Archivio per la categoria ‘Comunicati stampa’

echr-300x138Comunicato stampa 08/09/216 

Ricorso a Strasburgo contro l’Italia: Riva Fire S.p.A. chiede di intervenire.

La Corte Europea dei Diritti Umani con sede a Strasburgo ha accolto la richiesta della Società Riva Fire S.p.A. in liquidazione di intervenire nei procedimenti in corso contro l’Italia sulla questione Ilva. La società ha nominato quali procuratori speciali gli avvocati Luisa Torchia, Alessandro Triscornia e Sirio D’Amanzo perché sia da questi rappresentata, assistita e difesa in ogni fase, ai fini del suo intervento nei due procedimenti –del 2013 e del 2015- aperti presso il Cedu. Il primo riguarda il ricorso presentato da 52 residenti a Taranto e nella provincia, ed è stato promosso, nel 2013, dal comitato Legamjonici. I ricorrenti sono rappresentati dall’avvocato Sandro Maggio, che pure li difende, e dalla Dott.ssa Daniela Spera. Il secondo ricorso è stato presentato per ulteriori 130 residenti rappresentati e difesi dall’avvocato Andrea Saccucci. Secondo i ricorrente l’Italia avrebbe violato le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti Umani di cui agli articoli n. 2 (nella parte in cui dispone che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita[…]’’, n. 8 (nella parte in cui dispone che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio”), e n. 13 (nella parte in cui dispone che “ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale”). La Corte ha anche accolto le richieste di intervento dell’Isde, associazione medici per l’ambiente, e del Direttore del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino.

DPP_7COMUNICATO STAMPA DEL 6/09/2016

DISCARICA ILVA: LEGAMJONICI SCRIVE AGLI ENTI DI CONTROLLO

Il 18 luglio scorso, la Società Ilva, in Amministrazione Straordinaria, pubblicava sul proprio sito il seguente comunicato: ‘In merito alla conclusione delle indagini preliminari aventi a oggetto la gestione di una discarica all’interno dello stabilimento di Taranto, ILVA in Amministrazione Straordinaria comunica che la Società è stata già autorizzata dal Pubblico Ministero a effettuare le attività di bonifica necessarie e che in data 24 giugno 2016 sono stati emessi gli ordini di acquisto per procedere con le suddette attività ai fini di un immediato ripristino ambientale dei luoghi interessati dalla vicenda. La Società prevede di concludere i lavori entro il 31 agosto 2016.’ In merito a quanto riportato nel comunicato stampa dalla Società Ilva, il comitato Legamjonici ha inoltrato, con una comunicazione certificata, una richiesta di informazioni al Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, ad Arpa Puglia e ad Ispra. In particolare, ha chiesto se le attività di bonifica necessarie sono state realizzate entro la data indicata (31 agosto 2016) e se, in caso di risposta affermativa, è stata effettuata la verifica di avvenuta bonifica dei luoghi interessati. Attualmente si attendono risposte.

Bandiera-Unione-Europea-409x240Comitato Legamjonici, contro l’inquinamento.

Comunicato Stampa

27/04/2016

Progetto Tempa Rossa, Taranto. Inviate nuove informazioni alle autorità europee.

  

Progetto Tempa Rossa. Il comitato Legamjonici ha inviato nuove informazioni alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.Com’è noto, il comitato Legamjonici è titolare della petizione che riguarda il progetto Tempa Rossa a Taranto. Tale petizione, che solleva principalmente le criticità legate alla direttiva Seveso e all’inquinamento delle risorse ittiche locali derivante da attività antropiche, è stata accolta nel 2011 ed è, ancora oggi, oggetto di attenzione da parte della Commissione Europea e del Parlamento Europeo. Nel gennaio del 2015 la Commissione per le petizioni ha ritenuto necessario continuare a vigilare sulla corretta applicazione della normativa europea, decidendo di tenere aperta la petizione, a supporto della quale il comitato Legamjonici ha recentemente inviato ulteriori informazioni. Le integrazioni riguardano quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza con particolare riferimento all’approvazione dell’emendamento finalizzato a favorire lo sblocco delle procedure autorizzative. Si rende noto, infine, che l’Eni non ha ancora consegnato il Rapporto di Sicurezza Definitivo per il progetto Tempa Rossa. E’ di oggi la conferma da parte del Comitato Tecnico Regionale della Puglia che, lo ricordiamo, nel 2013 aveva accolto le osservazioni, integrate come prescrizioni, del Comitato Legamjonici.

