Archivio per ottobre, 2012

Questa è l’Ilva, un sistema voluto e alimentato.

L’Ilva è quel sistema che ti arruola senza sapere chi sei, che faccia hai, quanti anni hai.

L’Ilva ricatta e manipola ad ogni livello.

L’Ilva è il sistema Italia, un sistema protetto e di cui si nutrono in molti.

Tante giovani vite, abbandonate, lasciate sole senza sogni e senza speranze.

L’Ilva è colpevole, lo Stato è colpevole, la città è colpevole.

Ma a 29 anni non si ha nemmeno il tempo di rendersi colpevoli.

Colpevoli poi di cosa? Di voler semplicemente vivere.

Al Ministro Balduzzi il comitato Legamjonici ha chiesto:”Cosa intende fare per evitare morti e malattie a Taranto?”

A Sinistra, la  Responsabile del Comitato Legamjonici, Daniela Spera (Foto : La Repubblica)

Il comitato LEGAMJONICI, presente all’incontro di oggi tenutosi alle ore 10.00 in Prefettura a Taranto, ha posto questo interrogativo al Ministro della Salute.
Alla domanda, però, non è stata data una risposta chiara.

L’interrogativo nasce dalla necessità di attuare la prevenzione primaria. Oggi ormai è tutto noto sul numero di decessi e di malati per tutte le patologie che si verificano a Taranto. La perizia epidemiologica ha correlato i dati sanitari di mortalità e ospedalizzazione all’inquinamento prodotto dal siderurgico, quartiere per quartiere, ed offre un quadro attuale. Lo studio SENTIERI, non fa altro che  confermare l’emergenza sanitaria.

Il comitato Legamjonici ha, inoltre, fatto presente che l’imposizione di limiti di legge più restrittivi in generale, e soprattutto per un impianto che ha numerose fonti emissive anche di tipo non convogliato, non garantisce la tutela della salute umana, essendo presente un effetto di tipo cumulativo dovuto all’azione combinata di molti agenti inquinanti.

La prevenzione primaria prevede di evitare l’esposizione a sostanze pericolose per la salute. Ma la politica è ancora sorda di fronte alle richieste di affrontare le problematiche sanitarie tramite un approccio che privilegi la prevenzione rispetto alla valutazione successiva del danno.

Il comitato ha, infine, sottolineato che se il siderurgico rappresenta un pericolo per la città, occorre, oggi, intervenire per eliminare quel pericolo.

Rassegna stampa del 23 ottobre 2012-Il Ministro Balduzzi a Taranto per presentare i dati dello studio ‘Sentieri’ :

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Approfondimenti:

dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=1290&tipo=6&lang=1

ECCO LO STUDIO ‘SENTIERI’ DA CUI IL MINISTRO DELLA SALUTE BALDUZZI HA TRATTO I DATI CHE HA PRESENTATO A TARANTO IL 22 OTTOBRE 2012:
ECCO LE CONCLUSIONI DELLA PERIZIA EPIDEMIOLOGICA:

Inaccettabile rilascio dell’AIA ad un’azienda priva dei requisiti minimi per poter produrre senza inquinare, poiché numerose prescrizioni inserite si riferiscono ad interventi strutturali sostanziali senza i quali, in qualunque altro Stato europeo, nessun impianto siderurgico a ciclo integrale potrebbe essere autorizzato ad operare. E’ inoltre evidente il ‘gioco dei tempi’ che permette all’Ilva di vivere ancora fino all’agosto del 2017.

L’assenza di requisiti rende gli impianti dell’area a caldo pericolosi per l’ambiente e per la salute, come confermato dal sequestro preventivo senza facoltà d’uso (non ancora esecutivo) disposto dalla Magistratura. Non è possibile attendere oltre.

Inoltre, la perizia chimico-ambientale, legittimata dallo stesso Ministro dell’Ambiente Clini che la cita nel decreto, ha evidenziato violazioni delle prescrizioni contenute nell’AIA già in vigore dal 2011.  La stessa normativa AIA, in questo caso prevede la sua revoca, provvedimento del tutto ignorato da tutti gli enti che hanno sottoscritto il decreto. L’art. 29-decies, al punto nome 9, stabilisce, infatti, la revoca dell’AIA in caso di inosservanza delle prescrizioni, di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte e di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente. Si tratta dunque di un’AIA del tutto illegale.

