Tempa Rossa ed Eni. Interrogazione al Parlamento.

Pubblicato: 27 dicembre 2014 in Presentazione
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parlamento italianoPresentata un’interrogazione parlamentare in merito ad Eni e Progetto Tempa Rossa, sulla base delle richieste avanzate dal Comitato Legamjonici. L’interrogazione, a risposta scritta, è destinata al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico.

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:   
 il 5 novembre 2014, il consiglio comunale di Taranto ha approvato una delibera sulla variante al piano regolatore portuale in cui si escludono dal piano alcune delle opere necessarie alla realizzazione del progetto «Tempa Rossa» a Taranto come il prolungamento del pontile petroli e i due serbatoi nei quali il greggio dovrà essere stoccato;   
 il comitato cittadino di Taranto «Legamjonici» ha specificato che:   
 l’autorità portuale ha annunciato un eventuale ricorso al Tar contro la delibera comunale del 5 novembre 2014 che ha espresso parere negativo al prolungamento del pontile Eni, sostenendo che esso era già previsto in quanto funzionale alla raffineria, indipendentemente dalla realizzazione del progetto «Tempa Rossa»;   
 la necessità di prolungare il pontile è giustificata dal piano regolatore portuale solo se è previsto un aumento della produzione o dell’export di greggio;   
 nel 2000 l’Agip chiedeva al Ministero dell’ambiente pronuncia di compatibilità ambientale per un progetto «Agip 2000» che prevedeva tra l’altro l’ampliamento della capacità di stoccaggio degli idrocarburi nel sito di Taranto con la costruzione di 4 nuovi serbatoi, 3 di 123.000 metri cubi ciascuno più uno da 58.000, per un totale di 427.000 metri cubi e il prolungamento del pontile dici a 325 metri. Tuttavia il Ministero dei beni culturali esprimeva parere negativo per la presenza della chiesa di Santa Maria della Giustizia, sottolineando la necessità di una riqualificazione dell’area e quindi anche il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare esprimeva parere negativo al progetto;   
 nel 2007 Eni ha presentato il progetto «Taranto Plus» prevedendo un raddoppio della capacità di raffinazione del sito di Taranto da 6.5 a 11 milioni di t/a, con conseguente aumento delle emissioni inquinanti, ma l’autorizzazione venne negata a causa delle criticità ambientali del sito di Taranto;   
 i suddetti progetti del 2000 e del 2007 non sono stati autorizzati dagli enti competenti, progetti che rendevano necessario l’allungamento del pontile petroli. Non sono chiari pertanto i motivi che giustificano l’opposizione da parte dell’autorità portuale alla delibera comunale del 5 novembre 2014;   
 ad esclusione del progetto «Tempa Rossa» a Taranto, non sembrano previsti altri ampliamenti della capacità di movimentazione e/o raffinazione del sito Eni di Taranto anche se nel progetto «Tempa Rossa» si fa riferimento, nello studio di impatto ambientale (SIA), alla movimentazione del greggio Val d’Agri che tramite l’oleodotto esistente già giunge nella raffineria di Taranto. Si legge infatti nello studio di impatto ambientale che: «Contemporaneamente il potenziamento sarà reso usufruibile per la movimentazione già esistente del greggio Val d’Agri al fine di migliorare e rendere più flessibile il sistema di export della Raffineria»;   
 l’aggiornamento dello studio Sentieri del 2014, per quanto riguarda Taranto richiede l’applicazione del principio di precauzione in modo tale che «sia rafforzata l’attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali –:   
 se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti espressi in premessa e se si possano adoperare per effettuare gli opportuni accertamenti sugli effettivi quantitativi di greggio oggi movimentato dalla Val d’Agri verso la raffineria di Taranto e destinati allo stoccaggio ed all’export verso altre raffinerie;   
 se il prolungamento del pontile petroli di Eni a Taranto sia funzionale solo al progetto «Tempa Rossa» ovvero ad altri progetti che prevedono l’aumento della capacità di movimentazione del petrolio proveniente dal giacimento «Val D’Agri»;   
 quali siano le motivazioni che hanno consentito in passato all’autorità portuale di Taranto, ovvero ad altri enti competenti, di inserire ugualmente il prolungamento del pontile petroli di Eni nel piano regolatore portuale, nonostante i progetti «Agip 2000» e «Taranto Plus», ai quali il pontile petroli era funzionale, non abbiano ricevuto parere positivo di compatibilità ambientale e quindi non abbiano comportato nessun ampliamento delle attività Eni;   
 se sia legittimo inserire all’interno di un procedimento riguardante nello specifico il progetto «Tempa Rossa» anche riferimenti alla movimentazione del greggio Val D’Agri;   
 se il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare a fronte dell’aggiornamento dello studio Sentieri del 2014, intenda revocare la via rilasciata nel 2011 al progetto «Tempa Rossa» a Taranto. (4-07380)

Interrogazione a risposta scritta 4-07380 presentata da DE LORENZIS Diego testo di Lunedì 22 dicembre 2014, seduta n. 356.

DIEGO DE LORENZIS, NICOLA BIANCHI, SPESSOTTO, LIUZZI e PAOLO NICOLÒ ROMANO.

 

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