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Taranto. È prevista a partire dal 17 luglio a Taranto una tre giorni di incontri con una delegazione della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo. La missione è finalizzata a raccogliere informazioni e a conoscere la situazione ambientale e sanitaria del capoluogo ionico. Temi centrali: Ilva ed Eni. I membri della delegazione, infatti, visiteranno lo stabilimento Ilva e la raffineria Eni e ascolteranno le associazioni titolari di petizioni e altre ONG (Organizzazioni Non Governative). Il Comitato Legamjonici, che sarà presente in tutti gli incontri, relazionerà anche il 19 luglio in merito alla petizione presentata nel 2011 sul progetto Tempa Rossa. L’intero programma è consultabile qui.

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Bandiera-Unione-Europea-409x240Comitato Legamjonici, contro l’inquinamento.

Comunicato Stampa

27/04/2016

Progetto Tempa Rossa, Taranto. Inviate nuove informazioni alle autorità europee.

  

Progetto Tempa Rossa. Il comitato Legamjonici ha inviato nuove informazioni alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.Com’è noto, il comitato Legamjonici è titolare della petizione che riguarda il progetto Tempa Rossa a Taranto. Tale petizione, che solleva principalmente le criticità legate alla direttiva Seveso e all’inquinamento delle risorse ittiche locali derivante da attività antropiche, è stata accolta nel 2011 ed è, ancora oggi, oggetto di attenzione da parte della Commissione Europea e del Parlamento Europeo. Nel gennaio del 2015 la Commissione per le petizioni ha ritenuto necessario continuare a vigilare sulla corretta applicazione della normativa europea, decidendo di tenere aperta la petizione, a supporto della quale il comitato Legamjonici ha recentemente inviato ulteriori informazioni. Le integrazioni riguardano quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza con particolare riferimento all’approvazione dell’emendamento finalizzato a favorire lo sblocco delle procedure autorizzative. Si rende noto, infine, che l’Eni non ha ancora consegnato il Rapporto di Sicurezza Definitivo per il progetto Tempa Rossa. E’ di oggi la conferma da parte del Comitato Tecnico Regionale della Puglia che, lo ricordiamo, nel 2013 aveva accolto le osservazioni, integrate come prescrizioni, del Comitato Legamjonici.

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Ad attivare la Commissione Europea è stato il Comitato Legamjonici che aveva denunciato il diniego da parte della Asl di Taranto all’accesso alle informazioni riguardanti i dati di contaminazione da diossina e PCB di campioni di mitili antecedenti il 2008. Tali dati erano stati richiesti nell’ambito di un’inchiesta che la Commissione aveva avviato su sollecitazione di Legamjonici, che aveva segnalato il superamento dei valori di PCB e diossine, tra luglio 2011 e giugno 2012, nei mitili del primo seno del Mar Piccolo. Il diniego era stato motivato da parte della Asl con l’impossibilità di fornire le informazioni richieste per la presenza di ‘dati sensibili’.Legamjonici in occasione dell’incontro svoltosi a Bruxelles il 27 gennaio 2015, per la discussione del progetto ‘Tempa Rossa’, ha così informato la Commissione Europea, rilevando una possibile violazione della Convenzione di Aarhus da parte dello Stato Italiano.

La Convenzione di Aarhus, recepita dall’UE, sul diritto all’informazione ambientale, prevede all’art.4:

‘6. Ciascuna Parte provvede affinché, nei casi in cui le informazioni sottratte all’obbligo di divulgazione in forza del paragrafo 3, lettera c) e del paragrafo 4 possano essere stralciate senza comprometterne la riservatezza, le autorità pubbliche rendano disponibili le rimanenti informazioni richieste. 7.(…) La notifica deve precisare i motivi del diniego e fornire informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso di cui all’articolo 9. Il diniego deve essere comunicato quanto prima e comunque entro il termine di un mese, a meno che la complessità delle informazioni non giustifichi una proroga, che in ogni caso non può essere superiore a due mesi a decorrere dalla richiesta.’

