25/11/2011. Ambiente e lavoro sono in contrasto?

Pubblicato: 27 novembre 2011 in Le nostre attività
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Una giornata come le altre, in apparenza ludica.

Da una parte Confindustria e sindacati CGIL, CISL e UIL, con una piccola rappresentanza di operai della Raffineria Eni, dall’altra Ambientalisti e cittadini.

ore 11.10: ”Pronto?” ”Alle 11.20 c’è una conferenza stampa: il sindaco vuole autorizzare il progetto della centrale Enipower, bisogna essere presenti!” . Scendo, parto, arrivo prima che posso, alle 12.00 mi dirigo davanti ai portoni di Palazzo di Città.

”E’ cominciata la conferenza stampa?” dico io. ”Non ancora” mi risponde la sicurezza ”Ma possiamo entrare?” dico io ”Non si sa” risponde la sicurezza. Prima pero’ c’é un incontro ma i cittadini non possono partecipare: solo confindustria e sindacati. Cosi’ inizio a protestare, del resto il movimento critico non puo’ stare solo a guardare. Ma all’improvviso volano ”Siete 4 gatti, andate via!” ed uno si rivolge a me ”E poi tu” ”Chi io?” ”Si tu”..lo ascolto..”Sei la rovina delle industrie italiane!” ma mi sfugge un ”E meno male che siamo 4 gatti!”.

Insomma, uno scambio esilarante ma allo stesso tempo testimonianza di un malessere cieco e forse fomentato, e comunque conseguenza di una disinformazione o controinformazione, al fine di costruire astio in virtu’ di una contrapposizione tra anime che in realtà non c’è.

Esiste il binomio lavoro – ambiente/salute, ma non potrà mai esistere il lavoro ad ogni costo. Noi siamo con i lavoratori e con la città e chiediamo investimenti per una economia pulita.

Gli ambientalisti onesti non hanno avuto nulla da temere e con coraggio hanno resistito dimostrando che non si piegano, accettano il confronto e, se necessario, anche lo scontro.

Ma lo SCONTRO INCONTRA e noi siamo fiduciosi per ora abbiamo rotto il ghiaccio…

Lavoro e ambiente, è scontro

Lo scontro tra ambiente e lavoro ieri mattina ha avuto, probabilmente, la sua prima materializzazione plastica sotto Palazzo di Città. Un acceso diverbio, qualche spintone e molto nervosismo hanno rischiato di far degenerare una giornata che fino a quel momento era scivolata stancamente accarezzata dallo scirocco. A protestare dinanzi al Municipio c’erano i rappresentati di Cgil, Cisl, Uil e quelli di Confindustria. Manifestazioni separate, hanno precisato, benchè accomunate dagli stessi obiettivi: sbloccare, quanto prima, gli investimenti pubblici e privati per far ripartire lo sviluppo ed il lavoro. In cima alla lista, però, un argomento caldo: la costruzione della centrale Enipower. Un nuovo impianto da 260 MW alimentato a gas che andrà parzialmente a sostituire quello attualmente in funzione di 80 MW ad olio combustibile.
L’intervento prevede un investimento di 220 milioni di euro ma Enipower ha fatto sapere che se entro il prossimo mese di dicembre non saranno rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie, la nuova centrale sarà realizzata in Sicilia. Da qui il pressing di Confindustria e sindacati nei confronti del Comune che non ha ancora espresso un parere definitivo sul nuovo impianto.
E’ questa, in sostanza, la motivazione centrale, ma non l’unica, della manifestazione di ieri mattina. Un giorno che non è stato scelto a caso. Proprio ieri il sindaco Stefàno ha riunito la giunta comunale per deliberare sull’argomento. Il sit-in, com’era facilmente prevedibile, ha richiamato l’attenzione degli ambientalisti che in maniera composta  hanno inscenato una manifestazione simbolica, poco distante da sindacati e industriali.
Fino a mezzogiorno tutto è filato liscio. Gli animi si sono accesi quando il sindaco ha convocato Cgil, Cisl, Uil e Confindustria per un incontro. Alcuni ambientalisti hanno chiesto di partecipare alla riunione ma le forze dell’ordine hanno impedito loro l’accesso perchè non autorizzati. Questa è stata la scintilla che ha acceso un fuoco che, probabilmente, covava sotto la cenere. Alle proteste per la mancata partecipazione, si sono sovrapposte quelle dei delegati e dei lavoratori rimasti sotto Palazzo di città. Tra le due opposte fazioni sono volati insulti e cori. I capannelli si sono sfiorati fisicamente. La tensione è salita. Non c’è stata violenza fisica, ma tanta rabbia espressa da una parte e dall’altra. La concitazione è durata alcuni minuti con le forze di polizia ed i vigili urbani pronti ad intervenire se la situazione fosse ulteriormente degenerata. «Andate a lavorare», hanno gridato gli operai «non volete la centrale ma poi non sapete fare a meno del gas, del gasolio, della benzina per le vostre auto». «Siamo cittadini ed abbiamo diritto a partecipare alle decisioni che ci riguardano – la risposta degli ambientalisti – manifestiamo anche per la vostra salute».
A smorzare la tensione è stato l’intervento del sindaco. Stefàno ha parlato alla piazza aprendo le porte di Palazzo di città a lavoratori e ambientalisti con una sola raccomandazione: «Nel salone ci sono solo 150 posti».

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