Archivio per maggio, 2012

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU FACEBOOK DA DANIELA SPERA, LEGAMJONICI, E PER CONTO DEL COMITATO PER LA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI DI MASSAFRA.

foto di Legamjonici, pubblicata su facebook

Sabato 26 Maggio 2012 si è svolta la manifestazione organizzata dal Comitato per la Corretta Gestione dei Rifiuti a Massafra contro il raddoppio dell’inceneritore Appia Energy.

Nonostante la pioggia, circa mille persone si sono radunate in un corteo cittadino lungo le strade di Massafra per dire No alle nanoparticelle e alle diossine e per richiedere un referendum consultivo che dia modo alla cittadinanza di esprimere la propria volontà.

Legamjonici ha seguito sin dall’inizio la vicenda, sollecitando la Provincia di Taranto a pubblicare la documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto per redigere le proprie osservazioni,  ed ha offerto il suo contributo nei vari sit-in in Piazza Vittorio Emanuele informando la cittadinanza riguardo le ripercussioni sulla salute che questo tipo di impianti produce.

Ricordiamo che riduzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti sono le imprenscindibili direttive europee per un’effettiva sostenibilità del territorio, nel rispetto dell’ambiente.La presenza delle tante associazioni e comitati , venuti da Taranto e provincia, ha messo in evidenza la necessità di essere solidali in queste occasioni,per smuovere l’opinione pubblica e per fare comprendere la pericolosità degli inceneritori.

Il corteo si è infine radunato in Piazza Vittorio Emanuele, dove i portavoce dei comitati hanno messo in evidenza le varie criticità del progetto, confermando il parere negativo dell’ARPA di Taranto  e le varie contraddizioni in merito all’effettivo beneficio, praticamente nullo per la città, sottolineando che anche i monitoraggi e le attività di controllo non sono una sicurezza per la salute.

E’ importante che vengano organizzate tutte le iniziative possibili, dalla cittadinanza e dalla politica, per fermare la realizzazione della seconda linea della Centrale termoelettrica Appia Energy. 

Dunque, massima attenzione..la battaglia continua!

La Basilicata gruviera petrolifera nella prima giornata della Copams 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copams 2012. Conferenza Petrolio Ambiente Salute – prima giornata (VIDEO E AUDIO SU RADIO RADICALE)

Intervista a  Daniela Spera, responsabile del Comitato Legamjonici (a cura di M.Bolognetti)

Taranto , ex-ospedale Testa. Oggi, giovedi 24 maggio 2012 alle ore 11.00, si è tenuto un incontro tra i rappresentanti del Comitato contro il raddoppio di Appia Energy, a cui Legamjonici ha aderito, e la dott.ssa Maria Spartera dell’ARPA di Taranto. L’incontro ha fatto emergere, come previsto, criticità assolutamente non trascurabili.

Vi proponiamo la relazione con cui l’ARPA ha espresso parere negativo al progetto:

Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa del Comitato contro il Raddoppio dell’Inceneritore di Massafra dopo la prima riunione della Conferenza dei Servizi del 18 Maggio 2012.

Ora si resta in attesa della pronuncia per il parere finale da parte dell’ente di competenza.

Comunicato stampa del Comitato contro il Raddoppio dell’Inceneritore di Massafra

Il Comune dà parere favorevole al progetto e l’ARPA lo stronca!!

La riunione è stata sospesa dopo una ora in attesa di un chiarimento da parte della Regione Puglia e della Provincia di Taranto in merito alla competenza per il rilascio di autorizzazione definitiva per l’impianto (VIA o AIA).

Sono stati acquisiti comunque alcuni pareri:

ASL Massafra:
Il parere favorevole della ASL di Massafra è subordinata al rispetto di una serie di controlli di tipo sanitario ed emissivo.

Comune di Massafra:
Il Comune di Massafra ha espresso parere FAVOREVOLE relativamente agli aspetti urbanistici ed edilizi; d’altra parte, informa che è in fase di valutazione la possibilità di indire un referendum popolare sull’argomento.

“Il Comune di Massafra, per il tramite del Responsabile del Provvedimento, precisa che l’intervento in oggetto si configura in variante al vigente Piano di Fabbricazione unicamente per gli aspetti quantitativi, risultando la destinazione dell’area coerente con l’uso previsto dall’iniziativa produttiva. Per tali motivi, esprime parere favorevole per gli aspetti urbanistici ed edilizi ai sensi dell’art. 208 co. 6 del D. Lgs 152/2006.
Informa, inoltre, che il Sindaco ha concluso il ciclo di incontri con i capigruppo consiliari alla presenza di associazioni e movimenti locali, e si stà esaminando l’opportunità di indire un referendum consultivo sul raddoppio”.

Arpa:
L’Arpa ha espresso parere tecnico NEGATIVO, e ha posto in evidenza valutazioni negative sia riguardo alla documentazione presentata- ritenendola incompleta sotto l’aspetto tecnico – sia per ciò che concerne i contenuti- ritenuti non adeguati alla normativa in vigore.
Tempo fa l’Arpa aveva richiesto all’azienda Appia Energy uno Studio di Impatto Sanitario ma l’azienda ha eluso tale richiesta.
L’Arpa sottolinea che il progetto non deve fare riferimento al CDR (combustibile da rifiuto), ma al CSS (combustibile solido secondario).
Inoltre, si evidenzia che,non è chiara la quantità, la qualità e la provenienza dei rifiuti da smaltire.
Non è chiaro qual è lo specifico fabbisogno di smaltimento nel territorio interessato.
Non è espressa la conformità del progetto rispetto al Piano Gestione Rifiuti Urbani della Provincia di Taranto e rispetto al Piano Regionale dei Rifiuti Speciali che, tra l’altro, nei criteri di localizzazione degli impianti, esclude che tale tipologia di opera possa collocarsi nell’area prevista.

