provincia, in linea con i più moderni dettami dello sviluppo urbano, sociale, occupazionale e per la tutela della salute.

Il secondo appuntamento vede la partecipazione di Medici ed esperti in materia ambientale che affrontano un’analisi attenta e dettagliata delle problematiche strettamente correlate alle occorrenze statistiche nell’ambito delle patologie croniche ed invalidanti. Inoltre, esperti di chimica, di economia e di energie rinnovabili prenderanno la parola offrendo spunti di riflessione e illustrando le principali criticità del nostro territorio sotto gli aspetti ambientale, economico ed occupazionale. Presente al seminario anche un noto attivista e giornalista lucano specializzato nella documentazione dello sfruttamento delle risorse naturali ai danni del Sud Italia.

La cittadinanza è invitata a partecipare

Ore 17.00: Conferenza stampa

PROGRAMMA:
A PARTIRE DALLE ORE 17.30 FINO ALLE ORE 19.30

La vera ECO-nomia:

Roberto POLIDORI (Economista, giornalista per Siderlandia)
‘Due casi di fallimento di mercato: esternalità negative e ricatto occupazionale’

Mimmo DE PADOVA (Movimento Aeroporto Taranto)
‘Aeroporto e sviluppo economico’

I malati invisibili:

Dr Fulvio MASTRANDREA (Allergologia e Immunulogia Clinica – Ospedale SS. Annunziata Taranto)
‘Malattie Immunitarie e Ambiente’

Saverio DE FLORIO (Ass. Malati Cronici e Immunitari)
‘Mappe epidemiologiche’

Nel Sud petrolifero:

dalla Basilicata: Maurizio BOLOGNETTI (Attivista, giornalista per Radio Radicale)

Daniela SPERA (Chimico farmaceutico – Legamjonici) ‘Il caso metanodotto’

Intervengono gli ECO-logici: associazioni e comitati prenderanno la parola.
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ORE 19.30: Si apre il dibattito.

Ordine interventi: flessibile; Durata interventi: tempo massimo 15-20 minuti; Modalità: Presentazione o comunicazione

Foto di A. Corigliano

Faccia a faccia tra Commissione Ambiente e vertici di EniPower. Il problema resta l’emissione di CO2

A Palazzo Latagliata  la seduta straordinaria della Commissione Ambiente per fare luce circa il “raddoppio” della centrale di EniPower. La Commissione si avvarrà di tecnici esperti per studiare le carte.

Qualche giorno fa nella sede di Palazzo Latagliata si è svolta la prima seduta straordinaria della Commissione Ambiente, Ecologia e Salute del Comune di Taranto. Una seduta che ha portato i vertici dell’azienda EniPower a presenziarla visto che aveva quale obiettivo quello di fare chiarezza sulla questione definita “raddoppio” della centrale elettrica all’interno della raffineria dell’Eni di Taranto . Una storia che circa un anno fa fu posta all’attenzione degli organi di stampa grazie al lavoro instancabile  del comitato Taranto Libera, ora LegamJonici.

Presenti tutti i consiglieri facente parte della Commissione ed i tecnici con i vertici della EniPower. Ma registriamo anche l’occhio vigile del Sindaco Ippazio Stefàno e del presidente del Consiglio comunale Gina Lupo.

Durante la seduta, guidata dal presidente Gabriele Pugliese, si è fatto in primis uno screening di quella che risulta essere la situazione ambientale e sociale della città facendo emergere come Taranto detenga il primato in Italia ( con Brindisi) di emissioni di CO2 (anidride carbonica) immessa in atmosfera. Le preoccupazioni sollevate un po’ da tutti i consiglieri risiederebbero proprio nel raddoppio ( la EniPower parla sempre di ampliamento e mai di raddoppio) che comporterebbe un aumento di  CO2. Ma nello stesso tempo risulterebbe essere necessaria la sostituzione della vecchia centrale alimentata ad olio combustibile con una nuova alimentata a gas naturale perché anche meno inquinante.

