RIFIUTI DELLA CAMPANIA E INQUINAMENTI TRANSFRONTALIERI

Pubblicato: 15 settembre 2012 in Comunicati stampa, Le collaborazioni, Le nostre attività
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STATTE (TA) 03-01-2011. DISCARICA ITALCAVE. PRESIDIO DI CITTADINI DAVANTI AI TIR CAMPANI.

DENUNCIA CONGIUNTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA DEGLI AMBIENTALISTI SLOVENI, CROATI, ITALIANI – PER RISOLVERE UN’EMERGENZA SE NE E’ CREATA UN’ALTRA E MAGGIORE – VIOLATE LE PROCEDURE DI CONTROLLO UE, INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA.

Lunedì 17 settembre alle ore 11 presso (Konfederacije sindikatov 90 Slovenije, Gregorčičeva 7 v Ljubljani) a Lubiana la federazione ambientalista Alpe Adria Green, in associazione con Greenaction Transnational e con il Comitato Legamjonici di Taranto organizza una conferenza stampa per illustrare la denuncia congiunta presentata alla Commissione Europea sulla gestione italiana dell’emergenza rifiuti della Campania.

Lo smaltimento dei rifiuti campani al di fuori della Regione Campania è stato infatti attuato con procedure di controllo semplificate o addirittura assenti e con totale mancanza di trasparenza da parte delle amministrazioni pubbliche. I rifiuti, provenienti da zone dove la loro gestione è da sempre sotto il controllo della criminalità organizzata, sono stati così fatti sparire in discariche ed inceneritori di quelle regioni che si sono messe a disposizione per motivi puramente economici. Le regioni coinvolte sono la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Toscana, la Puglia.

Con un’inchiesta durata oltre un anno i movimenti ambientalisti di AAG, Greenaction Transnational e Legamjonici hanno raccolto le prove di quella che è in realtà una clamorosa e colossale operazione di traffico e smaltimento di rifiuti incontrollati condotta dalle autorità italiane in violazione della legislazione comunitaria a danno dell’ambiente e della salute pubblica, e con probabili infiltrazioni della criminalità organizzata di derivazione campana rese possibili dalle stesse istituzioni italiane che le avrebbero dovute evitare.

Danni che sono stati estesi anche ai Paesi confinanti ed in particolare Slovenia e Croazia investite dai fumi inquinanti dell’inceneritore di Trieste dove i rifiuti delle ecomafie vengono smaltiti in grandi quantitativi (oltre 25.000 tonnellate ad oggi).

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