Sul nuovo progetto Enipower massima cautela.

Pubblicato: 11 luglio 2012 in Comunicati stampa, eni, Le nostre attività
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La rinuncia definitiva da parte di Enipower al progetto relativo alla centrale a turbogas da 240 Mwe, è da ritenersi un risultato importante per la città di Taranto. L’elevato impatto ambientale che sarebbe risultato a causa delle emissioni di CO2, CO e NOx, in aggiunta al carico inquinante prodotto dalla raffineria, ha dunque a buon diritto incontrato l’opposizione del comitato Legamjonici.

La pressione esercitata sui vari Enti ha dato i suoi frutti a  dimostrazione che le obiezioni sollevate sulla possibilità di impiegare una centrale di potenza inferiore, erano piu’ che legittime. Il nuovo progetto è attualmente in fase di consultazione per il pubblico che puo’, pertanto, presentare osservazioni entro il 3 settembre del 2012.

Il comitato Legamjonici vuole, tuttavia, porre all’attenzione degli Enti deputati al rilascio dei pareri di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e delle autorizzazioni, alcuni preliminari aspetti cruciali.

1. Il vecchio progetto relativo alla centrale da 240 Mwe prevedeva esplicitamente la realizzazione di un metanodotto funzionale alla sua alimentazione, diramazione del metanodotto utile all’impianto Hydrocracking. Il comitato chiede, dunque, l’annullamento del vecchio iter autorizzativo dei due metanodotti, in quanto i vari pareri di pertinenza devono essere riferiti al nuovo progetto presentato da Enipower. L’Autorità portuale di Taranto espresse infatti un unico parere per entrambi i metanodotti (uno dei quali riferito alla centrale da 240 Mwe).

2. Trattandosi, inoltre, di opere funzionali l’una all’altra, è necessario effettuare una V.I.A. unica e non per singoli tratti, tenendo conto dell’Impatto ambientale degli impianti coinvolti nel loro complesso (metanodotti, hydrocracking, centrale termoelettrica). Ricordiamo infatti che i due metanodotti sono stati dichiarati ‘non assoggettabili a V.I.A.’ solo perchè considerati singolarmente (Determine provinciali n. 35 e n. 36). Per questa ragione il comitato ha già presentato una denuncia al Parlamento Europeo che ha avviato una indagine.

Al Sindaco di Taranto si chiede infine di applicare la massima cautela nel rilascio di pareri o autorizzazioni favorevoli, poiché il nuovo progetto andrà a fornire energia ad impianti siti all’interno di un’azienda che, per quanto ad oggi noto, non dispone ancora di un rapporto di sicurezza validato dagli organi competenti. Riteniamo che gli aspetti relativi alla sicurezza non debbano essere trascurati e che fino a quando non si potrà garantire la massima sicurezza degli impianti già esistenti, gli Enti preposti abbiano l’obbligo di tutelare la pubblica incolumità, verificando preventivamente lo stato degli impianti e vigilando sul rispetto delle prescrizioni A.I.A. sul rilascio incontrollato di sostanze nocive sia in atmosfera sia nelle acque. Ricordiamo infatti che la Raffineria di Taranto Eni R&M è al centro di una indagine con possibili responsabilità penali per lo sversamento di ingenti quantitativi di idrocarburi nella rada del Mar Grande.

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