La dottoressa Erminia Barbaresi, responsabile di EniPower per gli enti locali, a fine seduta è stata chiara affermando che  l’azienda non effettuerà nessun investimento relativo al potenziamento o alla trasformazione della centrale fino a quanto l’opinione pubblica non sarà d’accordo.

All’ing. Mauro Gianni Dalmazzone, responsabile Sviluppo Tecnologico e Nuove Iniziative di EniPower, è toccato fare chiarezza sul progetto, entrato nell’occhio del ciclone, premettendo che la centrale ideata a Taranto risulta essere la più piccola rispetto a quelle dislocate nel resto della Penisola, e comunque funzionale alla raffineria. Tutti i gruppi sono di 400 megawatt mentre a Taranto si farebbe un gruppo da 300. Secondo l’ingegnere poi sarebbero state scelte le migliori tecniche disponibili ( MTD o BAT). Il nuovo impianto avrebbe un rendimento del 54% a fronte dell’attuale 39% che comporterebbe un miglioramento energetico ma anche un grosso vantaggio dal punto di vista ambientale: la centrale attuale brucia olio quella futura solo gas naturale. Questo, secondo Dalmazzone, comporterà un abbattimento quasi completo di So2 ( anidride solforosa), Nox ( ossidi di azoto) e delle polveri sottili.

Dalmazzone ha aggiunto che ogni due anni si controlleranno l’esistenza di nuove MTD per ridurre ulteriormente le emissioni.

Per quanto riguarda invece le emissioni di CO2 è stato affermato dall’ingegnere che è un problema non locale ma mondiale.  Taranto ora produce un quantitativo di CO2 molto basso rispetto alla media nazionale e della stessa Puglia. Produrre energia con il nuovo impianto permetterebbe ad altre unità di EniPower di non andare a pieno regime e quindi di non emettere CO2. A fronte di un aumento di anidride carbonica a Taranto si avrebbe una diminuzione di CO2 nel resto d’Italia. Si passerebbe dunque per Taranto da un valore massimo assoluto annuale di 570.000 tonnellate a 970.000.

Il Presidente Pugliese ha ribadito a fine incontro un concetto fondamentale: “Chiederemo ai tecnici di valutare quanto oggi abbiamo ascoltato. Vogliamo capire. Come Commissione non abbiamo le adeguate competenze”.

Antonello Corigliano

Dalmazzone: “La CO2 non è un inquinante locale ma mondiale. Aumentare l’anidride carbonica a Taranto comporterebbe una diminuzione di CO2 nel resto d’Italia”

“Sembra che questo progetto sia soltanto un aumento della potenza. Questo è vero ma è motivato dal fatto che la centrale nuova è inserita all’interno di una raffineria che consuma vapore ed energia elettrica e che per essere in vita ha bisogno di vapore ed energia. Ecco perché abbiamo ideato una centrale che permette questo in qualsiasi condizione. Questo impianto abbatterà di molto le emissioni di sostanze inquinanti. La CO2 poi non è un inquinante locale ma mondiale. Taranto produce ora un quantitativo di CO2 molto basso rispetto alla media nazionale e della stessa Puglia. Aumentare l’anidride carbonica a Taranto comporterebbe una diminuzione di CO2 nel resto d’Italia”.

Pugliese: “Noi abbiamo già pagato per la produzione di energia. Questa città ha già dato”

“Non capiamo questi valzer tra Ministero dell’Ambiente, Comunità Europea e Regione. Noi vogliamo essere ascoltati come istituzione perché siamo la città più inquinata d’Europa. Noi abbiamo già pagato per la produzione di energia. Questa città ha già dato. L’82% dell’energia che produciamo in Puglia poi viene ridistribuita tra le Regioni d’Italia. Ma io voglio parlare di Taranto. In questo territorio, vuoi per una questione di obsolescenza, vuoi per una questione di ricatto occupazionale, le aziende ad un certo punto hanno bisogno di modificare ed ammodernare i loro impianti o raddoppiarli o chiedere dei potenziamenti. Ed io mi riferisco anche a Cementir e ad Edison. Noi non siamo contrari ai nuovi investimenti ma basta che ci siano delle ricadute occupazionali, sviluppo produttivo e decremento delle emissioni inquinanti. Perché abbiamo già pagato un prezzo molto alto. Chiederemo ai tecnici di valutare quanto oggi abbiamo ascoltato. Vogliamo capire. Come Commissione non abbiamo le adeguate competenze”.