La Prefettura di Taranto comunica che il Piano di Emergenza Esterno è in fase di aggiornamento, informeranno davvero la popolazione?

http://www.prefettura.it/taranto/news/1496604.htm#News_28073

ECCO  l’iter CHE ABBIAMO SEGUITO PER DENUNCIARE L’ASSENZA di un Piano di Emergenza Esterno e l’assenza di un piano di corretta informazione e formazione delle popolazione:

https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/2012/01/10/p-e-e-prime-reazioni-al-pressing-di-legamjonici-ma-non-basta/

Giornata ricca di iniziative, quella del 13 ottobre. Ieri, infatti, il COMITATO DEI CITTADINI E LAVORATORI LIBERI E PENSANTI ha organizzato un corteo nel Rione Tamburi per sensibilizzare le coscienze su quattro punti cardine imprescindibili:

SALUTE, REDDITO, AMBIENTE, OCCUPAZIONE. Al corteo è seguita nel pomeriggio un’iniziativa che ha coinvolto i bambini, in piazza della Vittoria a Taranto, in attività ludiche e culturali, per consentire ai più piccoli di poter giocare liberamente. Una provocazione, rivolta all’ordinanza del sindaco di Taranto che vieta ai bambini di giocare in alcuni giardini del rione Tamburi  poiché contaminati da fonti industriali.



 

 

A Massafra invece, si è svolta una manifestazione contro il raddoppio dell’inceneritore Appia Energy che, nonostante la pioggia, ha registrato una notevole partecipazione.
Tutto ciò mostra la volontà dei cittadini di attuare una politica PARTECIPATA in difesa del territorio, senza delegare più a nessuno il proprio diritto alla salute: cittadinanza attiva contro la cattiva politica.

Nell’Aprile 2010, ENI SPA  richiedeva agli enti preposti la pronuncia di
compatibilità ambientale e di autorizzazione integrata ambientale per il
progetto di adeguamento delle strutture della Raffineria di Taranto per lo
stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento
denominato Tempa Rossa, sito nella provincia di Potenza. Il Comitato
Legamjonici, dopo aver preso visione della documentazione, ha espresso le sue perplessità sul progetto, presentando le proprie osservazioni e pubbliche denunce.

Agosto del 2011: il comitato apprende che Comune e Provincia di Taranto hanno formulato parere positivo.

Settembre  2011: Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo rilascia
parere positivo (con prescrizioni ) VIA/AIA congiunto di compatibilità ambientale dell’opera.

Ottobre 2011: Il comitato organizza un sit-in davanti alla raffineria:

Alla manifestazione aderiscono anche associazioni provenienti dalla Basilicata.

Novembre 2011: intanto anche la Regione Puglia formula parere favorevole con prescrizioni .

Dicembre 2011: il comitato Legamjonici, con l’aiuto dell’associazione Greenaction Transnational, presenta dunque una petizione al Parlamento Europeo per denunciare importanti violazioni di direttive comunitarie e per chiederne l’intervento affinché venga revocato il decreto di pronuncia positivo di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente.

Nel Marzo del 2012, il Parlamento europeo avvia un’inchiesta , chiedendo alla Commissione Europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema. La denuncia presentata da Legamjonici al Parlamento europeo riguarda: la violazione della direttiva Seveso, una valutazione di impatto ambientale approssimativa, l’assenza di uno studio sull’effetto domino per la costruzione di due nuovi serbatoi della capacità di 180.000 m3 accanto agli impianti già esistenti, aumento delle emissioni diffuse e fuggitive, nuovo rischio di sversamento di greggio in Mar Grande per la manipolazione e trasporto di greggio.

Maggio 2012: Legamjonici documenta tramite la testata giornalistica Basilicata24, il rischio per la popolazione e la situazione di disagio dovuta alle emissioni di sostanze tossiche. Dalla Basilicata intanto arrivano notizie allarmanti riguardo possibili ritorsioni.

10 settembre  2012:  Legamjonici e WWF Taranto tengono una conferenza stampa sulle problematiche Eni. Per una strana coincidenza, proprio nel corso della conferenza si verifica un incendio all’interno della raffineria di Taranto nei pressi dei serbatoi . La notizia, rimbalza su tutti i quotidiani locali, e fa effetto poichè tocca il principale argomento della conferenza stampa: il rischio industriale di incidente rilevante. La Commissione Europea ha infatti ritenuto di dover procedere a seguito della denuncia, con indagini più approfondite.

Nel corso dell’incontro viene inoltre illustrata la pericolosità delle emissioni di benzene e di idrogeno solforato provenienti dalla raffineria.

Immediate sono le prime reazioni scaturite da parte della politica, fino all’approvazione di un ordine del giorno presentato nel consiglio comunale di Taranto riguardante anche la problematica Tempa Rossa.

Non solo, ma anche in Basilicata c’è preoccupazione da parte della politica.

Oggi, 10 Ottobre 2012, si registra l’ennesimo Incidente rilevante. Da quanto si apprende, erano in corso lavori di manutenzione su un collettore nell’area serbatoi quando è scoppiato l’incendio.

La realtà dei fatti pone dei dubbi sulla sicurezza degli impianti, visto che gli incidenti continuano ad avvenire, ma politicamente ancora nulla si è mosso.

Il Comitato Legamjonici, tuttavia, continuerà a vigilare.