NO alla riforma costituzionale. Revisione pro-petrolieri.

Pubblicato: 3 giugno 2016 in Le nostre attività
Tag:, , , , ,

referendumCom’è noto, il testo del disegno di legge di riforma costituzionale approvato alla Camera dei Deputati il 12 aprile 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016. Una riforma promossa da Maria Elena Boschi, 35 anni,  Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, con delega all’attuazione del Programma di Governo,  nel Governo Renzi, dal 22 febbraio 2014.

Il prossimo ottobre saremo chiamati ad esprimerci sull’approvazione o meno delle riforme proposte. Tra le tante discutibili proposte vi è anche quella relativa al titolo V. In particolare, le modifiche previste nella parte II della Costituzione, con l’art.31 (modifica dell’articolo 117 della Costituzione), pubblicamente passano sotto traccia e non vengono sufficientemente discusse.

Ma occorre metterle in evidenza perché puntano ad annullare ogni forma di partecipazione effettiva della popolazione locale alle decisioni finali riguardanti progetti devastanti per i territori nei quali potrebbe essere prevista la loro realizzazione. Laddove oggi alcuni passaggi dell’iter autorizzativo per la realizzazione di progetti di questo tipo sono di competenza Stato-Regione, perché materie di legislazione concorrente, con la riforma costituzionale passeranno direttamente nelle mani del Governo. Parliamo di progetti petroliferi, di infrastrutture per il trasporto di gas e petrolio, di scelte in materia energetica. Per intenderci, non potremmo più condurre battaglie territoriali facendo pressione sulle amministrazioni locali, in particolare quelle regionali, in quanto prive di effetti politici concreti. No Tap, No Triv, No Tempa Rossa, oggi, se la riforma fosse già in vigore, lotterebbero contro un nemico davvero fuori portata. Se oggi è ancora possibile bloccare progetti impattanti, sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico, attraverso l’ interlocuzione con gli enti locali- quando disposti ad ascoltare- e mediante i mezzi legislativi a nostra disposizione, in futuro questo potrebbe non essere più possibile, se dovesse passare la riforma costituzionale. Persino la direttiva Seveso la cui applicazione è oggi affidata al Comitato Tecnico Regionale, per le infrastrutture strategiche, le grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale, potrebbe diventare, per queste opere, materia di esclusiva competenza legislativa statale. Ed é estremamente improbabile che il governo centrale ascolti le istanze territoriali. I fatti dimostrano che il governo intende assecondare ragioni privatistiche. Anche per questo occorre votare NO.

voto no

Di seguito riportiamo alcuni punti che riguardano le modifiche del titolo V con l’inserimento dell’esclusiva competenza dello Stato in materia energetica. Il testo di legge, approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, riguarda: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». A seguire l’attuale testo della Costituzione.

TESTO FUTURO

Capo IV

MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE

Art.31

(Modifica dell’articolo 117 della Costituzione)

 1. L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 117. – La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

[…]

v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;

[…]

z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale.

TESTO ATTUALE

Art. 117

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Al referendum di ottobre, dunque, VOTA NO!

Per maggiori informazioni, visita il sito: http://www.iovotono.it/

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...