Stefàno: “Il discorso della politica ambientale è più importante di quello occupazionale”

“Taranto ha una posizione geografica che risulta essere strategica: ha il porto ed il petrolio della Basilicata a pochi chilometri. Il discorso della politica ambientale è più importante di quello occupazionale.  Io come dato positivo vedo già la riduzione dell’anidride solforosa, che per Taranto è stata un flagello, e delle polveri sottili. Ma rimane il problema della CO2. Io ora mi chiedo se sia possibile ridurre anche l’anidride carbonica. I dati che EniPower presentati devono essere validati dall’Arpa”.

Laruccia : “Non c’è oste che dica che il proprio vino sia aceto”

“Per capire certe cose c’è bisogno di incontri non episodici ma frequenti. Sia Eni che EniPower dovrebbero farci conoscere i loro programmi per iscritto. Non c’è oste che dica che il proprio vino sia aceto . Noi non vogliamo sapere la media degli inquinanti ma i picchi ed i valori assoluti. Solo quando questi dati saranno vidimati dall’Arpa avranno valore. Secondo noi Riformisti bisognerebbe decidere per la riduzione complessiva dell’inquinamento e la sicurezza del territorio”.

Festinante: “EniPower quali vantaggi darà alla città?”

“Eni ha inquinato la nostra città per molti anni senza dare nulla. EniPower quali vantaggi darà alla città? Nello stabilimento lavorano il 10% delle società di Taranto. Quante nuove unità tarantine verranno assunte?  Come avete programmato le royalty sul nostro territorio?  Qual è il piano di evacuazione visto che non esiste?” Carelli: “Non possiamo essere la città che ospita industrie senza ottenere nulla”.

“I valori che riguardano l’inquinamento devono essere sommati a quelli prodotti da tutte le aziende presenti a Taranto.  Io vorrei che questo in pianto non fosse fatto a Taranto. Non ho visto poi un piano occupazionale chiaro. Che benefici avrà la città? Non possiamo essere la città che ospita soltanto industrie senza ottenere nulla”.

Di: Antonello Corigliano (Pugliapress)

PRIMA PAGINA su ENI

Pubblicato: 16 maggio 2011 in Rassegna stampa

PAG 18 DEL TARANTO SERA, ECCO IL PDF SCARICABILE:

PRIMA PAGINA ENI SOTTO ACCUSA

‘’E’ grazie ad eventi come questi se riusciamo ad esprimerci, poiché nella società in cui viviamo non c’è spazio per la musica e per noi, rivalutiamo, dunque, i sentimenti e la musica’’. Con queste parole Antonio Micelli (nella foto), dopo aver riposto in custodia la sua chitarra classica, come portavoce dei suoi amici musicisti che con lui si sono espressi artisticamente (e non solo) a sostegno della vita, ha concluso il concerto di musica classica tenutosi domenica 15 maggio 2011, alle ore 20.00, nel Salone Convegni del Convento di San Francesco, a Sava. Francesco Buccoliero, pianoforte, Ivana e Valeria Zaurino, rispettivamente violino e flauto, ed Antonio Micelli, chitarra classica, di talento ne hanno da vendere.

Lo ha capito Giovanni Melle che per sostenere l’iniziativa di Arci Ragazzi, impegnati nel reparto pediatrico di ematologia dell’Ospedale Moscati, ha messo in campo una raccolta fondi attraverso la diffusione di un messaggio importante: ’’La musica per la vita’’. Melle ha parlato per Giuseppe, il bimbo che poco prima di lasciarci, espresse il desiderio di un mondo migliore, attraverso la continuità del lavoro iniziato da chi ha a cuore la vita e la salute di tutti, in primis quella dei bambini.

