Archivio per agosto, 2012

Foto : V. De Palmis

Il comitato Legamjonici, rappresentato dalla dott.ssa Spera Daniela , ha oggi preso parte all’incontro ,avvenuto nella Prefettura di Taranto ,che ha riunito esponenti istituzionali e commissione A.I.A. per la discussione del riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva di Taranto. La dott.ssa Spera ha sottolineato che non e’ lecito discutere di una revisione dell’AIA, alla luce del sequestro degli impianti dell’area a caldo predisposto dalla Magistratura. L’Ilva infatti  non possiede e non possedeva i requisiti per l’ottenimento della stessa nell’agosto del 2011 , ribadendo che è opportuna la revoca anziche’ procedere al suo riesame, in attesa di una eventuale idoneita’ all’esercizio. La responsabile del Comitato ha inoltre evidenziato che il suo rilascio è avvenuto in maniera del tutto illecita, come e’ emerso dalla relazione degli esperti chimici nominati dalla Procura di Taranto, in quanto troppi aspetti sono stati omessi. Cio’ pone numerosi dubbi sulla correttezza dell’intera procedura autorizzativa. Alla domanda sulle motivazione che hanno portato il Governo a decidere per il riesame  anziche’ per la revoca, il presidente della commissione AIA ha invitato a porre la domanda al Ministro Clini che sara’ presente a Taranto il 14 settembre.

Annunci

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

23 AGOSTO 2012

AL GOVERNO: L’A.I.A. ALL’ILVA VA REVOCATA, FUORI LUOGO IL SUO RIESAME!

Alla luce di quanto predisposto dalla Magistratura di Taranto, appare fuori luogo il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) all’Ilva di Taranto.

La perizia dei chimici ha messo in discussione l’intera procedura di rilascio dell’A.I.A., avendo fatto emergere condizioni degli impianti tali da rendere impossibile l’autorizzazione all’esercizio.

L’azienda non possiede i prerequisiti necessari ed il sequestro degli impianti dell’area a caldo, con stop alla produzione, ne è la prova.

Riteniamo, pertanto, che l’A.I.A. debba essere revocata fino a dimostrazione dell’esistenza dei prerequisiti necessari alla eventuale ripresa dell’attività produttiva.

Il suo rilascio pone, inoltre, seri problemi di conflittualità tra i tempi tecnici stabiliti dai custodi incaricati dalla Magistratura e quelli indicati nelle prescrizioni contenute nell’autorizzazione.

Non si può autorizzare all’esercizio un’azienda che nulla ha fatto per evitare l’esposizione della popolazione e dei lavoratori impiegati al pericolo derivante dall’emissione incontrollata di sostanze altamente tossiche. La sola possibilità di rischio per la salute pubblica è un reato se non si attuano misure finalizzate ad evitarlo.

L’ autorizzazione all’esercizio di un’ attività produttiva non può essere concessa se è stato accertato che l’azienda ha messo a rischio la salute pubblica, sapendo che poteva procurare un danno.

Riteniamo che il riesame dell’A.I.A. sia contrario alla decisione della Magistratura. Lo riteniamo, pertanto, fuori luogo e anzi nocivo, anche se finalizzato all’inserimento di prescrizioni più rigorose.

Ribadiamo, dunque, la necessità che l’A.I.A. all’Ilva venga revocata, perché concederla significa negare le sue responsabilità penali.

 A firma di:

LEGAMJONICI,

TARANTO LIDER,

COMITATO DI QUARTIERE TAMBURI,

ASS. TAMBURI 9 LUGLIO 1960-ANNO ZERO.

Inviato agli organi di stampa il 23 agosto 2012.

“Taranto libera, Taranto ribellati!”, i Tarantini uniti da un unico desiderio. Anche chi non è sceso in piazza desidera questo, ma ancora non comprende quanto la protesta, in una manifestazione che ha un significato storico per i contenuti che la animano, sia importante. Ma noi c’eravamo e ci siamo sempre stati anche quando le voci di oggi erano solo timide voci. Certo, non si sale sul carro del vincitore quando il risultato sembra all’orizzonte, non si protesta solo quando vieni toccato da vicino..la libertà è tale quando si agisce solo se si crede in cio’ che si fa impegnandosi a conoscere la verità.

