INCONTRO CON ENIPOWER: I DANNI ALLA POPOLAZIONE LOCALE VANNO STIMATI

Pubblicato: 14 maggio 2011 in Presentazione
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Nel gennaio del 2007 Snamprogetti per conto di Enipower presenta al Ministero dell’Ambiente uno Studio di Impatto Ambientale riferito alla Centrale a ciclo combinato da 240 MWe di potenza, alimentata a gas metano. Il nuovo impianto di cogenerazione, costituito da 2 turbine da 75 Mwe e 1 a vapore da 90 Mwe, veniva presentato dalla società come ‘’un rinnovo impiantistico con potenziamento e risanamento ambientale’’.

La tabella indicata nel progetto riporta i seguenti dati:

                        Emissioni in atmosfera
         Scenario attuale  Scenario futuro
 (rapporto ambientale 2005)
SO2  1307 ton/a

NOx 788 ton/a

Polveri 51 ton/a

CO 87 ton/a

SO2 64,1 ton/a

NOx 661,0 ton/a

Polveri  tracce

CO 456,4 ton/a

Nel corso dell’incontro con Enipower tenutosi, giovedì 12 maggio, alle ore 15.00, presso Palazzo Latagliata, sebbene il dottor Dalmazzone, responsabile sviluppo tecnologico, faccia riferimento al valore di CO massimo autorizzato in futuro (da 670 t/anno a 350 t/anno), non sottolinea però quanto riportato nella previsione contenuta nel progetto stilato dalla stessa Enipower. Con la centrale da 240 MWe di potenza si passerà da una produzione di 87 ton/a (dato del 2005) di monossido di carbonio (CO) a ben 456,4 ton/a, oltre 5 volte di più. Solo una lieve diminuzione si avrà invece per quanto riguarda l’NOx. Il monossido di carbonio (CO) è definito inquinante responsabile di patologie a carico dell’apparato cardiovascolare mentre l’NOx e l’SO2 sono responsabili di disturbi respiratori che si accentuano in soggetti particolarmente sensibili (asmatici, bronchiti croniche ed enfisematose). Il valore di 64,1 ton/a di SO2 previsto, sebbene numericamente migliorativo della qualità dell’aria, non rappresenta un indice né una garanzia di miglioramento del quadro sanitario complessivo sia in valore assoluto, sia perché il dato relativo all’aumento (5 volte) del monossido di carbonio prodotto, quand’anche il valore rimanesse entro i limiti consentiti dalla legge (in mg/Nmc), rende vano ogni sforzo teso ad una reale tutela della salute pubblica. LegamJonici, ritiene che l’insieme degli effetti, diretti e indiretti, singoli e cumulativi, vada seriamente stimato in termini di conseguenze a breve ed a lungo termine, permanenti e temporanee sui sistemi umani dell’area tarantina già pesantemente compromessa. Enipower non ci convince quando dichiara che ‘non farà investimenti senza il consenso del territorio’. Forse avrebbe dovuto pensarci prima.

Coordinamento: D.ssa Daniela Spera (presente all’incontro con Dirigenza Enipower, Consiglieri comunali e sindaco di Taranto)

(Comitato provinciale LegamJonici)

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