Archivio per aprile, 2012

Domenica 22 Aprile si è svolto a Massafra un Sit-In contro il raddoppio dell’inceneritore Cisa , di proprietà della società Appia Energy , Gruppo Marcegaglia.

Il Comitato Legamjonici ha seguito sin dall’inizio l’iter informativo riguardante il raddoppio dell’impianto , rilevando carenza e ritardo nella diffusione del progetto. Dopo l’avviso sul Burp in data 16 Febbraio infatti, il Comitato ha sollecitato la pubblicazione del progetto in data 28 Febbraio,non ancora avvenuta sino a quel momento sul sito della Provincia di Taranto (così come invece riportato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia). L’esatta conoscenza della data di decorrenza (60 gg dalla data di pubblicazione) dei termini consente a qualsiasi cittadino di presentare osservazioni, secondo quanto stabilito da normative nazionale e comunitaria  in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), entro i termini previsti. Legamjonici tuttavia ha fatto rilevare una non coincidenza tra la data di pubblicazione sul Burp e la data di pubblicazione sul sito della Provincia di Taranto (si puo’ infatti notare una distanza di circa 10 giorni).

Il Comitato presenterà osservazioni allegando un importante documento che testimonia la pericolosità della pratica di incenerimento dei rifiuti.

In merito al raddoppio, i cittadini di Massafra hanno dato luogo a varie forme di protesta, attraverso una raccolta firme e diversi messaggi di sensibilizzazione alla causa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella mattinata del 22 aprile, Legamjonici ha colto l’invito da parte del Comitato per la Corretta Gestione dei Rifiuti ad intervenire, tramite la responsabile Daniela Spera, sul tema degli effetti sulla salute dell’incenerimento dei rifiuti :

Taranto Oggi 23 Aprile 2012

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Il Comitato provinciale Legamjonici, a seguito di segnalazioni e richieste provenienti da alcuni cittadini di Statte, preoccupati per lo stato di abbandono del sito ex Cemerad, si è occupato dell’annosa questione della bonifica  del materiale radioattivo pericoloso contenuto in circa 14mila fusti stoccati in un capannone.

La delibera Cipe n. 35/05 (triennio 2005-2008) aveva previsto il finanziamento di euro 3.700.000 per la bonifica del sito ex Cemerad, cifra poi ‘dirottata’verso altri interventi individuati in accordo con le Amministrazioni provinciali .

Legamjonici, inoltre, ha reso noto che solo nell’Aprile 2011 il Comune di Statte, in via d’urgenza,affidava allo studio associato Romanazzi-Boscia con sede in Bari, l’incarico di progettazione esecutiva, nonché il coordinamento in fase di esecuzione del progetto di bonifica. Intanto l’Ing. Romanazzi il 6 Giugno 2011 faceva sapere al Comune di Statte di attendere la definizione delle procedure di caratterizzazione dei rifiuti radioattivi presenti nell’area, da parte dell’ esperto incaricato dal Comune, per poter completare il progetto di bonifica. Per questo motivo i termini di consegna del progetto definitivo, comunque mai pervenuto al Comune di Statte, venivano sospesi.

Il Comitato Legamjonici, dopo un’assidua pressione anche presso la Asl, rivelava che l’avvio della bonifica attendeva l’autorizzazione dell’Asl per la nomina di un esperto in radioprotezione necessario anche nella fase di caratterizzazione del contenuto dei fusti.

Dopo la nomina dell’esperto, a Dicembre si attendeva la fase di apertura di un bando di gara per l’appalto dei 1.500.000 stanziati dalla Provincia.

Ma Legamjonici mediante un sit in nel corso di un consiglio comunale a Statte  obbligava l’assessore all’ecologia a rilasciare una dichiarazione ossia che l’autorizzazione attendeva il nulla osta dei Vigili del Fuoco. Questi ultimi a Gennaio 2012 davano parere favorevole con prescrizioni.

Allo stato attuale, dopo un’ispezione, Nas e Ispra , analizzando la relazione tecnica che accompagna il bando di gara preparato dal Comune, hanno chiesto l’integrazione di una specifica normativa che, altrimenti, potrebbe inficiare l’intero progetto.

