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E Taranto dice NO agli inceneritori

L’opposizione attuata lo scorso anno dai tarantini al conferimento dei rifiuti campani in discarica rappresenta per Trieste la spinta propulsiva che mette in campo, domani 25 febbraio dalle 10 alle 13, un presidio davanti all’inceneritore di Trieste per protestare contro lo smaltimento incontrollato dei rifiuti della Campania nell’ambito dell’operazione ‘solidarietà’ attuata dal Ministero dell’Ambiente Italiano.

Come per l’iniziativa tarantina, anche per Trieste, tale opposizione è l’occasione per ribadire che piu’ in generale la gestione dei rifiuti non puo’ e non deve passare attraverso l’incenerimento e il conferimento in discarica. Del resto, la legislazione comunitaria pone al centro della gestione dei rifiuti la protezione della salute umana e la tutela dell’ambiente mediante la riduzione della produzione dei rifiuti e il loro riciclaggio spinto.

Ma l’iniziativa triestina vuole essere anche il proseguimento dell’azione di opposizione dei cittadini di Taranto, anche alla luce della recente autorizzazione concessa dalla Regione Puglia ad Ecodi srl per la costruzione di un inceneritore di rifiuti pericolosi e non pericolosi nella zona industriale, e della richiesta avanzata da Appia Energy di autorizzazione del raddoppio della sua produzione di energia elettrica tramite l’impiego di combustibili quali Biomasse e CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti). Tali materiali incrementano l’inquinamento ambientale per la produzione di polveri fini e ultrafini, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine. L’uso di CDR contribuisce, inoltre, a consolidare il traffico illecito e incontrollato connesso allo smaltimento dei rifiuti.

L’iniziativa, che è la prima di una serie di azioni congiunte tra gli ambientalisti di Taranto, di Trieste e della Slovenia, viene organizzata da Greenaction Transnational, Alpe Adria Green, Legamjonici. Hanno già dato l’adesione il MoVimento 5 Stelle di Trieste, il movimento Trieste Libera e cittadini.

Leggi anche: Emergenza rifiuti

Rifiuti a Napoli, associazioni: no a distribuzione in altre regioni

6 febbraio 2012 16:11 Peppe Croce

L’idea di trasferire i rifiuti di Napoli e della Campania in altre regioni italiane, per essere smaltiti in discarica o in inceneritore, non è affatto gradita da alcune associazioni dei territori che dovrebbero ricevere l’immondizia. In un comunicato congiunto di Alpe Adria Green (Jesenice-Ljubljana), Greenaction Transnational (Trieste) e Legamjonici (Taranto), infatti, si legge chiaramente che queste tre associazioni sono pronte a dar battaglia:
La gestione dell’emergenza rifiuti della Campania non può essere risolta, come attualmente sta facendo il governo nazionale, a furia di decreti straordinari e sparpagliando ‘equamente’ i rifiuti in tutto il Paese, e non solo
I rifiuti provenienti da Napoli, infatti, andrebbero nelle discariche di Taranto o nell’inceneritore di Trieste. Da quest’ultimo, poi, tramite i fumi potrebbero persino inquinare la vicina Slovenia:
Ironia della sorte, i rifiuti campani che vengono bruciati nell’inceneritore di Trieste portano il loro inquinamento anche nella vicina Slovenia, ovvero il Paese del Commissario Europeo all’ambiente Janez Potocnik. L’inceneritore di Trieste, ormai obsoleto, e già contestato per i suoi apporti inquinanti dalle autorità slovene, si trova infatti a 3-4 km dal confine con la Slovenia
Le tre associazioni, poi, si chiedono quali tipi di immondizia verranno portati nelle loro regioni e chiedono la massima trasparenza nei piani di gestione rifiuti da parte delle autorità competenti. Nel mirino infine il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Secondo le accuse sembrerebbe quasi agitare una bacchetta magica, cercando di convincere l’Unione Europea che Napoli e la Campania si possano ripulire in un batter d’occhio.
Lo scopo è chiaramente evitare le pesantissime multe che la UE ha intenzione di fare allo stato italiano per aver perso troppo tempo nella “non gestione” dell’emergenza rifiuti napoletana, ormai diventata cronica.

Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/rifiuti-a-napoli-associazioni-no-a-distribuzione-in-altre-regioni-7442.html#ixzz1lvbaBHyB

STATTE (TA) 03-01-2011. DISCARICA ITALCAVE. CITTADINI DAVANTI AI TIR CAMPANI.