Ma Giovanni Melle, con la sua determinazione, è riuscito anche a coinvolgere una parte della Taranto attiva, della Taranto che soffre e che lotta, la federazione ambientalista per l’Ecotutela Jonica l’unica che promuove  come soluzione al problema ambientale e sanitario la riconversione del nostro territorio, mediante la valorizzazione delle sue vere vocazioni: il turismo, l’archeologia, l’arte, il sole, la terra, la vera green economy. La federazione desidera inoltre attuare a Taranto e nella sua provincia una riconversione culturale, per questo ha sposato in pieno il pensiero del giovane Antonio. Per la federazione è intervenuta la D.ssa Daniela Spera che ha ricordato, citando dati recenti, l’emergenza sanitaria in cui versano Taranto e la sua provincia con particolare riferimento all’area prossima alla zona industriale tarantina.

La serata, tra una esibizione e l’altra, ha visto anche la partecipazione dell’Assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Sava, Giuseppe Saracino e del Consigliere comunale Luigi Lomartire che hanno apprezzato l’iniziativa impegnandosi ad offrire il proprio sostegno anche per iniziative future. Ma l’atmosfera si è arricchita di mistica saggezza grazie all’intervento  conclusivo di Padre Rosario, che ha ricordato come la musica riesca a scuotere le coscienze potenziando la sensibilità nei confronti della bellezza e spingendoci a ricercare l’amore e il rispetto per la vita.

Il resto lo hanno raccontato loro, quattro giovani artisti, Antonio, Francesco , Ivana e Valeria che, desiderosi di esprimersi, hanno inebriato il pubblico con magiche melodie, hanno trasmesso bellezza, ci hanno ricordato che i giovani sono il futuro dell’umanità. Custodiamoli, tuteliamoli, prepariamo loro il terreno fertile affinchè possano aspirare alla felicità. ‘’Che questo sia solo il primo di una lunga serie di eventi!’’, ha concluso Giovanni Melle, salutando il pubblico presente…

Angelo Cardellicchio

Nel gennaio del 2007 Snamprogetti per conto di Enipower presenta al Ministero dell’Ambiente uno Studio di Impatto Ambientale riferito alla Centrale a ciclo combinato da 240 MWe di potenza, alimentata a gas metano. Il nuovo impianto di cogenerazione, costituito da 2 turbine da 75 Mwe e 1 a vapore da 90 Mwe, veniva presentato dalla società come ‘’un rinnovo impiantistico con potenziamento e risanamento ambientale’’.

La tabella indicata nel progetto riporta i seguenti dati:

                        Emissioni in atmosfera
         Scenario attuale  Scenario futuro
 (rapporto ambientale 2005)
SO2  1307 ton/a

NOx 788 ton/a

Polveri 51 ton/a

CO 87 ton/a

SO2 64,1 ton/a

NOx 661,0 ton/a

Polveri  tracce

CO 456,4 ton/a

Nel corso dell’incontro con Enipower tenutosi, giovedì 12 maggio, alle ore 15.00, presso Palazzo Latagliata, sebbene il dottor Dalmazzone, responsabile sviluppo tecnologico, faccia riferimento al valore di CO massimo autorizzato in futuro (da 670 t/anno a 350 t/anno), non sottolinea però quanto riportato nella previsione contenuta nel progetto stilato dalla stessa Enipower. Con la centrale da 240 MWe di potenza si passerà da una produzione di 87 ton/a (dato del 2005) di monossido di carbonio (CO) a ben 456,4 ton/a, oltre 5 volte di più. Solo una lieve diminuzione si avrà invece per quanto riguarda l’NOx. Il monossido di carbonio (CO) è definito inquinante responsabile di patologie a carico dell’apparato cardiovascolare mentre l’NOx e l’SO2 sono responsabili di disturbi respiratori che si accentuano in soggetti particolarmente sensibili (asmatici, bronchiti croniche ed enfisematose). Il valore di 64,1 ton/a di SO2 previsto, sebbene numericamente migliorativo della qualità dell’aria, non rappresenta un indice né una garanzia di miglioramento del quadro sanitario complessivo sia in valore assoluto, sia perché il dato relativo all’aumento (5 volte) del monossido di carbonio prodotto, quand’anche il valore rimanesse entro i limiti consentiti dalla legge (in mg/Nmc), rende vano ogni sforzo teso ad una reale tutela della salute pubblica. LegamJonici, ritiene che l’insieme degli effetti, diretti e indiretti, singoli e cumulativi, vada seriamente stimato in termini di conseguenze a breve ed a lungo termine, permanenti e temporanee sui sistemi umani dell’area tarantina già pesantemente compromessa. Enipower non ci convince quando dichiara che ‘non farà investimenti senza il consenso del territorio’. Forse avrebbe dovuto pensarci prima.

