S.O.S. dalla Basilicata. Acqua buona…da morire?

Pubblicato: 12 aprile 2012 in Presentazione

ACQUA BUONA…DA MORIRE? Cosa si cela dietro l’inquinamento del Pertusillo e chi ci garantisce la qualità dell’acqua che arriva a Taranto?

VENERDI 20 Aprile

ORE 10.30 CONFERENZA STAMPA per informare

AL CENTRO POLIVALENTE MAGNA GRECIA, TARANTO

Intervengono:

Albina Colella, Professore Ordinario di Geologia Università della Basilicata

Giuseppe di Bello, Tenente della Polizia Provinciale, Potenza

Antonio Bavusi, coordinatore scientifico della Ola (Organizzazione lucana ambientalista)

DAL PERTUSILLO ARRIVA L’ACQUA PER TARANTO

Un’area designata come parco nazionale, ma compromessa dalle trivellazioni petrolifere, dove l’agricoltura continua a morire e l’inquinamento sembra essere entrato nella catena alimentare: si trovano idrocarburi nel miele, fanghi e scarti di perforazione petrolifera sepolti nei campi contaminati dove vanno a pascolare le pecore, benzene e toluene nelle falde idriche intorno al Centro Oli Eni di Viggiano.

Gli abitanti lamentano un aumento delle patologie e i giovani emigrano in maniera inarrestabile. Ma ci sono in ballo miliardi di royalties delle compagnie petrolifere, che occupano i 2/3 del territorio regionale con 51 tra permessi di ricerca, istanze di ricerca, concessioni e campi di stoccaggio del gas, con due centri olio esistenti dell’Eni ed il costruendo centro olio Tempa Rossa a Corleto Perticara. Si prevede il passaggio dell’estrazione di petrolio in Val d’Agri da 80 mila fino a circa 129 mila barili al giorno, che con l’attivazione dell’impianto di Tempa Rossa, a Corleto Perticara, saliranno fino a 175 mila barili.

Pressioni per censurare l’inquinamento da idrocarburi dell’invaso del Pertusillo, sono state  fatte ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità da parte della Regione Basilicata, come ha denunciato un giornale d’inchiesta lucano (Basilicata24).

Episodi  analoghi sono accaduti nel recente passato  al Tenente di Polizia Giuseppe di Bello (EHPA) e al segretario dei Radicali Lucani  Maurizio Bolognetti  che, dopo aver analizzato le acque della diga e averne divulgato pubblicamente l’inquinamento, anche da bario (un metallo pesante usato nei fanghi di perforazione petrolifera), sono stati entrambi denunciati; l’uno è finito sospeso e trasferito e l’altro si è ritrovato con la casa perquisita.

Cosa succede realmente? Perchè la verità non emerge?E’ sufficiente la potabilizzazione?

L’acquedotto del Pertusillo è alimentato dall’invaso omonimo le cui acque sono potabilizzate nell’impianto di Missanello.
Tale acquedotto, in corrispondenza del nodo idraulico di Parco del Marchese, si interconnette con quello idrico potabile del Sinni, alimentato dall’invaso di Senise, con potabilizzatore in agro di Laterza (TA).
Nel nodo di Parco del Marchese l’acquedotto si biforca in due rami:

  • quello meridionale che, a gravità, alimenta Taranto, Brindisi e Lecce
  • quello settentrionale che, mediante il sollevamento di Parco del Marchese, il più grande di Europa, alimenta prevalentemente le aree del Barese, attraverso la diramazione primaria denominata Gioia – Bari. In corrispondenza nel nodo idraulico di Gioia del Colle, il ramo nord è interconnesso con il Canale Principale dello schema Sele – Calore.

Fonte:1.http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/mettiamo-petrolio-nellacqua-pertusillo/201829/#.T3oRIDqyXos.facebook; 2.http://basilicatamia.altervista.org/2011/10/10/diga-del-pertusillo-acqua-buona-da-morire/; 3. Wikipedia.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...