Il caso Ilva di Taranto: un conflitto tra poteri senza precedenti.

Pubblicato: 8 dicembre 2012 in Presentazione
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704663_399701593437740_1778461710_oIl 15 dicembre, alle ore 16,30, tutti in piazza a manifestare.

Il ‘Comitato 15 dicembre’, composto da associazioni, comitati e cittadini, promuove una manifestazione che partirà da piazza Sicilia (via Liguria) e terminerà in piazza della Vittoria.

Perché partecipare?

Perché a Taranto si compie un crimine, perché lo Stato Italiano ha tradito la città e violato uno dei principi costituzionali più sacrosanti: il diritto alla salute.

Ma per capire cosa sta accadendo a Taranto, vi proponiamo un resoconto esplicativo:

Il caso Ilva di Taranto: un conflitto tra poteri senza precedenti.

Il 3 dicembre 2012, mentre è in corso il sequestro preventivo dell’area a caldo dell’azienda siderurgica Ilva S.p.A., il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma il cosiddetto Decreto ‘Salva Ilva’ (decreto 3 dicembre 2012, 207).

Ecco il testo del decreto: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-12-03&task=dettaglio&numgu=282&redaz=012G0234&tmstp=1354610583433

Perché ‘Decreto Salva Ilva’? Perchè mentre la Magistratura tarantina sequestra senza facoltà d’uso gli impianti più inquinanti, rilevando una situazione di rischio sanitario per la città e per i lavoratori (mediante un incidente probatorio durato circa un anno che si è concluso con la stesura di ben due perizie, una chimico-ambientale, l’altra epidemiologica), il governo italiano e il Presidente della Repubblica interrompono di fatto gli effetti del sequestro ristabilendo la facoltà d’uso. L’Ilva, dunque, per lo Stato può e deve produrre, poco importa se questo provoca eventi di malattia e morte nella popolazione tarantina.

Ci troviamo di fronte ad un conflitto tra poteri che pone in contrasto il diritto alla salute con l’obbligo di produzione. Un caso senza precedenti.

Il dottMaurizio Santoloci, magistrato di Cassazione, grande esperto di diritto ambientale, spiega infatti:

Non si è mai visto fino a d oggi un provvedimento normativo che intervenga su un provvedimento di sequestro in atto di esecuzione e di fatto raggiunga una finalità di uso (totale o parziale) di beni sequestrati superando l’adozione specifica di modifiche in tal senso da parte della magistratura competente.’

‘Resta dunque da chiedersi se ci troviamo di fronte ad una rilevante modifica dei principi in materia. Modifica che potrebbe poi-naturalmente-avere effetti futuri in ogni settore non solo ambientale. Infatti se venisse ritenuto legittimo il principio in base al quale un decreto-legge può incidere direttamente nella sostanza di un provvedimento di sequestro emesso dalla magistratura,(..)allora in futuro un Governo potrebbe adottare medesima prassi per sequestri innestati su reati di ogni altro tipo, ivi inclusi fatti totalmente estranei al campo ambientale..’

qui il documento completo che vi invitiamo a consultare: Decreto-legge contro sequestro

Appare evidente che la spasmodica corsa verso il rilascio dell’AIA all’Ilva di Taranto era necessaria e giustificata poichè funzionale al neo decreto-legge ‘ad aziendam’.

Ecco perchè occorreva sin dal primo momento opporsi al rilascio di un’A.I.A illegittima, poiché pura forzatura, per un’azienda priva dei requisiti per poter produrre.

Il decreto, infatti, pone al centro del proprio essere proprio l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).

Infine riportiamo di seguito la posizione del comitato Legamjonici in merito al rilascio dell’A.I.A.

23 AGOSTO 2012

‘AL GOVERNO: L’A.I.A. ALL’ILVA VA REVOCATA, FUORI LUOGO IL SUO RIESAME!

Alla luce di quanto predisposto dalla Magistratura di Taranto, appare fuori luogo il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) all’Ilva di Taranto…

L’azienda non possiede i prerequisiti necessari ed il sequestro degli impianti dell’area a caldo, con stop alla produzione, ne è la prova.

Riteniamo, pertanto, che l’A.I.A. debba essere revocata fino a dimostrazione dell’esistenza dei prerequisiti necessari alla eventuale ripresa dell’attività produttiva.

Il suo rilascio pone, inoltre, seri problemi di conflittualità tra i tempi tecnici stabiliti dai custodi incaricati dalla Magistratura e quelli indicati nelle prescrizioni contenute nell’autorizzazione.”

continua qui: https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/2012/08/23/la-i-a-allilva-va-revocata-fuori-luogo-il-suo-riesame/

il 5 0tt0bre 2012

Nel corso dell’incontro presso il settore ecologia ambiente della Provincia, il Comitato Legamjonici ribadiva la necessità di revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale  rilasciata nel 2011.

Il comitato fa appello al punto 9/c  dell’articolo 29-decies della normativa sull’AIA. L’articolo di Legge dice infatti :

9. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l’autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni: 

   c)   alla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell’impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente.

Successivamente il comitato Legamjonici ribadisce che il rilascio dell’AIA è del tutto illegale:

‘…la perizia chimico-ambientale, legittimata dallo stesso Ministro dell’Ambiente Clini che la cita nel decreto, ha evidenziato violazioni delle prescrizioni contenute nell’AIA già in vigore dal 2011.  La stessa normativa AIA, in questo caso prevede la sua revoca, provvedimento del tutto ignorato da tutti gli enti che hanno sottoscritto il decreto. L’art. 29-decies, al punto nome 9, stabilisce, infatti, la revoca dell’AIA in caso di inosservanza delle prescrizioni, di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte e di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente. Si tratta dunque di un’AIA del tutto illegale.’

Comitato Legamjonici contro l’inquinamento

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