Taranto, 6 febbraio 2012.

EMERGENZA RIFIUTI CAMPANIA: IL PROBLEMA NON SI RISOLVE DISTRIBUENDO “EQUAMENTE” L’INQUINAMENTO ED ESPORTANDOLO.

FUORI LUOGO LA SODDISFAZIONE DEL SINDACO DI NAPOLI DE MAGISTRIS.

La gestione dell’emergenza rifiuti della Campania non può essere risolta, come attualmente sta facendo il governo nazionale, a furia di decreti straordinari e sparpagliando ‘equamente’ i rifiuti in tutto il Paese, e non solo.

Nulla di ‘miracoloso’ è stato fatto fino ad oggi e le soddisfazioni espresse dal sindaco di Napoli De Magistris e dal Ministro dell’Ambiente Clini, durante l’incontro del 25 gennaio scorso a Bruxelles, appaiono assolutamente fuori luogo. L’unico miracolo è infatti consistito nel far sparire la ‘monnezza’ campana in altre regioni, e spesso senza informarne la popolazione. Lo stesso Ministro Clini definisce tale ‘emergenza’ come il frutto dello smaltimento illecito e incontrollato perpetuato per anni e quindi “l’origine della crisi”. Ma ‘nulla si distrugge, tutto si trasforma’, e appunto l’emergenza campana si trasforma altrove in inquinamento.

Le perplessità su questa gestione perennemente emergenziale sono state espresse dallo stesso Commissario Europeo all’Ambiente Janez Potocnik che ha infatti confermato l’attuale procedimento di infrazione contro l’Italia.

Tra le regioni coinvolte nell’operazione di “solidarietà nazionale” risultano esservi la Puglia ed il Friuli Venezia Giulia. Taranto e Trieste le città direttamente investite dai rifiuti campani. Mentre a Taranto i rifiuti finiscono nelle discariche, a Trieste gli stessi vengono bruciati nell’inceneritore cittadino. Ma di che rifiuti si tratta? Perché le amministrazioni pubbliche locali e nazionali nascondono ai propri cittadini cosa arriva realmente dalla Campania per finire in discariche ed inceneritori?

La legislazione comunitaria in materia è molto chiara: protezione della salute umana e tutela dell’ambiente da ottenersi con riduzione della produzione dei rifiuti e riciclaggio spinto ai massimi livelli. E naturalmente massima trasparenza nei piani di gestione rifiuti da parte delle autorità competenti. Queste le linee guida da rispettare e di cui non si vede nemmeno la traccia da parte delle autorità italiane nella gestione della continuata ‘emergenza’ dei rifiuti campani.

Ironia della sorte, i rifiuti campani che vengono bruciati nell’inceneritore di Trieste portano il loro inquinamento anche nella vicina Slovenia, ovvero il Paese del Commissario Europeo all’ambiente Janez Potocnik. L’inceneritore di Trieste, ormai obsoleto, e già contestato per i suoi apporti inquinanti dalle autorità slovene, si trova infatti a 3-4 km dal confine con la Slovenia.

A Taranto, la fallimentare ‘operazione solidarietà’, a firma Vendola, si è rivelata l’ennesimo tentativo di far sparire in discarica i rifiuti provenienti dalla Campania, e con ogni mezzo. Ma solo la costante presenza di cittadini attenti ha permesso di accertare che il trasporto di tali rifiuti avveniva con mezzi non idonei e in condizioni di assoluto rischio sanitario. A quel punto, il blocco dei conferimenti, previsti dal protocollo d’intesa siglato dalle due regioni, è stato immediato. Oggi però i rifiuti campani continuano ad arrivare nelle discariche tarantine.

Dopo circa un anno, è ora il Ministro Clini che, agitando la bacchetta magica, promette all’Ue il ‘sogno di una Campania migliore’, senza ‘monnezza’, ad ogni costo e ancora una volta senza alcuna trasparenza e garanzia sulla tutela della salute di cittadini inconsapevolmente solidali.

                         Alpe Adria Green (Jesenice-Ljubljana)

                                                                              Greenaction Transnational (Trieste)

                                                                                               Legamjonici (Taranto)

Questo comunicato congiunto ha lo scopo di portare all’attenzione della cittadinanza e delle autorità comunitarie la ‘strategia’ totalmente priva di trasparenza che il governo italiano intende attuare per risolvere l’emergenza rifiuti campani.

Il comunicato è stato riportato anche su Alpe Adria Green Org.