Archivio per maggio, 2014

Ilva: informazione è rivoluzione.

Pubblicato: 28 maggio 2014 in Presentazione

luisadi Luisa Natile (nella foto).

Laterza, 24 Aprile; durante l’assemblea d’istituto del liceo G.B. Vico ha luogo un incontro con la dottoressa Daniela Spera, una delle figure più importanti della lotta “dietro le quinte” contro l’inquinamento causato dall’industria siderurgica tarantina. Protagonista del libro “Veleno” di Cristina Zagaria, la Spera è attiva già dal 2009, e porta la voce della sua esperienza nelle scuole di tutta la provincia da anni. La voce di una donna che è stata attaccata, intralciata, zittita, ma che non ha mai smesso di dire la verità sulla situazione gravissima in cui si trova Taranto e tutta la provincia. Una verità che brucia, brucia come le decine di sostanze inquinanti che si diffondono attraverso i 256 camini dell’industria. La verità su una città che sta morendo, avvelenata dalle diossine. Il lavoro di Daniela verte soprattutto sui danni che l’inquinamento provoca alla salute di persone e animali. Danni irrevocabili quelli, ad esempio, provocati al DNA di molti bambini, alcuni non ancora nati; il “mix” degli agenti inquinanti dell’Ilva e dell’Eni a Taranto sono letali. “Avere un tumore nel quartiere Tamburi è più comune che prendere il raffreddore” dice Daniela Spera ai ragazzi del nostro liceo. Sono parole forti, parole necessarie che questa donna accompagna con ricerche e dati, dossier e prove scientifiche. Le domande dei ragazzi però scottano altrettanto, e riguardano tutte un unico importante quesito: come conciliare salute e lavoro? La Spera risponde a tutte le domande, sicura, decisa, senza mai oscillare sulla convinzione che non c’è altra soluzione: il mostro dell’acciaio è incompatibile con la vita, deve chiudere. E il lavoro? Il lavoro si reinventa, il lavoro può nascere dal turismo, dal mare, dalla terra, ma non dalla morte. E dopo un lungo tempo di battaglia solitaria, dalla manifestazione del 2 agosto 2012, Daniela Spera non è sola.

 

primo maggio fotoTaranto, 1 maggio; il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti organizza per il secondo anno consecutivo il concerto del primo maggio, un evento al quale affluiscono circa centomila persone. Tanta musica di qualità, del calibro di Caparezza, Fiorella Mannoia, 99 posse; ma soprattutto partecipazione da parte di comitati a associazioni che lottano in tutta Italia per la salvaguardia dell’ambiente. Sono affluiti tutti lì, nella città più inquinata del Paese, a sostegno dei tarantini che finalmente alzano la voce. Un unico grido, una frase semplice, quasi fosse una boccata d’aria dopo anni di reclusione: “Taranto libera!”. Il Comitato, composto principalmente da ex operai dell’Ilva è nato in quella famosa mattinata del 2 agosto, quando alcuni operai manifestarono a seguito dell’incidente probatorio tenuto dal gip Todisco. Arrivarono nelle strade guidando un’Apecar, che dopo poco tempo diventò il loro simbolo. Dopo due anni, questo logo giganteggia alle spalle dei grandi artisti con “prepotenza”: Taranto vuole una rivoluzione, Taranto vuole poter respirare di nuovo senza aver timore di morire.

 

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2Il Comitato Legamjonici, a sostegno degli eredi della Signora SMALTINI GIUSEPPINA, inoltra questo comunicato stampa, elaborato da Elisa De Lillo, figlia della signora Smaltini. Con preghiera di pubblicazione.

 

Continua la battaglia degli eredi della signora SMALTINI Giuseppina, una donna che ha lottato a lungo contro la sua malattia e contro il colosso dell’acciaio dell’ILVA.

Giuseppe, Elisa e Luigi, questi i nomi di suo marito e dei suoi due figli, hanno citato l’ILVA a  comparire innanzi al Tribunale Civile di Taranto.

Il Dr. GENOVIVA, Giudice titolare della causa, nonché Presidente della Sezione Civile del predetto Tribunale, ha deciso di nominare un C.T.U., Prof. Dr. SILVESTRIS, Primario del Reparto di Clinica Oncologica dell’Università di Bari, affinché verifichi se sussiste il nesso causale fra le immissioni nocive nell’aria di Taranto e il decesso della sig.ra SMALTINI.

Gli attori hanno nominato, quale proprio consulente di parte, il Dr. Patrizio MAZZA, Primario del Reparto Ematologico del San Giuseppe Moscati di Taranto; l’ILVA ha nominato il Dr. Prof. Leonardo SOLEO, Ordinario di Medicina del Lavoro, anch’egli dell’Università di Bari.

Le operazioni peritali hanno avuto inizio il 2 maggio 2014, alle ore 16,00, nonostante l’assenza già anticipata del Prof. Mazza che avrebbe richiesto il rinvio della data. Il C.T.P. dell’ILVA ha invece avuto modo di interagire con il C.T.U. presentando le proprie conclusioni.

Il Prof. MAZZA conosce bene la situazione sanitaria a Taranto ed ha potuto assistere a centinaia di morti a causa delle leucemie. Solo negli ultimi 3 anni vi sono stati oltre 500 decessi per malattie ematologiche. Un dato agghiacciante che non può escludere un nesso di causalità con le emissioni prodotte dall’Ilva.

La famiglia della sig.ra Smaltini si augura che il Prof. SILVESTRIS possa fare luce su una vicenda che ormai dilania l’esistenza di migliaia di famiglie tarantine.

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COMUNICATO STAMPA LEGAMJONICI

Eni e Tempa Rossa  – 8/05/2014

 

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L’Ispra nell’ottobre 2013 chiedeva ad Eni di presentare un dettagliato piano di monitoraggio sulle emissioni odorigene entro 60 gg dalla notifica del provvedimento. L’Eni, anzichè ottemperare, nel febbraio 2014 presentava una relazione in cui veniva contestata ad Ispra la metodica di individuazione della fonte.

La raffineria non può continuare a negare le proprie responsabilità. Le attività di movimentazione, stoccaggio e raffinazione di greggio non sono prive di conseguenze sulla qualità dell’aria a causa delle emissioni di Benzene, H2S, NOx, SOx.

A questo si aggiunge che, nonostante la sottoscrizione di protocolli operativi sugli interventi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, atti ad evitare danni a persone, continuano a verificarsi incidenti rilevanti che pongono seri dubbi sulla possibilità di autorizzare ulteriori progetti previsti all’interno della raffineria. Si invitano pertanto le autorità competenti a non autorizzare la costruzione degli impianti localizzati all’interno della raffineria come previsto nel progetto ‘Tempa Rossa’ che nel complesso aumenta il rischio di incidenti rilevanti.

Su questo problema, e non solo, Legamjonici nel 2011 ha presentato denuncia al Parlamento Europeo.

In merito alle notizie divulgate dalla stampa, si precisa, che le osservazioni presentate da Legamjonici sulla possibile violazione della direttiva Seveso sono ancora oggetto di valutazione da parte della Commissione per le Petizioni. La Commissione Europea, invitata ad intervenire, al momento non può pronunciarsi sulla possibile violazione della direttiva Seveso in quanto l’iter autorizzativo del progetto è ancora in corso. L’obiettivo di Legamjonici non è l’avvio di una procedura d’infrazione che graverebbe sulle tasche dei contribuenti ma accendere i riflettori invitando gli enti europei a vigilare.