Legamjonici aveva osservato che sebbene il diniego fosse stato notificato per iscritto, la notifica non ne dettagliava i motivi, non forniva informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso e non forniva i dati con l’omissione di informazioni non divulgabili. Questo ha impedito alla richiedente –Daniela Spera– di poter agevolmente, e nei tempi indicati dalla legge, presentare ricorso interno nella sede opportuna, anche perché il diniego è stato comunicato con estremo ritardo (oltre 3 mesi senza alcun avviso di proroga).

La Commissione europea, inserendo il contenzioso in uno specifico caso EU Pilot, ha chiesto all’Asl di Taranto, tramite la Struttura di Missione per le Procedure d’Infrazione presso la Presidenza dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, di fornire i dati richiesti per non incorrere in una procedura d’infrazione. L’Eu Pilot infatti é un meccanismo di risoluzione dei problemi e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri che si sviluppa nella fase antecedente l’apertura formale della procedura di infrazione. In seguito all’intervento della Commissione Europea, la Asl di Taranto ha fornito i dati richiesti.

Il comitato Legamjonici accoglie con soddisfazione il risultato ottenuto ma vigilerà affinché tutte le informazioni sui livelli di contaminazione del Mar Piccolo e del Mar Grande, per diversi inquinanti, siano rese immediatamente disponibili. E’ evidente che in Italia per poter esercitare un diritto è necessario rivolgersi alle autorità europee e da questo momento in poi Taranto è nel mirino della Commissione Europea anche in merito al rispetto del diritto all’informazione.

Locandina Bruxelles jpgIn occasione della Presentazione dell’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali al Parlamento Europeo il prossimo 14 Aprile, anche il Comitato Legamjonici è stato invitato a presenziare a Bruxelles: interverrà la portavoce del Comitato, Daniela Spera. Di seguito il comunicato dell’Associazione “A Sud” e il programma della presentazione:

Il CDCA – Centro di documentazione sui conflitti ambientali e A Sud saranno a Bruxelles il 14 aprile per presentare al Parlamento Europeo l’Atlante Italiano dei Conflitti ambientali insieme ad una nutrita delegazione di realtà e comitati impegnati per la difesa della giustizia ambientale. La presentazione dell’Atlante sarà seguita da un momento di incontro tra i rappresentanti delle battaglie ambientali e i Parlamentari europei membri dell’ENVI – Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.
Tutti i dettagli nel comunicato di seguito.

Una mappa nazionale della (in)giustizia ambientale

Il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, aperto a Roma nel 2007, è lieto di invitarvi all’evento di presentazione Parlamento Europeo la prima piattaforma web italiana geo-referenziata, di consultazione gratuita, costruita assieme a dipartimenti universitari, ricercatori, giornalisti, attivisti e comitati territoriali, che raccoglie le schede descrittive delle più emblematiche vertenze ambientali italiane. Dal Vajont a Casal Monferrato, da Taranto a Brescia, dalla Terra dei Fuochi alla Val di Susa, dalle zone di sfruttamento petrolifero alle centrali a carbone, dai poli industriali all’agroindustria, dalle megainfrastrutture alle discariche, un atlante delle emergenze ambientali italiane e delle esperienze di cittadinanza attiva in difesa del territorio e del diritto alla salute.
L’archivio, che al momento contiene circa 100 schede di conflitto, è in continua espansione e di rapida consultazione attraverso un sistema di filtri progressivi; è pensato per essere utilizzato da ricercatori, giornalisti, docenti, studenti, cittadini, enti locali ed istituzioni pubbliche aventi come mission la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Mappatura partecipata

Il portale è uno strumento di mappatura partecipata: registrandosi come utenti, comitati territoriali, ricercatori, e società civile in qualunque forma organizzata potranno caricare direttamente, seguendo le semplici istruzioni e compilando il formulario predisposto, schede monografiche inerenti specifici conflitti ambientali che, previa validazione da parte dell’equipe di ricerca del CDCA, entreranno a far parte della mappatura visibile sulla home page dell’Altante.
In tal senso il portale mira ad essere non solo un archivio in continua crescita, ma uno strumento di produzione diffusa di documentazione, di partecipazione cittadina e di messa in rete di realtà territoriali oltre che strumento di visibilità e denuncia dei fattori di rischio ambientale presenti da nord a sud del paese.

