cozze mar piccoloLA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE A LEGAMJONICI

Comunicato stampa

Il 23 ottobre 2013 il comitato Legamjonici informava la Commissione Europea dell’esistenza di uno studio in grado di attribuire possibili responsabilità sulla contaminazione dei mitili del primo seno di Mar Piccolo anche all’Ilva di Taranto, integrando una denuncia già presentata sull’inquinamento del mare. Tale studio mette in evidenza il superamento dei valori di IPA, PCB e diossine nei sedimenti e nel canale di scarico in Mar Grande dell’ILVA e sottolinea la provenienza di diossine, PCB e furani dai processi siderurgici. Nella stessa relazione poi si rivela uno studio condotto dal Dipartimento di Ingegneria Civile Idraulica del Politecnico di Bari in merito alla circolazione degli inquinanti nel Mar Piccolo. Tale studio dimostra che il flusso d’acqua degli scarichi ILVA in Mar Grande, combinato con l’effetto dell’ idrovora che preleva l’acqua da Mar Piccolo, condiziona la circolazione idrica in tutto il bacino, determinando la possibilità che gli inquinanti scaricati nel canale arrivino, tramite l’effetto del vento e delle maree, in 15 giorni nel Mar Piccolo, contaminando quindi le cozze.

Legamjonici ha fatto notare alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea che l’Ilva di Taranto é fonte inquinante ancora attiva e che continua a contaminare i terreni circostanti e le acque. Per questa ragione Legamjonici ha chiesto l’intervento immediato delle Autorità Europee.

Ecco i passaggi salienti della lettera inviata dalla Commissione Europea il 13 dicembre 2013 al comitato Legamjonici.

‘’Mi pregio informarLa che nel marzo 2012 la Commissione europea ha avviato un’indagine sull’impianto siderurgico ILVA di Taranto e che, in esito a tale indagine, il 27 settembre 2013 la Commissione ha avviato una procedura d’infrazione inviando all’Italia una lettera di costituzione in mora. Nell’ambito di tale procedura d’infrazione, tutt’ora in corso, la Commissione continuerà a verificare la corretta applicazione della pertinente normativa ambientale UE con riferimento all’ILVA di Taranto.’’ Conclude la Commissione Europea: ‘’Pertanto le informazioni da Lei trasmesse saranno prese in considerazione nell’ambito della suddetta procedura d’infrazione’’.

 

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