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Il 22 gennaio prossimo il Comitato Legamjonici sarà presente al Parlamento Europeo per la discussione di due petizioni riguardanti la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di progetti industriali del gruppo Eni, previsti sul territorio ionico.

Nella stessa giornata avrà luogo anche la discussione di tre petizioni relative ai progetti dei terminali di rigassificazione nel Golfo di Trieste, presentate dall’organizzazione GreenActionTransnational.

Due petizioni  riguardano il progetto del terminale di rigassificazione della spagnola Gas Natural nel porto di Trieste di cui viene contestato l’elevato impatto ambientale sull’intero Golfo di Trieste e la violazione della procedura di V.I.A. (valutazione impatto ambientale) comunitaria.

La terza petizione affronta le carenze della procedura di V.I.A. per entrambi i progetti di terminali di rigassificazione nel Golfo di Trieste (on shore della Gas Natural, off shore della E.ON), la mancanza della valutazione strategica transfontaliera sui gasdotti, la violazione delle norme di sicurezza degli impianti industriali e a rischio d’incidente rilevante (Seveso), l’inquinamento marino anche transfrontaliero, la sottovalutazione del rischio geologico, nonché di attentati e le perturbazioni del traffico marittimo internazionale.

Una petizione ha già portato una prima messa in mora dell’Italia per la violazione della Direttiva Seveso, relativamente alla mancata informazione della popolazione sui rischi degli stabilimenti industriali esistenti nella provincia di Trieste ed è stata poi integrata con la denuncia della mancanza del piano di emergenza esterno per l’effetto domino, ovvero dell’
evento catastrofico che coinvolgendo tutti gli impianti industriali a rischio di incidente rilevante ne  amplificherebbe le conseguenze.

FONTE : (http://www.greenaction-transnational.org/index.php?option=com_content&view=article&id=267:rigassificatori-e-legge-seveso-il-22-gennaio-2013-il-caso-trieste-al-parlamento-europeo&catid=1:campagna-coste&Itemid=50)

Intanto, il 3 Gennaio scorso, Ministero dell’Ambiente ha richiesto un supplemento di istruttoria riguardo la Valutazione di impatto ambientale per il rigassificatore di Zaule con una lettera che è stata inviata al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dei Beni culturali, alla Regione, alla Provincia, al Comune di Trieste e all’Autorità portuale.  Lo studio supplementare dovrà essere terminato in 45 giorni, e potrebbe essere prevista una delocalizzazione del sito del progetto originario, alla luce dell’intenso traffico commerciale che ricade nel porto di Trieste: l’impianto infatti sarebbe dovuto sorgere in prossimità del terminal petroli della SIOT (il più grande del Mediterraneo), e di altri sette stabilimenti industriali ad elevato rischio.

Tutto ciò denota una profonda similitudine con i progetti Tempa Rossa ed Enipower a Taranto,  in cui sia le autorità italiane , sia il proponente, avrebbero commesso diverse irregolarità, in fase di Valutazione di Impatto Ambientale, così come sarà esposto dal Comitato Legamjonici alla Commissione Petizioni di Bruxelles.

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