Archivio per luglio, 2011

Il comitato provinciale Legamjonici prosegue nel suo impegno volto a fare luce sui ritardi degli interventi di bonifica nel sito ex Cemerad. In particolare, l’inchiesta riguarda l’impegno assunto dal Comune di Statte di avviare la bonifica del contenuto dei fusti stoccati all’interno di capannoni localizzati nel sito e contenenti materiale radioattivo. Come già detto, per il progetto di bonifica, più volte rinviato, erano stati previsti adeguati finanziamenti. Si tratta dell’ammontare di 3.700.000 euro, cifra poi ‘dirottata’ verso altri lavori non ben identificati.

Oggi si attende la nomina dell’esperto incaricato con il supporto del quale potrà essere avviata la caratterizzazione del materiale radioattivo contenuto nei fusti. Si potrà dunque procedere, come annunciato dal sindaco di Statte, alla successiva bonifica sulla quale però grava la seguente incognita: con quali soldi?

Intanto, il Comune di Statte, in seguito a nostre sollecitazioni, in data 30 giugno 2011, invia una richiesta di autorizzazione alla nomina di un esperto in radioprotezione presso la direzione generale della Asl di Taranto. La richiesta non riceve pero’ alcuna risposta.

Il 15 luglio 2011, nella sede Asl di Taranto un funzionario ci comunica che i ritardi sono dovuti ad una situazione di ‘caos burocratico-amministrativo’ conseguente al passaggio di consegne (avvenuto il 30 giugno) alla guida della Direzione Generale fra l’uscente dott. Colasanto e il dott. Scattaglia.

Dopo aver fatto presente al funzionario Asl la necessità della immediata risoluzione di una questione già ampiamente sottovalutata che viene vissuta con notevole apprensione dagli abitanti di Statte, lo stesso ci ha assicurato che si sarebbe adoperato per accelerare la procedura di nomina dell’incaricato e che ci ‘avrebbe fatto sapere’.

Questo comitato fa presente che è costantemente in contatto con cittadini di Statte pronti a manifestare il proprio esasperato grido di protesta davanti alle sedi degli Enti responsabili di tali ingiustificabili ritardi. La protesta si estenderà anche relativamente al possibile conferimento di nuovi quantitativi di rifiuti speciali provenienti dalla Campania e destinati alla discarica Italcave. I cittadini di Statte non sono disposti ad accogliere ulteriori rifiuti con o senza il nullaosta della Regione Puglia.

Daniela Spera (responsabile del Comitato provinciale Legamjonici)

                 

QUOTIDIANO, 23 Luglio 2011

TARANTO OGGI, 23 LUGLIO 2011

I dati preliminari del Registro tumori della Provincia di Taranto, presentati dalla Asl e che riguardano solo l’anno 2006, evidenziano, come atteso, una elevata incidenza di patologie tumorali in tutta la Provincia. In particolare, dati preoccupanti sono stati rilevati nel comune di Taranto che presenta il piu’ alto tasso di malati oncologici rispetto al resto della Provincia. Questo dato è senz’altro allarmante! Riteniamo, tuttavia, fondamentale, piuttosto che soffermarsi solo sul dato numerico complessivo, evidenziare la relazione esistente tra tumori e fasce di età colpite, aspetto non contemplato dalla metodologia impiegata per la realizzazione del Registro tumori, e che risulta di notevole importanza per comprendere la portata del fenomeno oncologico. E’ inoltre importante, per avere un quadro dei danni alla salute statisticamente rilevante ed accertato, una raccolta dei dati per aree geografiche anche ai fini dell’individuazione del nesso ‘causa-effetto’. Infine, riteniamo assolutamente non trascurabile, la valutazione di anomale incidenze tumorali in relazione alle attività lavorative svolte. L’Inail stessa prevede, del resto, uno studio statistico-epidemiologico per l’individuazione del nesso causale, cosi’ come indicato nel D.M. 14 gennaio 2008, aggiornamento di cui all’articolo 139 del D.P.R. 1124/1965. Ci risulta pertanto irrinunciabile il ricorso alle mappe epidemiologiche come unico strumento in grado di individuare la relazione esistente tra inquinamento industriale e patologie tumorali. Constatiamo che il cammino verso la realizzazione definitiva del Registro tumori per il “solo triennio 2006- 2008” per l’area ionica risulta essere ancora lungo e tortuoso . Auspichiamo una decisiva accelerata!

SAVE TARANTO – FEDERAZIONE PER L’ECOTUTELA JONICA

UN’AUTORIZZAZIONE ILLEGITTIMA

Concessa col raggiro delle Istituzioni nei confronti delle associazioni.

SAVE TARANTO
COMUNICATO STAMPA

10 LUGLIO 2011

Ai nostri concittadini non possiamo che esprimere solidarietà e vicinanza per l’ultimo abuso subìto in occasione del rilascio di una autorizzazione illegittima all’attività industriale di ILVA. Autorizzazione che tutto può rappresentare meno che “un punto a favore nella battaglia di civiltà” che mai è stata condotta e che, contrariamente a quanto affermato dal Sindaco Stefàno e dal Presidente della Provincia Florido nella loro recente dichiarazione congiunta, non ha certo visto la partecipazione delle associazioni accanto a Comune, Provincia e Regione, dal momento che le associazioni a Roma sono state rigorosamente tenute fuori dalla porta proprio nell’atto conclusivo del procedimento. Un ‘successo’, definito dall’on. Vico, ascritto alla collaborazione di tutte le forze in campo, dimenticando il raggiro compiuto dalle Istituzioni nei confronti delle associazioni.

