Prima reazione da parte dell’Amministrazione comunale e della Prefettura di Taranto a quella che è stata una vera e propria azione di pressing del comitato Legamjonici a seguito della rilevazione di forti carenze in materia di prevenzione o contenimento delle conseguenze di un incidente rilevante provocato da industrie insediate nel territorio.

Alla denuncia relativa all’assenza di un P.E.E. (Piano di Emergenza Esterno) aggiornato e alla mancanza di una corretta campagna di divulgazione e informazione alla popolazione, seguirono risposte tese a ‘rassicurare’ la popolazione e a delegittimare l’attività di informazione di Legamjonici.

Il comitato Legamjonici oltre ad aver sottolineato lo stato di grave pericolosità degli impianti della raffineria (privi di un Rapporto di Sicurezza validato) e l’assenza di un Piano di Emergenza Esterno che tenesse  conto anche di un possibile ”effetto domino”, ha informato la Comunità Europea,  in una petizione inviata nel mese di ottobre 2011,  anche dell’assenza di una campagna informativa adeguata alla popolazione e affiancata da opportune esercitazioni.

Dopo la prima denuncia , e in seguito ad una conferenza stampa del comitato, il sindaco di Taranto rispose in maniera piuttosto scomposta su un noto quotidiano locale.

Anche la Prefettura si affretto’ a dichiarare che il P.E.E. ”esiste” e che presto (nell’ autunno scorso) sarebbe stata avviata una campagna informativa affiancata da opportune esercitazioni. Il comitato comunque replico’ all’intervento del sindaco, ribadendo le gravi carenze. Nel frattempo, il Comitato Legamjonici presentava un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto, con il quale concludeva ”Si rammenta che la mancata conclusione dell’istruttoria per la validazione del Rapporto di Sicurezza ha reso e rende provvisoria la stesura del Piano di Emergenza Esterno che contiene informazioni che messe in relazione con le caratteristiche di vulnerabilità del territorio circostante, consentono di ottenere una mappatura dei rischi da utilizzare per la pianificazione del territorio, l’informazione alla popolazione e la gestione delle emergenze.”

Oggi le prime reazioni che confermano quanto denunciato dal comitato Legamjonici, il tutto però riservato ad ‘alcune decine di famiglie’ (Brochures sul P.E.E..Parola del Comune (fonte Gazzetta del Mezzogiorno). Vedremo se sarà tutto predisposto ed attuato secondo le legislazioni nazionale e comunitaria vigenti. Il comitato Legamjonici continuerà a vigilare e a denunciare irregolarità anche in materia di sicurezza della popolazione.

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