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IL GOVERNO BRUCIA 360 MILIONI DI EURO E BOICOTTA IL REFERENDUM NO TRIV PERCHE’ SA DI PERDERE LA BATTAGLIA CONTRO LE TRIVELLE.

Nel Consiglio dei Ministri di ieri sera, il Governo ha fissato la data per il voto referendario al prossimo 17 aprile, non accogliendo così la richiesta avanzata dalle Associazioni e dai Comitati ambientalisti, dalle Regioni e dai Parlamentari di accorpare il referendum alle prossime elezioni amministrative. In questo modo, il Governo decide di buttare via circa 360 milioni di euro di denaro pubblico. Ed è paradossale che nello stesso Consiglio dei Ministri di ieri si sia deciso, per un verso, di bruciare 360 milioni di euro e, per altro verso, di rinviare l’adozione di un provvedimento finalizzato all’erogazione di un indennizzo in favore dei risparmiatori truffati da Banca Etruria, per un importo pari a 200 milioni di euro. La campagna referendaria si aprirà formalmente solo con il decreto di indizione del Capo dello Stato e solo a partire da quel momento i mezzi di comunicazione di massa saranno tenuti a concedere ai delegati regionali gli spazi previsti. D’altra parte, dinanzi alla Corte Costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione promossi dalle Regioni nei confronti del Parlamento e dell’Ufficio Centrale per il Referendum (Cassazione), che la Legge di stabilità non aveva soddisfatto. Nel caso l’esito del conflitto di attribuzione fosse positivo si voterebbe per altri due quesiti, uno relativo al piano delle aree e l’altro alla durata dei titoli in terraferma. Il Coordinamento Nazionale No Triv si appella al Capo dello Stato Mattarella osservando: – che l’Election Day è assolutamente necessario al fine di risparmiare 360 milioni di euro; – che dinanzi alla Corte costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione e che, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, il referendum potrebbe svolgersi su tre quesiti e non solo su uno; diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani saranno chiamati alle urne ben cinque volte: per i due referendum abrogativi (1+2), per le elezioni amministrative (+ballottaggio) e per il referendum costituzionale; – che la decisione del Governo costituisce uno schiaffo alla democrazia, in quanto, stabilendo che si vada al voto in tempi così ravvicinati, non consente che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum; – che – al di là del voto che gli italiani potrebbero esprimere sul quesito referendario – la decisione assunta ieri contiene in sé un chiaro obiettivo: il boicottaggio del referendum, e cioè il non raggiungimento del quorum.

Roma, 11 febbraio 2016 – Coordinamento Nazionale No Triv

 

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Ad attivare la Commissione Europea è stato il Comitato Legamjonici che aveva denunciato il diniego da parte della Asl di Taranto all’accesso alle informazioni riguardanti i dati di contaminazione da diossina e PCB di campioni di mitili antecedenti il 2008. Tali dati erano stati richiesti nell’ambito di un’inchiesta che la Commissione aveva avviato su sollecitazione di Legamjonici, che aveva segnalato il superamento dei valori di PCB e diossine, tra luglio 2011 e giugno 2012, nei mitili del primo seno del Mar Piccolo. Il diniego era stato motivato da parte della Asl con l’impossibilità di fornire le informazioni richieste per la presenza di ‘dati sensibili’.Legamjonici in occasione dell’incontro svoltosi a Bruxelles il 27 gennaio 2015, per la discussione del progetto ‘Tempa Rossa’, ha così informato la Commissione Europea, rilevando una possibile violazione della Convenzione di Aarhus da parte dello Stato Italiano.

La Convenzione di Aarhus, recepita dall’UE, sul diritto all’informazione ambientale, prevede all’art.4:

‘6. Ciascuna Parte provvede affinché, nei casi in cui le informazioni sottratte all’obbligo di divulgazione in forza del paragrafo 3, lettera c) e del paragrafo 4 possano essere stralciate senza comprometterne la riservatezza, le autorità pubbliche rendano disponibili le rimanenti informazioni richieste. 7.(…) La notifica deve precisare i motivi del diniego e fornire informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso di cui all’articolo 9. Il diniego deve essere comunicato quanto prima e comunque entro il termine di un mese, a meno che la complessità delle informazioni non giustifichi una proroga, che in ogni caso non può essere superiore a due mesi a decorrere dalla richiesta.’