Manifestazione del 17 agosto 2012..eravamo ‘Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti’ con l’ Apecar nel cuore.

By LegamJonici

Restiamo attoniti nel constatare come nella questione ILVA, le parti in gioco
e le Istituzioni invece di recitare il “mea culpa”, stigmatizzino di fatto
le decisioni della Magistratura.

Prendiamo atto della paralisi delle Istituzioni di fronte alla continua
richiesta dei cittadini di Taranto di alternative economiche alla grande
industria pesante e il continuo sbandieramento della vocazione industriale,atta
ad affossare le peculiarità naturali del territorio.

Non accettiamo che si continui a perseverare sulla strada della impossibile
ecocompatibilità di un’azienda che ha responsabilità penali, portando come
riferimento modelli esteri che non si possono proiettare nella realtà
tarantina, né la logica del profitto che si ripercuote sulla salute degli
operai in primis e di tutti cittadini.

 

Il comitato Legamjonici aderisce, pertanto, il 17 agosto 2012, alla
manifestazione promossa dal Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e
Pensanti, a sostegno della Salute, del Lavoro pulito e della Magistratura.

Il 13 Agosto in Piazza della Vittoria si è svolta un’assemblea pubblica
organizzata dal Comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti a seguito
delle ultime vicende riguardanti l’Ilva di Taranto e sulla connotazione
nazionale che il problema ha assunto. I portavoce dei comitati, coadiuvati da
altri membri di associazioni e liberi cittadini, hanno discusso sulle
iniziative da prendere in vista dell’arrivo dei Ministri del Governo in città,
previsto per il 17 Agosto. La situazione di emergenza sanitaria emersa dalle
indagini del pool della magistratura tarantina, si è trasformata in un problema
socio economico italiano , per cui la città di Taranto , a detta di alcuni
membri delle Istituzioni , è un nodo da sciogliere per proseguire la politica
industriale, dimenticando che “ART 41 della Carta fondamentale,
l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla
sicurezza…”

I cittadini non ci stanno e sono stanchi di sopportare questa logica
“patriottica” di prosecuzione delle attività inquinanti , sostengono la
Magistratura che ha accolto le tante denunce protratte nel tempo, e auspicano
un cambiamento da parte della classe politica che deve necessariamente trovare
le alternative economiche per garantire agli operai un lavoro pulito.


Di seguito riportiamo il testo del volantino divulgato dal Comitato:

Venerdì 17 agosto, dopo 50 anni di devastazione sociale ambientale e
territoriale, per la prima volta tre ministri della Repubblica italiana saranno
a Taranto non per tutelare i diritti dei cittadini e dei lavoratori ma per
salvaguardare gli interessi dell’Ilva, continuando a fare pressioni
antidemocratiche nei confronti della Magistratura per preservare il PIL
italiano.
Se Riva è in grado di ottemperare alle oltre 400 legittime prescrizioni,
imposte dalla Todisco, per la messa a norma dello stabilimento, lo faccia
subito e senza indugi. Ciò non avverrà poiché significherebbe non poter
mantenere gli stessi profitti da record degli scorsi anni.
Il pool di esperti
scelti dal Gip ha evidenziato che l’incidenza tumorale ed epidemiologica a
Taranto è la più alta d’Italia, a farne maggiormente le spese sono i lavoratori
della fabbrica e gli abitanti che vivono più vicini alla stessa.
Non
consentiremo più a nessuno di poter giocare con la vita di una città intera,
tantomeno ai politicanti ed ai sindacati che in questi anni hanno fatto solo i
propri interessi. Chi ha usurpato e derubato deve far fronte alla spesa
necessaria a risarcire il territorio, i suoi abitanti ed i lavoratori
coinvolti. Un futuro diverso è possibile solo attraverso l’unità tra cittadini
e lavoratori che devono essere protagonisti di questo cambiamento. Le decisioni
che riguardano il nostro avvenire dovranno esser prese esclusivamente nella
nostra città con la partecipazione attiva dei cittadini. Questo non si discute.