Contributors

Le schede contenute nell’Atlante sono state realizzate da ricercatori universitari, giornalisti esperti di tematiche ambientali ed attivisti, a stretto contatto con le realtà territoriali attive sui singoli casi. Contengono inoltre una nutrita bibliografia utile ad approfondire ogni aspetto tematico o specifico del singolo conflitto.

L’Atlante Globale dei conflitti: EjAtlas

L’Atlante italiano è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ejolt, finanziato dalla Commissione europea (7° Programma Quadro, DG Ricerca) che ha coinvolto per 5 anni di lavoro su conflitti e giustizia ambientale oltre 20 partner internazionali tra università e centri studi indipendenti. Il progetto (www.ejolt.org) ha elaborato report e raccomandazioni per la commissione europea sulle normativa ambientali e la gestione delle risorse e costruito l’Atlante Globale della Giustizia Ambientale, contenente circa 1.400 casi di conflitto in tutto il mondo, alla cui elaborazione il CDCA ha partecipato attivamente. L’atlante globale è consultabile alla pagina www.ejatlas.org.
L’Atlante italiano si configura come corposo focus paese della mappatura globale, coordinato dall’equipe di ricerca del CDCA e realizzato in lingua italiana per permetterne la fruizione all’interno del territorio nazionale.

VISITA I SITI WEB
▪ Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali | atlanteitaliano.cdca.it
▪ Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali |  www.cdca.it
▪ Progetto Europeo di ricerca Ejolt | www.ejolt.org
▪ Atlante Globale della Giustizia Ambientale EjAtlas | www.ejatlas.org

PROGRAMMA :
Presentazione Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali al Parlamento Europeo
Il CDCA – Centro di Documentazione Conflitti Ambientali in collaborazione con l’associazione A Sud
presenta:

LANCIO DELL’ ATLANTE ITALIANO DEI CONFLITTI AMBIENTALI  AL PARLAMENTO EUROPEO
Evento di presentazione al Parlamento Europeo

LUOGO E DATA
▪ martedì 14 aprile 2015 | h. 15.00
▪ c/o Room P1C050, European Parliament | Bruxelles

14.30 – 15.00 CONFERENZA STAMPA
Press room of the European Parliament

15.30 -17.00 PRESENTAZIONE DELL’ATLANTE

INTRODUCE
Eleonora Forenza | MEP, GUE – Lista Tsipras-L’Altra Europa

MODERAZIONE E CONCLUSIONI
Salvatore Altiero | A Sud, Ricercatore del CDCA

PRESENTAZIONE DELLA RICERCA
Marica Di Pierri | Presidente del CDCA – Centro di documentazione sui conflitti ambientali

DIBATTITO E INTERVENTI

Saranno presenti e interverranno rappresentanti delle realtà territoriali che hanno collaborato alla mappatura dei conflitti ambientali contenuti nell’Atlante.

Tra essi: Coordinamento Nazionale No Triv | No Triv Abruzzo | No Triv Irpinia | No Triv Calabria | No Triv-No Eni Gela | No Elettrodotto Villanova-Gissi | No Muos Niscemi  | Laboratorio Aprile Acerra | Stop Biocidio Campania | Forum ambientalista Calabria | Comitato regionale Calabria No discariche No inceneritori  | Comitato Legamjonici – Taranto | Rete salute-ambiente Salerno | Comitato No Inceneritore Salerno  | Coordinamento interregionale Abruzzo-Marche No Tubo | No centrale del Mercure | No elettrodotto Calabria | Brindisi bene comune

17.00 – 18.00 INCONTRO CON I PARLAMENTARI EUROPEI MEMBRI DELL’ENVI

Dopo la presentazione dell’Atlante, A Sud, CDCA e i rappresentanti dei comitati presenti incontreranno una delegazione dei parlamentari dell’ENVI, la Commissione europea per ambiente sanità pubblica e sicurezza alimentare.