All’assessore all’ambiente Nicastro, tuttora convinto che in Regione siano riusciti a “tenere assieme le ragioni dell’ecologia con quelle dell’economia e del diritto al lavoro”, chiediamo se conosca la reale entità dell’emergenza sanitaria in corso da tempo nella nostra provincia e che interessa anche i lavoratori della grande industria. Chiediamo se intenda ignorare le conclusioni espresse dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Lecce, oppure il rapporto sulle falde avvelenate dell’area industriale tarantina, o ancora le perizie depositate nei Tribunali secondo le quali l’ecocompatibilità di aziende così prossime al centro abitato e di dimensioni spropositate non può mai essere possibile. Chiediamo a Nicastro se ha mai pensato che per conciliare ecologia e diritto al lavoro siano necessarie alternative di sviluppo davvero compatibili con l’ambiente e la vita o se invece sia auspicabile l’incremento di una produzione che non produce economia ma che la annienta. Forse all’assessore Nicastro interessa molto più stigmatizzare le dichiarazioni di noi “tribuni della plebe” anziché comprenderne il senso profondo. In ogni caso, non sarà certo attraverso gli insulti gratuiti e sprezzanti che l’assessore potrà mai sperare di ricucire un rapporto ormai logoro e compromesso con un elettorato stanco dell’ennesimo abbaglio.

Taranto continua da decenni a rimanere città commissariata e controllata in regime remoto. Non vi è allora alcun bisogno di ulteriori prove che attestino in quale maniera le sorti di questa città vengano da sempre stabilite altrove a discapito di una comunità locale umiliata, offesa, saccheggiata e stuprata.

Per questo, non possiamo che prendere atto con rammarico che il nodo d’acciaio che ha strozzato noi tutti non possa che essere sciolto raccomandando alla cittadinanza di non concedere neppure un voto a tutti i partiti che si sono espressi a favore dell’AIA e dell’attività produttiva unica, secondo una “vocazione all’industria pesante” che rigettiamo con forza.

I sostenitori e protettori di un polo industriale devastante a pochi metri da una città in ginocchio, devono abbandonare le aule consiliari di Comune, Provincia e Regione, e quelle parlamentari.

La Federazione Save Taranto per l’Ecotutela Jonica:

Ass. Malati Cronici e Immunitari

Comitato provinciale Legamjonici

Comitato provinciale Taranto lider

Comitato di quartiere Tamburi

Ass. Tamburi 9 luglio 1960

Ass. Savese per la vita

SAVE TARANTO : L’AIA NON VA CONCESSA

COMUNICATO STAMPA 4 LUGLIO 2011

                                           

L’llva resta la maggiore responsabile delle emissioni di IPA e continua ad emettere diossine superando i limiti imposti dalla Legge Regionale. Oggi siamo giunti al valore medio di 0.70 ng/m3, una ulteriore conferma della inefficienza dei sistemi applicati per ridurre le emissioni di diossine e della totale inadeguatezza della Legge Regionale a garantire giustizia in caso di superamento dei limiti imposti. La Commissione europea ha intimato a 12 Stati membri, fra cui l’Italia, di recepire entro due mesi le norme Ue che stabiliscono sanzioni penali contro i responsabili di reati ambientali in generale, e quelle specifiche sull’inquinamento marino. L’Esecutivo comunitario potrà ricorrere in Corte Ue di giustizia contro gli Stati inadempienti. Il termine per il recepimento da parte degli stati membri della direttiva (2008/99/Ce) è scaduto il 26 dicembre 2010. A Taranto, invece, mentre è in corso una perizia nell’ambito dell’incidente probatorio che vede indagati i vertici Ilva per disastro doloso e colposo, i sindacati e Confindustria premono affinché venga rilasciata l’AIA, immaginando che i nuovi finanziamenti impiegati dall’azienda potranno renderla finalmente ecocompatibile. Ma nessuna cifra può garantire l’ambientalizzazione di impianti sui quali non è possibile alcun tipo di controllo delle emissioni di fumi e polveri. Dunque, in base a quali requisiti il Ministero dell’Ambiente potrebbe decidere di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale? Di fronte ad una evidente impossibilità ad ottemperare a tutte le prescrizioni imposte, peraltro difficoltà espressa dalla stessa Ilva, concedere l’AIA equivarrebbe a soddisfare le richieste di modifica avanzate dal Gestore, quali, ad esempio, la rimozione delle seguenti prescrizioni: 1.Frequenza di monitoraggio delle emissioni più restrittiva; 2.Valori di emissioni più restrittivi rispetto alla riduzione del 20% dell’attuale limite autorizzato; 3. Studio di fattibilità per la copertura totale o parziale dell’area dei parchi minerali. 4. L’adozione di una procedura operativa atta a definire in accordo con gli Enti locali soglie di allarme per la prevenzione di fenomeni acuti di inquinamento del territorio circostante l’impianto.

Chiediamo quindi che non sia accordata l’Autorizzazione Integrata Ambientale, che le Istituzioni locali si oppongano compatte e con fermezza. E’un’azione dovuta alla città che soffre da mezzo secolo, un segnale forte di cambiamento della politica che, supportata da dati scientifici inconfutabili, e dalla cittadinanza che realmente vuole e pretende un cambio di rotta, programmi il futuro della città, indipendente dalla grande industria pesante. In caso contrario, vorrà dire che si è toccato il fondo, che incapacità, incompetenza irresponsabilità sono proprie della classe politica attuale, che la democrazia partecipata è solo una parola sulle labbra delle istituzioni. Sarà allora legittimo da parte dei cittadini agire di conseguenza anche con forti azioni civili.

SAVE TARANTO-Federazione per l’Ecotutela jonica

Comitato provinciale Legamjonici,

Comitato provinciale Taranto lider,

Comitato di Quartiere Tamburi,

Ass. Malati Cronici e Immunitari,

 Ass.Tamburi 9 luglio 1960,

Ass. Savese per la vita.