Tante, troppe le dichiarazioni sulla stampa di contrarietà al progetto Tempa Rossa giunte pero’ con eccessivo ritardo dalla politica locale.

Al progetto Tempa Rossa, che prevede lo stoccaggio (nella raffineria Eni) e la movimentazione di greggio proveniente dalla Basilicata e diretto al porto di Taranto verso altre raffinerie, è stato dato di fatto parere positivo in seguito alla sottoscrizione, da parte dell’ex Ministro dell’Ambiente Sfetania Prestigiacomo, del decreto di pronuncia di compatibilità ambientale. Raccolti i previsti pareri positivi l’attuale Ministro Clini non potrà che confermare il proprio ‘si’ al progetto.

Progetto noto all’opinione pubblica solo in seguito alle denunce del comitato Legamjonici relative alle violazioni riscontrate in fase di valutazione di impatto ambientale.

Con questo progetto si avrà un aumento delle emissioni diffuse e fuggitive, fino al 12%, dato, tra l’altro, confermato dalla stessa Arpa Puglia e riportato nello SIA (Studio d’Impatto Ambientale).

Uno studio d’impatto ambientale del tutto privo della valutazione del rischio di incidente rilevante, necessaria, data la costruzione di due nuovi serbatoi, accanto a quelli già esistenti, della capacità di 180.000 m3.

Non solo. I rischi di incidente rilevante sono anche connessi alla manipolazione di greggio con possibilità di incendio e sversamento in mare anche a causa di eventi conseguenti alla collisione tra  petroliere che transiterebbero nel Mar Grande. Il progetto, infatti, prevede un aumento del traffico di petroliere di circa 90 unità in piu’ all’anno.

Uno studio privo di valutazioni sui rischi sanitari, sulla possibilità di ulteriore contaminazione del Mar Grande, già pesantemente compromesso.

Un’autorizzazione che sa di ‘favori in corso’, poiché, di certo, il progetto Tempa Rossa non puo’ essere definito ‘opera di pubblica utilità’.

Strumentali dunque i NO giunti troppo in ritardo e ipocritamente da parte di politici locali che forse hanno bisogno di rilanciarsi, sfruttando la tematica in auge, magari proprio per acquisire voti (utili alle prossime elezioni amministrative) attingendo da quella parte di popolazione sensibile alle problematiche ambientali. Occorrerebbe dunque diffidare degli ambientalisti dell’ultim’ora. Il dato di fatto è che anche la Regione Puglia ha espresso parere positivo oltre a Comune e Provincia di Taranto.

Il comitato Legamjonici, con l’aiuto dell’associazione Greenaction Transnational, ha presentato dunque una petizione al Parlamento Europeo per denunciare importanti violazioni di direttive comunitarie e per chiederne l’intervento affinché venga revocato il decreto di pronuncia positivo di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente.

Inoltre, in relazione all’inquinamento del Mar Piccolo, il comitato Legamjonici ha anche evidenziato la violazione della direttiva 93/43/CE sulla sicurezza alimentare, per il consumo di prodotti ittici contaminati, richiedendo anche l’intervento della Direzione Generale per la Salute e i Consumatori (SANCO) della Commissione Europea.

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