spera d'amato bruxellesResta aperta la petizione presentata da Legamjonici sul progetto ‘Tempa Rossa”: la Commissione Europea continuerà a vigilare sulla corretta applicazione della direttiva Seveso. L’attenzione della Commissione Europea sara’ inoltre rivolta allo stabilimento Eni in merito al rilascio delle emissioni odorigene, ulteriore criticità segnalata da Legamjonici. La Commissione, in seguito alle informazioni ricevute, ha chiesto l’installazione di un sistema di monitoraggio adeguato che, secondo quanto dichiarato dallo Stato Italiano, avverrà entro febbraio 2015.
Risultano pertanto ancora numerose le risposte che lo Stato Italiano deve fornire alla Commissione Europea anche in merito agli interventi necessari per evitare la contaminazione dei molluschi bivalvi.
Sono intervenute a sostegno della petizione le due europarlamentari italiane Eleonora Evi (M5S) e Rosa D’Amato (M5S) che hanno anche chiesto una visita in loco da parte di una delegazione della Commissione Europea.
Grande soddisfazione della portavoce di Legamjonici, Daniela Spera, per il risultato ottenuto e per gli interventi particolarmente incisivi degli europarlamentari M. Auken, Danimarca (Verdi europei) e P. Jahr, Germania (Ppe) che hanno sottolineato la gravità del mancato accesso alle informazioni richieste da Legamjonici da parte della Asl di Taranto. Tali dati riguardano il controSpera Bruxellesllo della contaminazione dei pesci e molluschi nei periodi antecedenti il 2008, anno di avvio del piano di campionamenti da parte degli enti competenti.
Tale comportamento, per la danese Auken, rappresenta violazione della convenzione di Aarhus.

COMITATO LEGAMJONICI – Bruxelles, 27/01/2015

Parlamento BruxellesLa Commissione per le petizioni ha informato il comitato Legamjonici che il 27.01.2015 si terrà a Bruxelles una nuova discussione della petizione che riguarda il progetto Tempa Rossa. Si tratta della seconda seduta dopo quella avvenuta nel mese di gennaio 2013.

Il Comitato Legamjonici in merito al progetto Tempa Rossa, aveva inviato nel 2011 una denuncia riguardante la possibile violazione della direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti per la costruzione di due nuovi serbatoi, accanto a quelli già esistenti, in un’area frequentata dal pubblico. Da allora Legamjonici ha sempre fornito nuove informazioni al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea sull’ iter del progetto fino a sottolineare le più recenti mancanze di garanzie sulla sicurezza degli impianti nel rapporto di sicurezza, in particolare nel caso di eventi provocati da fenomeni meteorologici.

Legamjonici ha inoltre fatto presente, più in generale, l’attuale e persistente assenza di una effettiva e corretta informazione della popolazione interessata in merito al comportamento da tenere in caso di incidente rilevante.

Nella stessa petizione, proprio a tutela delle risorse marine, Legamjonici ha evidenziato la necessità di evitare ulteriore inquinamento del Mar Grande, a causa di sversamenti di idrocarburi conseguenti alla movimentazione di greggio, sottolineando l’attuale stato di compromissione del primo seno del Mar Piccolo che ha avuto come conseguenza la dislocazione dell’attività dei mitilicoltori in alcune aree del Mar Grande. Per questo motivo la Commissione Europea ha rivolto grande attenzione al rischio di contaminazione dei mitili, chiedendo allo Stato Italiano quali misure avesse intenzione di adottare per evitare ulteriori fenomeni di contaminazione. La Commissione Europea ha dunque rivolto dei quesiti alle autorità italiane in merito alle problematiche sollevate nella petizione. Tali quesiti, e le relative risposte, saranno oggetto di discussione alle ore 10.00 del 27 gennaio 2015 in Commissione per le Petizioni presso il Parlamento Europeo.
Legamjonici sarà presente alla discussione nella persona di Spera Daniela che fornirà ulteriori informazioni e interverrà nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.

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