Dopo il provvedimento del Comitato Tecnico Regionale (CTR)  nei confronti del petrolchimico di Brindisi, il comitato Legamjonici si aspetta da parte del CTR una pari attenzione nei confronti della città di Taranto.

Il comitato Legamjonici segue la vicenda sicurezza Eni (e dal 2010 quelle legate ad Enipower) sin dal mese di luglio del corrente anno, come ben documentato dalla rassegna stampa disponibile sul blog del comitato stesso.

La sicurezza di aziende come ENI ed ILVA rientra nei piani di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, in applicazione del decreto legislativo 334/1999 e s.m.i. che ha recepito la direttiva Seveso II e s.m.i..

I membri del comitato Legamjonici si sono piu’ volte recati presso la sede di Bari del CTR per accedere ai verbali dei tavoli tecnici che si sono svolti negli ultimi mesi, con  l’unico obiettivo di informare la popolazione.

Con loro grande sorpresa, scoprono che esistono ritardi e atti omissivi da imputare a vari soggetti nell’applicazione e rispetto del decreto legislativo 334/1999 e s.m.i. (successive modifiche e integrazioni).

Dopo loro varie denunce si diffonde la notizia secondo la quale Eni raffineria di Taranto risulterebbe in regola. Cosa strana, chi diffonde  la notizia non si preoccupa di verificare il contenuto del documento inviato dal CTR all’azienda, ma riporta le dichiarazioni dell’azienda che ovviamente non aggiunge altro.

In realtà l’ultimo verbale del tavolo tecnico, risalente al 7/9/2011, parla chiaro: ci sono ancora gravi carenze nel Rapporto di Sicurezza, nonostante la revoca del provvedimento relativo al rispetto della normativa antincendio che prevedeva l’attuazione di alcune prescrizioni ad impianti fermi. Nessuno è in grado di dirci se quel provvedimento è stato effettivamente messo in atto. A questo punto, si preferisce non aggiungere altro…

Ancor piu’ grave è risultato il ritardo negli interventi, tanto che, in un momento di tensione, il comitato Legamjonici ha fatto presente ai responsabili del rilascio atti e documenti amministrativi, che il CTR era in forte ritardo nell’applicazione dell’articolo 27, comma 4, del D.Lvo 334/1999. Ovviamente il comitato Legamjonici 

non è mai riuscito ad incontrare il Direttore del Comitato Tecnico Regionale.

Alla luce delle polemiche sul fermo degli impianti del petrolchimico di Brindisi, si specifica che le prossime  azioni del comitato Legamjonici saranno mosse solo da un senso di giustizia, perchè il comitato è con i cittadini e con i lavoratori ed è favorevole ad un lavoro compatibile con la vita di tutti.

Nei prossimi giorni vi terremo informati anche relativamente all’azione intrapresa contro il progetto ”Tempa Rossa”, ed altro ancora…

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