Invitiamo pertanto i lavoratori, le loro famiglie e la cittadinanza intera a
partecipare alla grande manifestazione del 17-8-2012 che partirà da piazza
Castello alle ore 8,30 dietro l’Apecar simbolo del risveglio di Taranto.
SI’ AI
DIRITTI NO AI RICATTI. AMBIENTE, SALUTE, REDDITO E OCCUPAZIONE.


Comitato spontaneo ed apartitico “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”

(Foto tratte dal gruppo Facebook “La Critica Politica A Taranto”)

racconto di Willy Il Pirata operaio con gli occhi pieni di speranza di un futuro senza Ilva:

Racconto di una mattinata straordinaria, 2 agosto 2012:

Appena giunto in Via di Palma, in compagnia di un amico, vedo sfilare una fiumana di gente con in mano centinaia di bandiere sindacali. Il cauto ottimismo con cui mi ero approcciato alla manifestazione, lascia spazio allo scoramento e a riflessioni del tipo: “purtroppo oggi passerà un messaggio sbagliato”.Ma mai fu così piacevole essere sconfessato!

All’orizzonte appare un 4 ruote con a bordo cittadini e lavoratori che, con l’ausilio di una cassa acustica, invocavano a gran voce rispetto per la vita, per il lavoro e soprattutto giustizia per i nostri malati ed i nostri morti.

Ed ecco che ad un tratto riaffiora la speranza. Dopo pochi minuti, si raggiunge Piazza della Vittoria, mentre si alza al cielo il coro: “Stiamo arrivando, lecchini, stiamo arrivando!”Una volta raggiunta, con pacifica determinazione ed assoluta compostezza, il gruppo del comitato invade la piazza, zittendo i sindacalisti con fischi assordanti, cori (venduti! venduti) e conquistando la scena.Il gruppo riesce a giungere fino al palco, allestito in grande stile per l’occasione (e aggiungerei con i soldi nostri), lambendo il cordone delle forze dell’ordine ma senza generare tensioni. Ripeto, non c’è stato nessuno scontro! Alcuni cittadini e lavoratori del comitato riescono a salire sul palco, tra cui Cataldo Ranieri, che chiede di poter parlare.

Non gliene viene data possibilità e gli viene negato il microfono.

A quel punto e senza ulteriori indugi, Cataldo risale sul 4 ruote, cominciando il suo discorso con l’ausilio di un microfono e della cassa acustica. L’intero discorso è un inno al buon senso e si dirama in tutte le direzioni, mentre i sindacalisti presenti affondano nella vergogna. Ce n’è per tutti. Sindacalisti, la proprietà Ilva, dirigenti e tutti coloro che ad oggi sono responsabili dell’avvelenamento e dell’impoverimento di questa città. Un pensiero alla strage di Bologna e ai nostri morti di tumore. E’ ovazione! Prima del discorso, viene acceso un fumogeno, rimasto per terra a consumarsi.

Lo dico e lo ripeto: non c’è stato alcun lancio di fumogeni!Dopo il discorso di Cataldo, le forze dell’ordine hanno invitato i manifestanti ad allontanarsi e così è stato. Dopo pochi minuti, Piazza della Vittoria conteneva circa una cinquantina di persone. In sostanza i sindacalisti rivolgevano il loro discorso alle aiuole. Disfatta! Nel frattempo, il corteo del comitato si sposta su Via D’Aquino.Solo qualche ragazzo si è attardato a raggiungerlo per imbastire le solite inutili polemiche con le forze dell’ordine, ma ripeto: nessuno scontro, nella maniera più assoluta.Conclusioni: i sindacati sono morti!… e l’Ilva sta per raggiungerli.Taranto ha scelto!FORZA MAGISTRATURA!