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eni 8 luglioE’ stata pubblicata nella sezione “Albo Pretorio” del Comune di Taranto la determina con cui si propone Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, avverso l’autorizzazione del 20/02/2015, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente . Il ricorso espone i dubbi di legittimità esposti il 3 Marzo in conferenza stampa dal comitato Legamjonici, che annunciava a mezzo stampa l’autorizzazione  ad avviare la costruzione delle opere connesse al progetto ‘Tempa Rossa’ , in particolare il prolungamento del pontile petroli ENI , facendo notare che l’autorizzazione ministeriale appariva come una volontà di voler accelerare la costruzione del progetto, attraverso un espediente atto a superare l’ostacolo delle bonifiche.

L’allarme del comitato ha indotto il consigliere Angelo Bonelli a presentare una mozione affinchè il Consiglio Comunale impugnasse  l’atto autorizzativo.

Legamjonici provvedeva nel frattempo a depositare il provvedimento ministeriale presso gli uffici del Comune di Taranto, facendo così decorrere da quel momento i termini utili per proporre ricorso al Presidente della Repubblica.

Tuttavia nel mese di Giugno la situazione non è ancora chiara e Legamjonici accende nuovamente l’attenzione sulla questione:

https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/2015/06/15/tempa-rossa-il-punto-della-situazione-rassegna-stampa/

Apprendiamo inoltre dalla stampa che la Procura di Taranto ha  iscritto otto persone, tra cui sei dipendenti ENI,  nel registro degli indagati con l’accusa di getto pericoloso di cose in concorso e violazione di alcuni punti del testo unico sull’ambiente. I reati contestati si riferiscono all’ emissione di sostanze odorigene nocive, rilevate anche dall’Arpa, oggetto di diffida anche del Ministero dell’ Ambiente, ma sempre respinti al mittente da parte di Eni. I piani di monitoraggio infatti sono sempre risultati evasivi nella metodica attuata dall’azienda e oggetto di contestazione dell’Arpa.  A tal proposito, si ricorda che una sentenza del 2013 non convalida l’autorizzazione all’esercizio di una azienda che risulti non essere conforme alla normale tollerabilità delle emissioni odorigene e non può nemmeno essere fondatamente sostenuto che è sufficiente, per ottenere l’autorizzazione integrata ambientale, rispettare le Bat : l’applicazione del principio comunitario di precauzione infatti, al di là dell’assenza di limiti di legge, mira  a tutelare il diritto alla salute. Legamjonici ha da tempo sottolineato la possibilità di fermare l’attività di un’azienda anche solo sulla base di questo principio fondamentale.

AGGIORNAMENTO : In data 10 Agosto 2015, ENI ha presentato atto di opposizione al ricorso straordinario del Comune, chiedendo che fosse deciso dal T.AR. giurisdizionale. Il Comune ha deciso di costituirsi al T.A.R, come si evince dalla determina apparsa nell’albo pretorio. Inoltre ulteriori determinazioni sulla vicenda potranno avere luogo il 7 Ottobre, a seguito dell’inammissibilità del ricorso presentato da ENI al T.A.R in data 17 Aprile 2015 contro il Comune per non aver dato seguito alla domanda di permesso di costruire presentata il 2 Dicembre 2013. Ricordiamo che il T.A.R. si è espresso a favore dell’ENI sul ricorso avverso la delibera n. 123 del 2014 , che ha  annullato tale atto nella parte in cui ha escluso dalla variante al PRG di Taranto le opere relative al progetto Tempa Rossa.

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http://cronachetarantine.it/index.php/primo-piano/item/4417-tempa-rossa-legamjonici-situazione-confusa

http://www.inchiostroverde.it/tempa-rossa-legamjonici-che-fine-ha-fatto-il-ricorso-del-comune/

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Gazzetta di Taranto 11 Marzo

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Taranto Oggi 11 Marzo



image description Com’è noto, l’Autorità portuale ha dichiarato un eventuale ricorso al Tar contro la delibera comunale del 5 novembre 2014 che ha espresso parere negativo al prolungamento del pontile Eni, sostenendo che esso era già previsto in quanto funzionale alla raffineria, indipendentemente dalla realizzazione del progetto Tempa Rossa. La necessità di prolungare il pontile è giustificata dal piano regolatore portuale solo se è previsto un aumento della produzione o dell’export di greggio. In passato progetti a cui esso doveva essere funzionale non sono stati autorizzati. Non sono chiari pertanto i motivi che giustificano tale opposizione da parte dell’Autorità Portuale. Fatta eccezione per il progetto ‘Tempa Rossa’, non sembrano infatti essere previsti altri ampliamenti della capacità di movimentazione e/o raffinazione del sito Eni di Taranto. Il progetto ‘Tempa Rossa’ tuttavia fa riferimento nello Studio di Impatto Ambientale anche alla movimentazione del greggio Val d’Agri. A garanzia di una corretta e trasparente informazione per la cittadinanza di Taranto, il comitato Legamjonici si impegnerà a riportare in sede parlamentare specifiche richieste rivolte al Ministero dell’Ambiente. In particolare chiederà che il Ministero dell’Ambiente:

  • si adoperi affinché attui gli opportuni accertamenti che facciano luce sugli effettivi quantitativi di greggio oggi movimentato dalla Val d’Agri verso la raffineria di Taranto e destinati allo stoccaggio ed export verso altre raffinerie;
  • si accerti che il prolungamento del pontile petroli Eni non sia funzionale oltre che per il progetto ‘Tempa Rossa’, che prevede l’aumento della capacità di movimentazione del petrolio proveniente dall’omonimo giacimento, anche per un aumento della capacità di movimentazione del petrolio proveniente dalla Val D’Agri;
  • acquisisca dall’Autorità Portuale, o da Enti competenti, le motivazioni che hanno spinto in passato ad inserire ugualmente il prolungamento del pontile petroli Eni nel piano regolatore portuale, nonostante i progetti (Agip 2000, Taranto Plus) ai quali esso era funzionale, non abbiano ricevuto parere positivo di compatibilità ambientale e quindi non abbiano comportato nessun ampliamento delle attività Eni;
  • fornisca delucidazioni circa la legittimità di inserire all’interno di un procedimento riguardante nello specifico il progetto ‘Tempa Rossa’ anche riferimenti alla movimentazione e stoccaggio del greggio proveniente dalla Val d’Agri, dato che non c’è chiarezza circa i quantitativi di greggio oggi movimentati o che saranno movimentati in futuro.

Inoltre al Ministero dell’Ambiente si chiederà la revoca del decreto DVA – DEC- 2011 – 0000573 del 2011 (provvedimento di VIA/AIA progetto Tempa Rossa), alla luce dei risultati dell’aggiornamento dello studio SENTIERI, applicando il principio di precauzione raccomandato dallo stesso studio in modo tale che ‘sia rafforzata l’attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali.’

Comunicato Stampa del 13/12/2014

Comitato ‘Legamjonici contro l’inquinamento’

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