Legamjonici aveva osservato che sebbene il diniego fosse stato notificato per iscritto, la notifica non ne dettagliava i motivi, non forniva informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso e non forniva i dati con l’omissione di informazioni non divulgabili. Questo ha impedito alla richiedente –Daniela Spera– di poter agevolmente, e nei tempi indicati dalla legge, presentare ricorso interno nella sede opportuna, anche perché il diniego è stato comunicato con estremo ritardo (oltre 3 mesi senza alcun avviso di proroga).

La Commissione europea, inserendo il contenzioso in uno specifico caso EU Pilot, ha chiesto all’Asl di Taranto, tramite la Struttura di Missione per le Procedure d’Infrazione presso la Presidenza dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, di fornire i dati richiesti per non incorrere in una procedura d’infrazione. L’Eu Pilot infatti é un meccanismo di risoluzione dei problemi e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri che si sviluppa nella fase antecedente l’apertura formale della procedura di infrazione. In seguito all’intervento della Commissione Europea, la Asl di Taranto ha fornito i dati richiesti.

Il comitato Legamjonici accoglie con soddisfazione il risultato ottenuto ma vigilerà affinché tutte le informazioni sui livelli di contaminazione del Mar Piccolo e del Mar Grande, per diversi inquinanti, siano rese immediatamente disponibili. E’ evidente che in Italia per poter esercitare un diritto è necessario rivolgersi alle autorità europee e da questo momento in poi Taranto è nel mirino della Commissione Europea anche in merito al rispetto del diritto all’informazione.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO (11.1.2016)

IL GRANDE INGANNO DEL GOVERNO

Sulle trivellazioni petrolifere la Regione Puglia difenda la propria dignità e il proprio ruolo

Il nuovo anno ha portato in dono ai pugliesi un nuovo permesso di ricerca petrolifera: quello noto convenzionalmente come B.R274.EL, rilasciato alla Petroceltic Italia srl al largo delle coste del Gargano, per la durata di sei anni, che si aggiunge agli altri undici già rilasciati a partire da giugno scorso, ma non ancora attivati dal MISE. Altro che smobilitazione petrolifera.

Il permesso, che ha il grande sapore della beffa, è stato rilasciato dal MISE e pubblicato sul BUIG del 31 dicembre 2015, il giorno prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità che, di fatto, ne avrebbe determinato il preavviso di rigetto e la successiva riperimetrazione (in quanto, pur di poco, parzialmente interferente con la linea delle 12 miglia marine dalla costa).

E’ questo uno degli atti che dimostra come il restyling normativo sul tema degli idrocarburi, previsto dal Governo nella Legge di Stabilità sia l’ennesima presa in giro a danno dei territori, questa volta con l’intenzione di eludere i referendum.

A questa conclusione è giunta anche la Corte di Cassazione che, con un’Ordinanza emessa l’8 gennaio, ha riammesso il referendum sul mare (quello sulle dodici miglia marine) chiarendo che l’emendamento introdotto dal Governo non soddisfa la proposta referendaria ma, anzi, tende a raggirarla. Alcuni permessi di ricerca, infatti, verrebbero “congelati” nelle stanze del Ministero, in attesa di tempi migliori e di una nuova svolta normativa (che il Governo spera possa esservi in autunno prossimo, con il referendum costituzionale che dovrebbe riconsegnare la potestà energetica nelle mani del Governo).

Per altri due quesiti (durata dei permessi e Piano delle Aree) le Regioni promotrici del referendum stanno sollevando il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti del Parlamento. Nel caso in cui la Corte Costituzionale riconoscesse il tentativo di elusione, verrebbero annullate le modifiche parlamentari su quei due argomenti e si potrebbe celebrare il referendum su tre quesiti.

Tutti elementi a conferma di una trappola ben studiata da parte del Governo, ordita alle spalle dei territori e finanche dei Consigli Regionali che, su pressione dei movimenti notriv e di duecento associazioni ambientaliste e non, avevano promosso il referendum, il cui spirito viene completamente tradito.

La Puglia, attraversata da una serie di scempi ambientali, ha visto i suoi cittadini diventare in questi anni protagonisti della richiesta di cambiamento che, sul tema delle trivellazioni petrolifere, ha portato a grandi manifestazioni di piazza, assemblee permanenti e a una deliberazione del consiglio regionale all’unanimità a pieno sostegno dei quesiti referendari.

