Commissione ENVI a Taranto. VIDEO su intervento di Legamjonici.

Pubblicato: 15 luglio 2016 in Presentazione
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DPP_0004Una delegazione della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica Sicurezza Alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha incontrato le associazioni il 14 luglio 2016 a Taranto. Ecco l’intervento di Legamjonici.

In merito alla vicenda Ilva e al comportamento del governo che ha tutelato le ragioni del privato con i numerosi decreti ‘Salva-Ilva’, a discapito della salute della popolazione tarantina, il comitato Legamjonici ha reso noto di aver promosso nel 2013 il primo ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti Umani con sede a Strasburgo, seguito da un altro ricorso nel 2015 presentato da altri ricorrenti. L’Italia è oggi sotto processo ed ha l’obbligo di presentare le proprie osservazioni entro il 30 settembre prossimo, in seguito all’ottenimento di una proroga.

Il comitato Legamjonici ha, inoltre, sottolineato che la Asl di Taranto non tutela la popolazione tarantina in quanto attua solo attività di osservazione e non di prevenzione. L’Asl confonde la misura della qualità dell’aria con il reale effetto che gli agenti tossici hanno sulla salute della popolazione e, riferendosi ai valori di legge, correla il rispetto dei limiti di legge di ossidi di azoto, benzene, monossido di carbonio, e gli attuali livelli di PM10 e di Benzo(a)pirene ad un miglioramento della qualità della vita della popolazione tarantina.

Citando quanto rilevato da Ferdinando Laghi, vice-presidente I.S.D.E. nazionale, il comitato ha specificato che i limiti di legge vengono di norma calcolati per una popolazione adulta e dunque l’impatto sui bambini, in relazione alla loro minore massa corporea, risulta diverso e generalmente superiore. Gli organismi in fase di sviluppo, inoltre, con particolare riferimento all’epoca gestazionale, risultano maggiormente suscettibili verso sostanze tossiche che fungono da “interferenti endocrini”, con effetti negativi sui meccanismi che sono alla base della regolazione ormonale.

Bandiera-Unione-Europea-409x240Relativamente ai PM10, viene contestata la posizione dell’Asl che sottolinea come i valori attuali, inferiori ai 25 μg/m3, siano una conquista dal punto di vista sanitario, dimenticando che la stessa Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito le polveri sottili nel gruppo I, cioè fra i cancerogeni per l’uomo e che per quanto riguarda i metalli pesanti, in particolare Arsenico (As), Cadmio (Cd), Nichel (Ni) e alcuni Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), la Direttiva 2004/107/CE ha stabilito: ’Dai dati scientifici disponibili risulta che l’arsenico, il cadmio, il nickel e alcuni idrocarburi policiclici aromatici sono agenti cancerogeni umani genotossici e che non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale queste sostanze non comportano un rischio per salute umana. L’impatto sulla salute umana e sull’ambiente è dovuto alle concentrazioni nell’aria ambiente e alla deposizione.’ Non esiste, dunque per queste sostanze, un “effetto soglia”, ossia una concentrazione al di sotto della quale se ne possano escludere effetti sulla salute. Infine, ma non ultimo per importanza, c’è da considerare come i limiti di legge, individuati per le singole sostanze, non tengano conto dell’azione sinergica e talora esponenziale che possono svolgere nel loro complesso.

Particolarmente preoccupante è la posizione della Asl di Taranto che nega l’attuale situazione di esposizione continuata, e dunque l’emergenza sanitaria in atto, sottolineando che le patologie tumorali future saranno frutto delle ‘pregresse esposizioni’ che ‘determineranno i loro effetti a lungo termine sulla salute dei cittadini anche negli anni a venire’. Dunque, secondo la Asl, oggi possiamo respirare a pieni polmoni anche nelle zone limitrofe allo stabilimento siderurgico, perché né oggi né domani subiremo danni per l’esposizione attuale.

E’, infine, singolare che la Asl affermi di essere in fase di valutazione degli effetti dei metalli pesanti sulla popolazione tarantina, lasciando intendere di condurre attualmente un’azione di mera osservazione e non di prevenzione. Il comitato ha concluso che lo stabilimento Ilva non potrà mai operare nel rispetto della salute umana, per le ragioni sopra spiegate ed ha, inoltre, fornito alla commissione copia del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti Umani, oltre ad un corposo dossier che raccoglie quanto reso noto nel 2013, a Roma, presso il Ministero della Salute, da numerosi esperti nel corso del Workshop dal titolo ‘Clima, qualità dell’aria e salute respiratoria: situazione in Italia e prospettive’, in occasione dell’evento ‘2013-Anno europeo dell’aria’.

VIDEO DELL’INTERVENTO:

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