Picchi di diossina ai Tamburi

Pubblicato: 13 maggio 2016 in Presentazione
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targaUltime notizie: i picchi di diossine rilevati, nei mesi di maggio 2014, novembre 2014 e febbraio 2015, dalla centralina ubicata nel quartiere Tamburi non sono stati causati dall’ Ilva. Dall’analisi delle ‘impronte digitali’ – profili delle diossine analizzate – queste non sarebbero riconducibili all’Ilva di Taranto.

Resta da capire chi ha provocato questi picchi. Si attendono delucidazioni da parte di Arpa Puglia. Secondo gli esperti, la prof.ssa Zanetti del politecnico di Torino e l’ing. Onofrio, Le ripartizioni degli omologhi nelle polveri raccolte nei mesi in cui le centraline hanno rilevato i picchi, inoltre, risultano differenti rispetto a quelle rilevate in tutti gli altri mesi dell’anno’. Ecco appunto. L’Ilva produce diossine tutti i mesi dell’anno e le diossine sono inquinanti persistenti, cioè si accumulano giorno dopo giorno nell’ambiente. Questo però sembra non preoccupare ‘esperti’ e sigle sindacali che, ragionando solo sui ‘picchi’, aggirano il problema. Ma nessuno osa contestare questo piccolo particolare. Intanto la bonifica  della scuola Deledda ai Tamburi è stata predisposta a causa di una contaminazione non certo causata dai picchi di inquinanti ma da una esposizione continuata nel tempo. In attesa che nasca il  nuovo dibattito ‘picchi diossina Ilva sì, Ilva no’, i cittadini di Taranto continuano ad ammalarsi, mentre il 17 maggio prossimo riparte il processo ‘Ambiente Svenduto‘.

Link di riferimento: Ilva, Fiom-Cgil su caso diossina: “Attendiamo gli esiti del monitoraggio per conoscere le cause dei picchi”

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