Coordinamento: D.ssa Daniela Spera (presente all’incontro con Dirigenza Enipower, Consiglieri comunali e sindaco di Taranto)

(Comitato provinciale LegamJonici)

Nell’agosto del 2010, il Comitato Taranto libera , oggi LegamJonici, propose alla stampa un dettagliato comunicato nel quale si evidenziava anche uno studio effettuato nella provincia di Taranto. Tale studio ha raccolto dati di mortalità per patologie tumorali  relativi al periodo 2000-2004. Lo studio è stato pubblicato in una rivista internazionale nel mese di settembre 2009 ed evidenzia l’eccesso di mortalità per patologie tumorali (il 70% dei tumori maligni) in aree vicine alla zona industriale. Ricordiamo che i dati statistici sulla mortalità offrono un quadro solo parziale della reale situazione sanitaria. A questi dati vanno infatti aggiunti quelli che si riferiscono alle NUOVE INCIDENZE. I dati relativi alle incidenze descriverebbero una situazione ben piu’ allarmante. I ‘nuovi malati’, guariti (almeno temporaneamente) in seguito a interventi chirurgici, radioterapie e /o chemioterapie, sfuggono al controllo sanitario se questo tiene conto solo dei dati relativi alla mortalità. Lo studio è  stato effettuato per zone da enti che lavorano nella nostra Regione e che operano nella nostra città con il primordiale intento di tutelarci. I dati contenuti nel documento sono stati resi noti solo in un recente congresso tenutosi a Palazzo di Città. Nell’agosto del 2o10 il comitato Taranto libera comunico’ alla stampa l’esistenza dello studio riportato.

Nell’abstract si legge:

Malignant cancer mortality in Province of Taranto (Italy). Geographic analysis in an area of high environmental risk.

Martinelli D, Mincuzzi A, Minerba S, Tafuri S, Conversano M, Caputi G, Lopalco PL, Quarto M, Germinario C, Prato R.

Section of Hygiene, Department of Medical and Occupational Science, University of Foggia, Epidemiological Observatory of Puglia Region, Foggia, Italy.

Abstract

BACKGROUND: A geographic analysis of the causes of death is an important tool for assessing the effectiveness of Public Health initiatives. The aim of this study is to analyse the causes of death between 2000 and 2004, to discover any excess mortality from cancer in Province of Taranto, an area at high environmental risk. RESULTS: Even if the highest death rate for all tumours resulted in the Province of Lecce (24.9 x 10,000), in the cities of Lecce and Bari (29 x 10,000), the distribution of the SMRs in Province of Taranto showed an excess of mortality (+10%) in the ring next to industrial area. For lung cancer the highest rate was reported in city of Taranto (6 x 10,000) and the highest risk (+24%) in the ring next to industrial area. Moreover, in this area 9 (70%) of the 13 considered malignant tumours types presented an excess of mortality. CONCLUSION: The results uphold the data reported in the published literature. It is fundamental to intensify research into other risk factors (exposure at work and aberrant lifestyles). Moreover, there is an increasing need for a Regional Cancer Register.

ECCO IL DOSSIER DEL COMITATO LEGAMJONICI: Taranto Sanità-Dossier