Ecco perché, mai come in questo momento in cui le avances del Governo si fanno sottili e ambigue, è quanto mai necessario un cambio di passo sostanziale, che restituisca dignità all’ente regionale e dimostri ai pugliesi la volontà di essere protagonisti di un percorso reale di ridiscussione delle politiche energetiche, fatto senza pregiudizi ma anche senza costrizioni.

La Regione Puglia ha dato procura per promuovere il conflitto di attribuzione. Un atto importante, cui devono seguirne altri, tesi a rafforzare il peso reale dei territori e a prendere adeguate precauzioni contro gli attacchi perpetrati a due passi da casa nostra.

Chiediamo al Presidente Emiliano e al Consiglio Regionale una serie di atti urgenti e indifferibili:

  • di diffidare formalmente il Ministero dello Sviluppo Economico a provvedere all’immediata emanazione ed alla conseguente pubblicazione sul BUIG dei decreti di rigetto per i procedimenti tuttora in corso entro le dodici miglia e a dare preavviso di rigetto per quelli parzialmente interferenti (tra questi ricadono diversi permessi che riguardano la Puglia)
  • di chiedere formalmente al Ministero dello Sviluppo Economico, con riguardo al progetto “Tempa Rossa”, che le autorizzazioni rilasciate per l’ampliamento delle infrastrutture, siano riviste sulla base di una reale intesa con la Regione e non secondo procedura semplificata, così come ripristinato secondo le nuove norme della Legge di Stabilità. La regione si faccia, dunque, portavoce delle istanze del territorio in maniera forte e chiara.
  • di ricorrere al TAR contro il permesso di ricerca B.R274.EL , rilasciato alla Petroceltic Italia srl, al largo delle coste del Gargano

Se fosse rimasto qualche dubbio sulle reali intenzioni del Governo, ci poniamo questa domanda finale: cosa se ne fa Petroceltic di un permesso di ricerca se, per quelle stesse aree, secondo le nuove norme, non potrà mai avere un permesso per trivellare?

 

 

Comitato No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili, Comitato per la Tutela del Mare del Gargano, Comitato No Trivelle Capo di Leuca, Rete No Triv Gargano, A.B.A.P. Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, Comitato Tutela Porto Miggiano, Movimento Stop Tempa Rossa, Legamjonici, Movimento ambientalista di tutela del Gargano, Gargano libero, Capitanata in rete, Gruppo Archeologico Garganico Silvio Ferri, No Triv Taranto, No Triv Trani, Garganistan, Coordinameno No Triv –Terra di Bari.

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Progetto petrolifero ‘’Tempa Rossa’’. Appello al Presidente della Regione Puglia.

Il progetto ‘’Tempa Rossa’’, com’è noto, prevede lo stoccaggio e la movimentazione di 2,7 milioni di tonnellate annue di greggio estratto dall’omonimo giacimento in Basilicata. Tale greggio sarà poi stoccato in due enormi serbatoi situati nella raffineria di Taranto e trasportato verso altre raffinerie. Questo comporterà un imponente aumento del traffico di petroliere in Mar Grande, nel Golfo di Taranto, ed avrà conseguenze di natura ambientale sia in fase di stoccaggio sia in fase di movimentazione, oltre a determinare un aumento del rischio di incidenti rilevanti.

Il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto. L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria dovrà essere rilasciata previa intesa con la Regione Puglia, come previsto dalla legge.

Com’è noto, le modifiche presentate dal Governo alla legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento accolgono alcuni quesiti referendari, tra i quali quello relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012, riguardante le infrastrutture strategiche, nel testo modificato dal Parlamento nel dicembre del 2014.

Lo scorso anno, infatti, il Parlamento è intervenuto su alcune previsioni di quel decreto, stabilendo che tanto per le infrastrutture e gli insediamenti strategici, quanto per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria e, più in generale, per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi – quand’anche localizzate al di fuori del perimetro delle aree date in concessione di coltivazione – le autorizzazioni relative debbano essere rilasciate d’intesa con le Regioni interessate, secondo una procedura semplificata da far valere nell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato in caso di mancato accordo con le Regioni.