La pubblicazione del bando di gara ha ricevuto il via libera anche dall’esperto in radioattività, Domenico Mola dell’Asl, che ha chiesto una settimana di tempo per la supervisione degli atti relativi all’intervento che servirà a catalogare il contenuto dei fusti per una successiva bonifica.

In ballo ci sono 1,5 milioni di euro che la Provincia ha già stanziato e che il Comune deve utilizzare entro la fine del 2012 per far partire i lavori di caratterizzazione, pena la perdita del finanziamento. (Fonte Taranto Sera)

Vedremo come andrà a finire…noi di certo vigileremo!

ACQUA BUONA…DA MORIRE? Cosa si cela dietro l’inquinamento del Pertusillo e chi ci garantisce la qualità dell’acqua che arriva a Taranto?

VENERDI 20 Aprile

ORE 10.30 CONFERENZA STAMPA per informare

AL CENTRO POLIVALENTE MAGNA GRECIA, TARANTO

Intervengono:

Albina Colella, Professore Ordinario di Geologia Università della Basilicata

Giuseppe di Bello, Tenente della Polizia Provinciale, Potenza

Antonio Bavusi, coordinatore scientifico della Ola (Organizzazione lucana ambientalista)

DAL PERTUSILLO ARRIVA L’ACQUA PER TARANTO

Un’area designata come parco nazionale, ma compromessa dalle trivellazioni petrolifere, dove l’agricoltura continua a morire e l’inquinamento sembra essere entrato nella catena alimentare: si trovano idrocarburi nel miele, fanghi e scarti di perforazione petrolifera sepolti nei campi contaminati dove vanno a pascolare le pecore, benzene e toluene nelle falde idriche intorno al Centro Oli Eni di Viggiano.

Gli abitanti lamentano un aumento delle patologie e i giovani emigrano in maniera inarrestabile. Ma ci sono in ballo miliardi di royalties delle compagnie petrolifere, che occupano i 2/3 del territorio regionale con 51 tra permessi di ricerca, istanze di ricerca, concessioni e campi di stoccaggio del gas, con due centri olio esistenti dell’Eni ed il costruendo centro olio Tempa Rossa a Corleto Perticara. Si prevede il passaggio dell’estrazione di petrolio in Val d’Agri da 80 mila fino a circa 129 mila barili al giorno, che con l’attivazione dell’impianto di Tempa Rossa, a Corleto Perticara, saliranno fino a 175 mila barili.

Pressioni per censurare l’inquinamento da idrocarburi dell’invaso del Pertusillo, sono state  fatte ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità da parte della Regione Basilicata, come ha denunciato un giornale d’inchiesta lucano (Basilicata24).

Episodi  analoghi sono accaduti nel recente passato  al Tenente di Polizia Giuseppe di Bello (EHPA) e al segretario dei Radicali Lucani  Maurizio Bolognetti  che, dopo aver analizzato le acque della diga e averne divulgato pubblicamente l’inquinamento, anche da bario (un metallo pesante usato nei fanghi di perforazione petrolifera), sono stati entrambi denunciati; l’uno è finito sospeso e trasferito e l’altro si è ritrovato con la casa perquisita.

Cosa succede realmente? Perchè la verità non emerge?E’ sufficiente la potabilizzazione?

L’acquedotto del Pertusillo è alimentato dall’invaso omonimo le cui acque sono potabilizzate nell’impianto di Missanello.
Tale acquedotto, in corrispondenza del nodo idraulico di Parco del Marchese, si interconnette con quello idrico potabile del Sinni, alimentato dall’invaso di Senise, con potabilizzatore in agro di Laterza (TA).
Nel nodo di Parco del Marchese l’acquedotto si biforca in due rami:

  • quello meridionale che, a gravità, alimenta Taranto, Brindisi e Lecce
  • quello settentrionale che, mediante il sollevamento di Parco del Marchese, il più grande di Europa, alimenta prevalentemente le aree del Barese, attraverso la diramazione primaria denominata Gioia – Bari. In corrispondenza nel nodo idraulico di Gioia del Colle, il ramo nord è interconnesso con il Canale Principale dello schema Sele – Calore.

Fonte:1.http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/mettiamo-petrolio-nellacqua-pertusillo/201829/#.T3oRIDqyXos.facebook; 2.http://basilicatamia.altervista.org/2011/10/10/diga-del-pertusillo-acqua-buona-da-morire/; 3. Wikipedia.