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E ancora…
CORRIERE DEL GIORNO:
L’occhio degli ambientalisti sul sito IN CUI SONO STIPATI rifiuti radioattivi
Statte, la bonifica ”dirottata” della Cemerad
La raccomandazione: “I fusti andrebbero trasferiti in un deposito temporaneo”

STATTE – La storia è vecchia di anni, ma a riesumarla ci hanno pensato i Verdi.
Una settimana fa, infatti, hanno organizzato un sit-in davanti ai cancelli della Cemerad, un sito industriale all’interno del quale sarebbero stoccati fusti di rifiuti radioattivi ormai da decenni. Dopo quell’iniziativa gli ambientalisti, questa volta in forze, sono tornati sul posto per parlare del problema vero, ossia della necessità di effettuare una bonifica del sito che non rappresenti, però, un pericolo per sua stessa natura.
Spieghiamoci. La pericolosità del sito, purtroppo, è cosa nota. Negli anni, come vedremo più avanti, i tentativi di bonifica sono stati tanti, vanificati però da scarsa volontà e dalla necessità di utilizzare diversamente le risorse stanziate. Il problema vero, come detto, è che solo cominciarla, la bonifica, comporta rischi seri. Non a caso i Verdi, per voce del commissario cittadino di Statte Vincenzo Conte, chiedono «il trasferimento di tutti i fusti in un sito temporaneo di stoccaggio idoneo alle operazioni di caratterizzazione e una volta completate le operazioni di analisi, di destinare i rifiuti nei siti più appropriati per la loro destinazione definitiva».
«Inoltre – continua Conte – chiediamo che venga coinvolta nelle operazioni di caratterizzazione, oltre agli enti preposti al controllo (Asl, Arpa, ecc.), l’Enea (Dipartimento Ambiente, Cambiamenti Globali e Sviluppo Sostenibile), perché solo un ente di questo tipo può darci tutte le garanzie sulla sicurezza ambientale e la loro giusta destinazione».
Arrivare a questo risultato, però, comporta l’aver trovato le risorse per bonificare. E qui c’è un’altra questione spinosa, sollevata dal comitato provinciale Legamjonici attraverso la responsabile Daniele Spera: «Ci risulta che la delibera Cipe n. 35/05 aveva previsto il finanziamento di 3,7 milioni di euro per la bonifica del sito – spiega -, cifra poi “dirottata” verso altri interventi individuati in accordo con le Amministrazioni provinciali, tra cui quello del sito ex Matra».
La spiegazione del “dirottamento” fu dovuta alla natura dell’intervento, che non avrebbe garantito il rispetto dei tempi, ossia il 31 dicembre del 2008. Spera, però, si chiede perchè quei soldi non siano stati almeno usati per un intervento parziale. Anche perchè dopo oltre due anni qualcosa si è mosso solo ad aprile, con un progetto di bonifica del Comune di Statte comunque fermo al palo. Spera e Conte spiegano il perchè, legato a pastoie burocratiche e alla necessità che i fusti siano aperti in loco, con la supervisione dell’Arpa, per visionarne e analizzarne il contenuto.
E torniamo al problema iniziale. Per Legamjonici la situazione è pericolosa per il possibile deterioramento dei fusti, che avrebbero potuto contaminare anche la zona circostante, per i Verdi il sito non sarebbe idoneo per la sua vicinanza ad abitazione e all’ospedale “Moscati”. Con la beffa che il progetto del Comune, come detto dallo stesso sindaco Miccoli, è per la sola caratterizzazione, che si porterà via 1,5 milioni di euro. Per la bonifica completa, invece, ne servono 8: dove prenderli ancora non si sa.

Francesco Tanzarella

TARANTOSERA:

Ex Cemerad, è giallo sui fondi

STATTE – Tempi più lunghi e fondi che prendono altre destinazioni. E’ giallo sull’ex Cemerad. Dopo i Verdi anche Legamjonici interviene sulla bonifica dei fusti contenenti materiale radioattivo pericoloso. “Il comitato provinciale – scrive la responsabile Daniela Spera – a seguito di segnalazioni pervenute da alcuni cittadini di Statte, preoccupati per lo stato di abbandono del sito ex Cemerad, ha ritenuto doveroso occuparsi della questione. Ormai da tempo quei fusti, accatastati in capannoni pericolanti, in condizioni inaccettabili per la pubblica sicurezza, attendono un intervento d’urgenza da parte delle autorità competenti, mai, di fatto, intervenute a causa della persistente carenza di risorse finanziarie”.