Ebbene, la proposta referendaria, al momento al vaglio della Corte costituzionale, mira ad abrogare la possibilità che, per le ipotesi citate, lo Stato possa esercitare il potere sostitutivo secondo la procedura semplificata disciplinata dalla legge n. 239 del 2004. Questa abrogazione è ora accolta dal Governo nel pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016.

Alla luce di tutto ciò, è necessario rivolgere un appello al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano affinché chieda al Ministero dello Sviluppo Economico di voler dare applicazione alla nuova e più garantista normativa prima che sia rilasciata l’autorizzazione sull’adeguamento della raffineria di Taranto, in modo da giungere ad un effettivo accordo con la Regione Puglia. Nel caso di mancata intesa sul progetto, si chiede, per conseguenza, che il Governo nazionale avvii una reale trattativa con la Regione, nel rispetto del principio di leale collaborazione, pietra angolare del quesito referendario ed anche della modifica normativa.

Il governo regionale di Puglia è pertanto chiamato ad una importante prova di reale rappresentanza delle istanze dei territori, dei cittadini, delle associazioni, avendo un’occasione per dimostrare un notevole cambio di tendenza nelle modalità di coinvolgimento e di ascolto della volontà collettiva.

Si invitano i comitati, le associazioni e i movimenti che hanno a cuore il futuro dei nostri territori a sottoscrivere il presente appello, affinché le decisioni in ordine alla realizzazione delle opere nel nostro Paese non siano solo appannaggio dello Stato centrale, ma siano condivise anche con le collettività territoriali.

Taranto, 21 dicembre 2015.

Movimento Stop Tempa Rossa

Coordinamento Nazionale No Triv

Per aderire scrivere a: legamionici@gmail.com

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28/12/2015, RIUNIONE PRESSO PALAZZO DI CITTA’

Ecco quanto abbiamo proposto al Comune di Taranto il 28 dicembre 2015:

Si è svolto il 28/12/2015 alle ore 15.00, presso Palazzo di Città a Taranto, un incontro urgente con il Sindaco di Taranto, membri della Giunta Comunale e avvocatura del Comune di Taranto

All’incontro è stato invitato anche il Comitato LEGAMJONICI.

Di seguito le proposte avanzate da Legamjonici anche a nome dei movimenti che si oppongono al progetto ‘Tempa Rossa’.

RELAZIONE PRESENTATA DA LEGAMJONICI, 28/12/2015, RIUNIONE PRESSO PALAZZO DI CITTA’, DISCUSSIONE SU PROGETTO TEMPA ROSSA

 Relaziona Daniela Spera (Legamjonici).

 Il progetto presenta numerose criticità:

 

  1. Sicurezza. Direttiva Seveso: la più rilevante riguarda la resistenza degli impianti ad una potenza del vento pari a 100 km/h – molto inferiore rispetto alla potenza di un evento identificato come ‘tornado’ o ‘tromba d’aria’-. In ogni caso tale problematica pone dei rischi di eventi incidentali che necessariamente non resterebbero confinati all’interno della raffineria. Questa, insieme ad altre criticità è stata sollevata da Legamjonicial Comitato Tecnico Regionale, che, ritenendola pertinente, l’ha inserita come prescrizione nel rapporto preliminare di sicurezza. A nostro avviso questo è un aspetto sostanziale che richiede la riprogettazione degli impianti proposti per il progetto ‘Tempa Rossa’. Non si hanno notizie in merito al rapporto definitivo di sicurezza nel quale Eni deve specificare gli interventi migliorativi che intende attuare.
  2. Ambientali. Oltre a fenomeni ulteriori di inquinamento provocati dall’aumento del traffico di petroliere, ci sarà a) un aumento del 12% delle emissioni diffuse e fuggitive; b) un aumento di emissioni convogliatepari a 26 tonnellate annue di VOC (composti organici volatili)- come riportato nello Studio di Impatto ambientale presentato da Eni nel 2011-.

Nel caso a) non specificano chiaramente come intendono abbattere tali emissioni ma si limitano a far riferimento a miglioramenti tecnologici previsti dall’A.I.A. della stessa raffineria.

Nel caso b) specificano miglioramenti tecnologici, attraverso l’installazione di impianti di recupero vapori descritti come ‘tecnologicamente avanzati’ che, secondo l’azienda, porterebbero a ridurre a 2 tonnellate annue quelle emissioni – che comunque sarebbero aggiuntive– Tuttavia il progetto di tali impianti è stato sottoposto al parere di Arpa Puglia che in via preliminare ha evidenziato molti aspetti critici e poco chiari sul loro funzionamento, consigliando di sottoporre a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il progetto.