Si evidenzia che le 25.500 tonnellate annue di ceneri leggere contenenti sostanze tossiche e pericolose prodotte dall’impianto siano detenute all’interno dello stesso e che quindi si possa superare il valore soglia tollerabile nello stesso sito.
Si aggiunge che l’opera si colloca in un territorio già caratterizzato dalla presenza di imponenti siti industriali, tra i quali insistono altri impianti di incenerimento e coincenerimento già autorizzati.
Il territorio medesimo è prossimo alle aree abitate dei Comuni di Massafra e di Statte dove recenti studi epidemiologici (2012) hanno messo in evidenza i numerosi fattori inquinanti dell’area.
Gli studi presentati dall’azienda presentano valori affetti da errori grossolani dovuti probabilmente alle tecniche di rilevazione adottate (di almeno 4 ordini di grandezza). Con queste assunzioni tutti i conseguenti calcoli possono essere sbagliati, ed è, tra l’altro, possibile che venga sottostimata la quantità delle sostanze cancerogene prodotte dall’impianto, anche per l’omesso riferimento agli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Pertanto, conclude l’Arpa, NON E’ POSSIBILE ESCLUDERE L’IMPATTO NEGATIVO DELL’IMPIANTO SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE ESPOSTA ALLE EMISSIONI TOSSICHE.

Il Comitato evidenzia l’ambiguità della posizione del Comune di Massafra, il quale, sebbene abbia fatto menzione della possibilità del referendum consultivo, non ha chiesto il rinvio della Conferenza dei Servizi, come derivazione ovvia di questa posizione, ma ha espresso PARERE FAVOREVOLE sulle questioni di sua competenza.
In tal modo ha esaurito qualsiasi altra possibilità futura di condizionare l’autorizzazione all’impianto, dando a priori parere favorevole sulla compatibilità urbanistica e ambientale del progetto.

Una nota di merito va all’ARPA per il lavoro meticoloso che ha svolto nella valutazione del progetto presentato dall’Appia Energy qualificandosi per competenza e precisione.

Comitato contro il Raddoppio dell’Inceneritore di Massafra

NO AL RADDOPPIO DI APPIA ENERGY

In merito a quanto dichiarato da Antonio Albanese, amministratore della Cisa Spa e azionista di Appia Energy,  il comitato Lagamjonici sottolinea quanto segue.

Il progetto relativo al raddoppio dell’impianto di incenerimento mediante l’uso di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto), che con D.lgs. 205/2010 è indicato con la nuova denominazione di CSS (Combustibile Solido Secondario) e biomasse, di fatto, porterà un incremento dell’inquinamento atmosferico, del suolo e della vegetazione. Il monitoraggio ambientale è solo uno strumento di controllo che non può aprioristicamente escludere la possibilità di contaminazione ambientale. Non devono rassicurare, pertanto, le garanzie dell’azienda sull’applicazione di sistemi di monitoraggio in continuo avanzati. La migliore garanzia di tutela dell’ambiente è di fatto la prevenzione di un dato fenomeno d’inquinamento, proprio in piena applicazione del principio di precauzione.  La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) tiene conto anche e soprattutto dell’incidenza che la realizzazione di un dato progetto puo’ avere sulla salute dei cittadini e in nessun caso si puo’ sottovalutare questo aspetto.

E’ necessario, inoltre, ribadire quanto all’attività di incenerimento,  sia connessa la produzione di insidiose molecole denominate nanoparticelle, la cui nocività è stata anche sottolineata da periti nominati dalla Procura della Repubblica di Taranto, in una relazione : ’’Gli inceneritori di rifiuti sono stati a lungo fra i maggiori produttori di diossina, ma negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica ha permesso un notevole abbattimento delle emissioni gassose da queste fonti (anche se emettono pericolose nanoparticelle che possono trasportare diossine in forma non gassosa)’’.

Il documento relativo è stato depositato dal comitato Legamjonici presso l’ufficio di competenza della Provincia di Taranto e consegnato anche al Comitato per la Corretta Gestione dei Rifiuti di Massafra. Le nanoparticelle si generano ad elevate temperature, sfuggono al controllo e al monitoraggio, in quanto è tecnicamente difficile (se non impossibile) captarle tramite l’impiego di ‘filtri’. Per le loro ridotte dimensioni possono penetrare fino nelle vie aeree profonde e passare direttamente nel circolo sanguigno. Esistono in letteratura numerosi studi epidemiologici che evidenziano  l’aumento di patologie tumorali  e cardiovascolari in popolazioni residenti in prossimità di inceneritori.

La stessa perizia sottolinea: ..per quel che riguarda gli aspetti sanitari finali, la stragrande maggioranza degli studi epidemiologici, anche recentissimi,…rileva  una correlazione tra patologie diossina-correlate e la presenza di inceneritori nelle aree soggette ad indagine; viceversa sono pochi o nulli gli studi che non rilevano correlazioni’.

Le diossine sono inquinanti persistenti. La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, stabilita nel 2001, ha posto come obiettivo l’eliminazione di tali sostanze. Pertanto, anche in presenza di una normativa che stabilisce limiti di legge per le loro emissioni, la tendenza da parte degli Stati Europei deve essere quella di ridurre progressivamente la pratica di incenerimento di rifiuti anche se finalizzata alla produzione di energia.

Comunicato stampa del Comitato Legamjonici contro l’inquinamento.

OSSERVAZIONI SUL PROGETTOMortalità e morbilità nella popolazione residente intorno a due inceneritori a ForliPREOCCUPAZIONI DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA.