NON SIAMO PIU’ SOLI.Ora mettiamo nero su bianco.

Pubblicato: 27 marzo 2012 in Presentazione
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E dopo accuse di ‘estremismo’ ed ‘allarmismo’ ecco che finalmente c’è qualcuno che parla la nostra stessa lingua. Ricordiamo che Legamjonici (già con ‘Taranto libera’) è stato il primo e unico movimento ambientalista tarantino ad aver sostenuto, tra le altre cose, anche questa teoria (si veda link in basso) incontrando l’opposizione di tutti i politici locali, sindacati e di quasi tutti i movimenti ambientalisti radicati sul territorio, molti dei quali hanno ora  scelto di candidarsi alle prossime elezioni comunali. Ecco perchè non crediamo nell’ambientalizzazione di industrie inquinanti che devono produrre per essere competitive e dunque necessariamente provocare morte e distruzione.

Oggi pare che gli stessi gruppi ambientalisti che si opponevano alla nostra posizione contraria a quella che vede la possibilità di rendere ecomostri ecocompatibili, abbiano cambiato idea, forse mossi dal cambiamento generato da una assidua, onesta e corretta informazione, da parte di chi (come noi) non si è spostato di un millimetro da questa posizione, consapevoli che l’inquinamento non puo’ essere affrontato emanando leggi ad hoc per singolo inquinante. Forse mossi anche dall’esito di una perizia che ha sconvolto tutti per i contenuti e che ha messo in discussione l’intera procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale (all’Ilva di Taranto), l’intero lavoro della commissione istruttoria IPPC che ha rilasciato quella autorizzazione…con caparbietà Legamjonici a lungo ha fatto presente che il problema non è rendere l’AIA piu’ rigorosa, ma se concederla o meno, se quell’azienda possiede o meno i requisiti per averla. E la risposta è no. Oggi i tempi sono davvero maturi per una vera presa di coscienza unitaria e onesta? Noi ce lo auguriamo ma una cosa  è certa, prima di prendere altri pesci in faccia immotivati, li daremo noi a chi si permette di prendere ancora in giro questa città.

Ecco l’interessante articolo:

Le leggi europee non tutelano la salute

– 19 MARZO 2012POSTED IN: AMBIENTENEWS

Oggi, in uno dei tanti gruppi di discussione su FB in preparazione alle elezioni amministrative, un utente pubblicava un link molto interessante. Il link in questione, portava ad un interessante articolo del corriere della sera, sezione salute, dal titolo “I dieci punti contro lo smog”, sottotitolo: In Italia si perdono 13 mesi di vita a causa dell’inquinamento.

Allarmismo da quattro soldi? Ho paura di no.

Il grido d’allarme, infatti, non è lanciato da i soliti e sprovveduti ambientalisti da Pincio, ma “dai più noti epidemiologi ambientali, fra cui Bert Brunekreef dell’Università di Utrecht e Francesco Forastiere del Servizio sanitario del Lazio”.

Gli specialisti europei fanno notare che la direttiva europea che fissa attualmente i limiti di legge degli inquinanti (la 2008/50) non tutela in realtà la salute, ma è piuttosto un compromesso fra il voler minimizzare il danno sanitario e obiettivi realistici di tipo politico e tecnologico. Qualcuno ricorda l’ignobile giochetto dei valori limite? è proprio quello.

Pare infatti che il limite che la legge italiana impone per le polveri più sottili (2,5 micron), fissato a 25 microgrammi/metro-cubo  non è sufficiente a proteggere da rischi di tumori e infarti. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, che diciamocelo, non è esattamente una organizzazione non governativa, fissa linee guida che sono ben due volte e mezzo più restrittive.

Per quanto riguarda l’ozono, altro fattore altamente nocivo alla salute umana, il discorso non prende una piega migliore: limite di legge in italia, 120 microgrammi/metro cubo. Soglia precauzionale fissata dall’OMS, 100 microgrammi/metro cubo…quasi il 20% in meno.

Se questo non bastasse a destare anche i più sopiti menefreghisti, la sveglia definitiva dovrebbe arrivare dall’American Cancer Society statunitense, che stima un incremento del 6-8% di mortalità a lungo termine per ogni aumento di 10 microgrammi/metro cubo di particolato fine (PM2,5).  In soldoni, questo equivale (negli Stati Uniti, ma in Europa potrebbe valere qualcosa di simile) a più 130.000 morti in più all’anno a causa del particolato e 23.700 morti in più per l’esposizione all’ozono.

Un quadretto per niente consolante, soprattutto se si considera la scandalosa miopia della nostra classe dirigente…se il particolato fosse grosso come uno scoglio dell’antimurale…allora…forse! Ma se non si vede…evidentemente non esiste!

In conclusione, per ribadire il concetto, cito testualmente il punto numero nove dell’articolo:

I limiti dettati dalle leggi nazionali antismog ingenerano nella popolazione un falso senso di sicurezza. Non si creda che rispettando questi non si abbiano conseguenze sulla salute. Purtroppo i limiti di sicurezza per il particolato, l’ozono, gli idrocarburi incombusti, gli ossidi di azoto, sono molto, ma molto bassi. Ben lontani, ancora da quelli che quotidianamente respiriamo, e che attualmente sono responsabili di 625 milioni di giorni di malattia all’anno nel vecchio continente. 

L’ignobile giochetto dei valori limite…

Chiaro?!?

Antonio Cozzolino per NessunDorma

fonte: “I dieci punti contro lo smog”

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