  1. Inoltre sottoporre a VIA gli impianti di recupero vapori è fondamentale anche alla luce dei chiarimenti chiesti da Legamjonici ad Arpa Puglia, relativamente alla natura degli idrocarburi recuperati e immessi in atmosfera. Come confermato dai tecnici dell’Arpa non viene mai fatta una esplicita distinzione tra idrocarburi alifatici e idrocarburi aromatici nel documento presentato dal proponente. Se infatti il recupero (che porterebbe ad un abbattimento dei VOC) riguardasse solo gli alifatici, di conseguenza gli idrocarburi che sarebbero rilasciati in atmosfera sarebbero quelli aromatici che sono i più pericolosi per la salute umana.
  2. La Regione Puglia ha infatti espresso parere negativo proprio per le ragioni descritte da Arpa Puglia, parere ufficializzato con Delibera di Giunta Regionale della Puglia n. 1948 del 3.11.2015.
  3. Nonostante il parere di Arpa Puglia, il Ministero dell’Ambiente in data 17/12/2015ha concluso con l’esclusione dalla VIA degli impianti di recupero vapori. Avverso tale provvedimento è ammesso ricorso al TAR entro 60 gg e al Capo dello Stato entro 120 gg.
  4. Infine, il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto. L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria dovrà essere rilasciata previa intesa con la Regione Puglia, come previsto dalla legge. Per tali ragioni il ‘Movimento Stop Tempa Rossa’ (costituito da 40 associazioni) e il Coordinamento Nazionale No triv (200 associazioni) hanno promosso un appello al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. 

Per quanto sopra esposto, Legamjonici convocata dal Comune di Taranto, per discutere in merito al progetto ‘Tempa Rossa’,

Chiede:

Che il Comune di Taranto ribadisca la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa, nonostante l’annullamento da parte del TAR della Delibera comunale del 5/11/2014;

 Che il Comune di Taranto, alla luce dell’ultimo provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico, chieda al Presidente della Regione Puglia e a tutta la Giunta di farsi portavoce delle istanze di associazioni, movimenti e del Comune di Taranto che hanno espresso la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa;

 Che il Comune di Taranto inviti la Regione Puglia a presentare ricorso contro il provvedimento del 17/12/2015 con il quale il Ministero dell’Ambiente esclude dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) gli impianti di recupero vapore;

 Che il Comune di Taranto si associ all’appello lanciato dal Movimento Stop Tempa Rossa e dal Coordinamento Nazionale No Triv affinchè le decisioni in ordine alla realizzazione delle opere del nostro territorio non siano solo appannaggio dello Stato centrale, ma siano condivise con le collettività territoriali.

I movimenti del territorio contrari al progetto Tempa Rossa non accettano royalties né compensazioni, pertanto non avanzano proposte in tal senso.

Tali compromessi rappresentano una implicita accettazione di progetti che portano alla distruzione di un territorio e che mettono a rischio la salute pubblica.

Taranto, 28 dicembre 2015

Daniela Spera

Presidente del Comitato Legamjonici e portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa.

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Aderenti all’appello:

Legamjonici contro l’inquinamento

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comitato Taranto Lider

Associazione tamburi 9 luglio 1960

Associazione “Primalepersone” per l’Assemblea Permanente
Coordinamento NoTriv Terra di Bari

Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”
Gruppo Fuoritempo
Un Muro Contro Il Petrolio
Mediterraneo No triv
Ass. Circolo Culturale Chaikhana
Altra Liguria
Garganistan Movement
Adesione dell’Associazione DEMOS di Teramo
Associazione Karakteria
Associazione di volontariato Zero Waste Sicilia
Italia Nostra, sezione del Vulture Alto Bradano
Associazione di Bed and Breakfast”Parco Maiella Costa Trabocchi”(Abruzzo)
Gruppo RottamaItalia (Ravenna)
Social LAB onp

Liberi cittadini:

Ilaria Filomeno,Elio Rindone,Adriana Venuti, Alfonso Scioscia,Giuseppe D’aloia, Cosima Patronelli,Stefano Ancona, Giuseppe Ritelli, Mariangela Giordano,Antonella Caleandro,Roberto Missiani,Rossella Baldacconi,Rosanna Rizzi,Nicolina Di Gesualdo,Giovanna Bellizzi,Elda Nobile,Elisa Marini,Luigia Scarlato.

