CHI SIAMO

Il Comitato “LEGAMJONICI” nato nel 2010 col nome Taranto Libera (www.tarantolibera.it), si pone come obiettivo l’unione di intenti nella tutela dell’ambiente e della salute rivolgendosi ai cittadini di tutta l’area jonica. I principi promotori sono i seguenti:

  • Applicazione del principio di massima precauzione e prevenzione primaria con istituzione di mappe epidemiologiche;
  • Superamento dell’attuale scenario industriale con programmazione di alternative economiche diversificate che tengano conto delle reali vocazioni del territorio;
  • Posizione di interlocuzione nei confronti della classe politica e degli enti preposti alla tutela della salute pubblica;
  • Promozione di una produzione energetica pulita che utilizzi le fonti rinnovabili in maniera razionale.

 METODO DI LAVORO

IL “Comitato Legamjonici” è un Comitato autonomo, apartitico e senza fini di lucro. Possono aderire al Comitato tutti i cittadini a titolo individuale. Il Comitato, essendosi spontaneamente costituito, non attua campagne di tesseramento ma si avvale solo della sensibilità del cittadino cosciente.

Il Comitato è rappresentato da un responsabile/portavoce che è il fondatore stesso dei principi che guidano le sue attività. Il responsabile, in accordo con i membri, attribuisce dei ruoli anche intercambiabili ad ogni soggetto sulla base della propensioni individuali e su proposte dei membri stessi.

Il Comitato può aderire come soggetto autonomo a comitati e reti di associazioni e/o comitati.

Nel rispetto della propria autonomia, per il raggiungimento di alcuni obiettivi o per lo svolgimento di alcune iniziative, il Comitato può collaborare o coordinarsi con altri soggetti.

In appena due anni di attività, la presenza sul territorio del comitato si fa sentire su numerose problematiche: Eni, Ilva, ex Cemerad, Italcave, discariche, Tempa Rossa. Rileva l’assoluta necessità di indagini epidemiologiche anagrafiche di tutte le patologie inquinamento-correlate e lo fa attraverso un vero e proprio ‘martellamento’ mediatico. E’ inoltre sostenitore, tra le altre cose , di una vera e propria ‘Riconversione culturale’, oltre che industriale.

Daniela Spera2Dott.ssa Daniela Spera, Responsabile del comitato Legamjonici, dal 2010 in prima linea per la difesa del proprio territorio.

La Dott.ssa Daniela Spera, é Farmacista, laureata a Pisa in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, iscritta all’Ordine professionale dei Farmacisti della Provincia di Taranto, specializzata in Chimica organica, Ph.D. in Scienze Farmaceutiche, presso le Università di Parigi e Genova; co-autrice di 5 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali[1]; con esperienza di consulente tecnico di parte, per conto di alcune parti offese (Intini, Laera e Palmisano), collaborando nel corso del procedimento giudiziario svoltosi nel 2012, alla perizia chimico-ambientale, affidata agli esperti Sanna, Monguzzi, Santilli e Felici, dal giudice per le indagini preliminari, la Dott.ssa Patrizia Todisco, nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva di Taranto. Scrive consulenze tecniche.

Breve storia.

Ritornata nella sua provincia (Taranto) decide di dedicarsi ad una battaglia che da tempo aveva tra i suoi obiettivi: la tutela dell’ambiente, delle risorse del proprio territorio ma soprattutto la tutela della salute della propria gente. Vuole farlo mettendo a disposizioni le proprie competenze e la propria determinazione.

Gli ostacoli sono infiniti poichè si scontra, insieme al comitato che costituisce, contro strapoteri industriali che tengono sotto scacco una intera provincia attraverso l’efficace mezzo del ricatto occupazionale.

  • Nel dicembre 2010 viene scelta, per la prima volta nella storia dell’ambientalismo tarantino, come consulente tecnico di parte per conto di 3 allevatori, costituitisi parte civile nell’incidente probatorio (ancora in corso) che vede indagati diversi vertici Ilva per disastro ambientale. Daniela Spera partecipa all’incidente probatorio e fornisce il suo contributo:

http://tarantolibera.wordpress.com/2010/12/03/iniziato-incidente-probatorioilva-sotto-accusa-per-disastro-doloso-e-colposo/

  • Nel 2011 rileva la pericolosità dal punto di vista ambientale e della sicurezza del progetto Tempa Rossa conducendo l’attività di informazione e di opposizione in tutte le sedi, anche al Parlamento Europeo dove presenta una petizione.
  • La sua storia colpisce la giornalista- scrittrice Cristina Zagaria che scrive un romanzo dal titolo ‘Veleno‘ che viene portato nelle scuole attraverso il progetto culturale ‘E’ viva Taranto’.
  • Nel 2013 promuove il primo ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti Umani con sede a Strasburgo sul caso Ilva, denunciando il Governo per aver tutelato le ragioni del privato attraverso i vari decreti ‘Salva-Ilva’ e disapplicando il principio di precauzione, mettendo a rischio la popolazione tarantina. L’Italia oggi è sotto processo.
  • Nel 2014 è portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa. L’azione di pressione svolta negli anni genera preoccupazioni nei petrolieri che tentano di avvicinarsi agli ambientalisti. Total contatta la Dott.ssa Daniela Spera per un confronto pubblico sul progetto Tempa Rossa (video reperibile online). Nel frattempo cercano l’appoggio del governo con un emendamento di legge specifico per accelerare il progetto. Tutto questo emerge nello scandalo intercettazioni esploso nel maggio del 2016 che ha portato alle dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

contatti: legamionici@gmail.com oppure danielasp.ds@libero.it. Cell: 3408458144

Team direttivo di Legamjonici: Dott.ssa Daniela Spera, Avv. Sandro Maggio, Licia Traetta, Nicolina Di Gesualdo,  Enza Spera. Si avvale di collaboratori.

 

 

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