Inoltre aderiscono i seguenti movimenti:

Attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo Taranto

Meetup Amici di Beppe Grillo Molfetta

Meetup “Cittadini in MoVimento” di Cellino San Marco (BR)

MeetUp Grottaglie 5 Stelle – Amici di Beppe Grillo

Meetup Salentini Uniti con Beppe Grillo

Movimento civico Taranto Respira

Movimento Stop Tempa Rossa: Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Legamjonici contro l’inquinamento, Peacelink, Fondo Antidiossina Onlus, Taranto LIDER (Libere Iniziative per la Diversificazione Economica e la Riconversione), AUT (Artisti Uniti per Taranto), Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata,AIL TARANTO, Associazione Italiana Leucemie Linfomi e Mielomi sezione di Taranto ONLUS, Comitato Cittadino e Referendario Taranto Futura, WWF Taranto, Legambiente Taranto, NoScorie International, Associazione “Laboratorio per Viggiano”, OLA (Organizzazione lucana ambientalista), Social LAB ONP Grottaglie, Jonian Dolphin Conservation – TARANTO, Associazione culturale “Articolo 9 “(Salerno), Centro Culturale Filonide, ASSO-CONSUM TARANTO, MEDITERRANEO NO TRIV, Associazione Made in Taranto, Associazione “Produrre Salute” sezione di Taranto, Comitato Filovita, Comitato per Taranto, Associazione FUTURA (Venosa, PZ), Comitato “Tito No Biomassa”, Associazione Kyrios (Roma), Associazione Culturale Hermes Academy Onlus, Arcigay Taranto, Associazione Puglia Internazionale, Associazione di Salvaguardia dell’ambiente e tutela del territorio LUCANAPA, Associazione Il Teatro degli Amici di Taranto, Associazione culturale ReSet  (Palagiano-TA), Sud Project Camp – Laboratorio Aperto nelle Piazze del Sud, Centro di Educazione Ambientale (CEA)-Mottola (TA), Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (A.B.A.P.), Albina Colella (Professor of Geology, Department of Science, University of Basilicata), Simonetta Zandiri – TGMaddalena – Redazione Indipendente per la  libera Informazione sulla lotta al TAV, Roberto Giurastante (TLT), Vincenzo Pirlo (TA)-(fondatore e amministratore del gruppo Fb “Sei di Taranto se…”), Solfrizzi Francesco (TA)-(Gruppo fb “Sei di Taranto se…”), Elvira Tarsitano, Presidente Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (A.B.A.P.), Tatiana Branca, Ingegnere, project manager in materia di sostenibilità ambientale nei porti (Ten Ecoport)

Adesioni di liberi cittadini:Piero Piliego (TA), Eleonora Massafra, Crispiano (TA), Incorvaia Salvatore Grottaglie (TA), Paola Lippo (TA),Filomeno Cafagna (Trani-BAT),Alessia Tagliente (TA),Giuseppe Damiano Nuzzo (TA),Gaspare Ressa (TA),Carmela Iosco (TA),Giuseppe Carovigno (TA),Giampiero Lovelli (TA),Umberto Nigro (TA),Nadia Strusi (TA),Gianluca Casamassima (TA),Cristina Pulpo (TA),Leonardo La Porta (TA),Anna Maria Netti (TA),Angelo Colucci Crispiano (TA),Salvatore Uncini (TA),Giuseppe Lopatriello (TA),Tumminia Angela (TA),Sardella Vito, Lama (TA),Nicola Granieri (TA),Renata Campora (TA),Tiziana Rizzo (TA),Marinella Monfredi (TA),Massimiliano Onorato (TA),Alberto Zara (LE),Giuseppe Maldarizzi (TA),Valentina Pastorizia (TA),Domenico Deandri (TA),Giovanna Russo (TA),Nicola Trisolini Palagianello (TA),Simona Sebastio (RG),Adele Labile (TA),Antonio Martire (TA),Patrizia Masella (TA),Oronzo Rinaldi (TA),Fiorentino Pignatelli (TA),Raffaella Basile (TA),Gianfranco Valente Mottola (TA),Donato Ditaranto Montescaglioso (MT),Claudio D’Ingeo (TA),Iolanda Fischetti (TA),Ida Gatto (TA),Serena Battista (TA),Donato Iurlaro (TA),Angelo Sgobio (TA),Marco Caliandro (TA),Lorenzo Morrone (TA),Franco Guarini (TA),Giada Fuggiano Lama (TA),Mary Bruno (TA),Daniele De Cristofaro (TA),Paolo Castronovi (TA),Maria Gatto (LE),Annalisa Conte (TA),Cinzia Zaninelli (TA),Osvaldo Milani (TA),Pietro Caroli (TA),Donatella Convertino (TA),Giuseppe Laviola (TA),Marco Scialpi (TA),Agnese Lincesso (TA),Raffaella Quaranta (TA),Gabriella Titoto (TA),Danilo Panico (TA),Stefania Bellanova (TA),Maria Vivenzio (TA),Maria Fornaro (TA),Antonietta Terribile (TA),Annarita D’Errico (TA),Ruggiero Graziano Crispiano (TA),Massimiliano Fabbrizzi (TA),Loredana Latagliata (TA),Monica Nitti (TA),Domenico Votano (TA),Cosimo Rivizzigno (TA),Gennaro Viesti (TA),Alfonsina Diletto (TA),Mario Corrado (TA),Francesco Gaudio (TA),Carmine Cua (TA),Mario Roberti (TA),Nicola Morgese (TA),Lea Cifarelli (TA),Vandina Stella (TA),Stefano Lanucara (TA),Maria Cristina Chiulli (TA),Tommaso De Roma (TA),Mina Lafratta (TA),Ivan Leone, Oppido Lucano (PZ),Emanuele De Gasperis (TA), Andrea Aurelio (TA), Valentina Monetti (TA), Domenico Deandri (TA),Mauro Santoro (TA),Livianna Annicchiarico (TA), Umberto Celano (TA),Enrica Tessari, Leporano (TA), Adele De Giorgio (TA), Francesco Pugliese (TA),Licia Traetta (TA), Clementina Vivenzio, San Giorgio Jonico (TA),Mimmo Marra (TA), Amelia Quarto, Leporano (TA),Elena Casto (TA), Virginia Mariani, Mottola (TA),Palmisano Maria Rosaria (TA),Simona Pantaleo (TA), Stefania D’Elia (TA), Romano Latagliata (TA), Anna Laura Elefante, Carovigno (BR), Danilo Di Lorenzo, Palagiano (TA), Vanni Basso (TA), Pedone Antonella (TA), Teresa Leone (TA), Noemi Lucia Strusi (TA), Lorenzo Martina (TA),Fabiola Vasco (TA), Alessandra Fiusco (TA),Giancarlo Caracciolo (TA), Antonio Malavasi, Policoro (MT), Pasquale Loconsole (TA), Valeria Rotondo (TA), Adriana Paternuosto (TA), Azzurra Tacente (MI), Lucia Iannelli (TA), Alexandro Strusi (TA), Valeria Di Lonardo (TA), Enzo Di Salvatore (TE), Gaetano Pepe (TA)

Movimenti ed esponenti politici che sostengono le motivazioni del movimento ‘Stop Tempa Rossa’: Associazione Radicali Lucani, Bolognetti Maurizio (Associazione Radicali Lucani), Bonelli Angelo (portavoce nazionale dei Verdi), D’Amato Rosa (europarlamentare M5S circoscrizione SUD), Federazione Nazionale dei Verdi, Liberiamo la Basilicata, Meet Up Taras in MoVimento, Meet Up 192-Amici di Beppe Grillo Taranto, Meet Up Amici di Beppe Grillo San Marzano di San Giuseppe, Meet Up Manduria Cinque Stelle, Meet-up “Ginosa marina a 5 stelle”, Meetup “Grilli di Trani”, Trani (BT),Meetup “Palagianello in MoVimento” di Palagianello (TA), Meetup Amici di Beppe Grillo Crispiano, Meetup Castellaneta Aperta M5S Beppe Grillo, Meetup Movimento 5 Stelle Francavilla Fontana, Meetup di Mottola, Meetup Putignano in MoVimento, Melchiorri Alceo (Lucani in Europa), Movimento di Insorgenza Civile – delegazione di Bari Partito del Sud – Puglia, Taranto Respira, Verdi Taranto.