E qui il primo intoppo. “Ci risulta – spiega ancora Spera – che la delibera Cipe n.35/05 (triennio 2005-2008) aveva previsto il finanziamento di euro 3.700.000 per la bonifica dell’ex Cemerad, cifra poi dirottata verso altri interventi individuati in accordo con le amministrazioni provinciali, tra cui quello relativo al completamento della bonifica del sito ex Matra. La giunta regionale, infatti, con deliberazione del 28 novembre 2008 riprogrammava gli interventi di bonifica, dell’area industriale ex Cemerad per queste ragioni: a causa della particolare natura di rifiuto radioattivo e delle procedure stabilite dal D.lgs, 230/95, l’intervento non garantiva il rispetto della tempistica fissata al 31 dicembre 2008. Eppure la situazione di assoluta pericolosità del sito, che quindi richiedeva interventi immediati, era ampiamente nota già dal 2003. Perché quei finanziamenti non sono stati utilizzati per la caratterizzazione e bonifica di almeno una parte dei fusti? Chi è responsabile di questi ritardi?”. Già, i ritardi, che l’amministrazione comunale, invece, pare abbia voluto recuperare assegnando ad uno studio associato di Bari l’incarico di progettazione esecutiva dell’intervento di bonifica. “Ciò avveniva dopo oltre due anni – sottolinea Spera – nel corso dei quali la situazione si è aggravata. Solo nell’aprile 2011 il Comune, in via d’urgenza, affidava l’incarico al costo lordo di 50.544 euro. Il contratto d’appalto viene sottoscritto il 16 maggio, ma si verifica un nuovo imprevisto. L’ingegnere incaricato il 6 giugno scorso fa sapere al Comune di Statte di attendere la definizione delle procedure di caratterizzazione dei rifiuti radioattivi da parte dell’esperto incaricato dal Comune per poter completare il progetto di bonifica. Per questo motivo i termini di consegna del progetto definitivo, comunque mai prevenuto al Comune, vengono sospesi. L’assessore all’Ecologia, Chiarelli, ci ha assicurato che la nomina del tecnico esperto avverrà nei prossimi giorni”. Lui, insieme ad Arpa, Prefettura ed altri organi di controllo dovrà visionare il contenuto dei fusti. “La situazione è grave – ribatte Spera – attualmente il numero dei fusti contenenti rifiuti radioattivi non è ancora certo e non è noto se il loro preoccupante deterioramento abbia determinato lo sversamento di liquami pericolosi all’esterno dei contenitori. Ancora tempi incerti dunque per la bonifica del sito ex Cemerad, in più occasioni rinviata. Noi del comitato ci auguriamo che si possa giungere al più presto alla definitiva soluzione di questo grave problema che rappresenta, ormai da diversi anni, un ulteriore attentato all’incolumità pubblica. Noi vigileremo”.

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Il Comitato provinciale Legamjonici, a seguito di segnalazioni e richieste provenienti da alcuni cittadini di Statte, preoccupati per lo stato di abbandono del sito ex Cemerad, ha ritenuto doveroso occuparsi dell’annosa questione della bonifica dei fusti contenenti materiale radioattivo pericoloso. Ormai da tempo quei fusti, accatastati in capannoni pericolanti, in condizioni inaccettabili per la pubblica sicurezza, attendono un intervento d’urgenza da parte delle autorità competenti, mai, di fatto, intervenute a causa della persistente carenza di risorse finanziarie.

Ci risulta però che la delibera Cipe n. 35/05 (triennio 2005-2008) aveva previsto il finanziamento di euro 3.700.000 per la bonifica del sito ex Cemerad, cifra poi ‘dirottata’ verso altri interventi individuati in accordo con le Amministrazioni provinciali, tra cui quello relativo al completamento della bonifica del sito ex Matra. La Giunta regionale, infatti, con deliberazione del 28/11/2008, riprogrammava gli interventi di bonifica, dell’area industriale ex Cemerad di Statte per queste ragioni: ‘A causa della particolare natura di rifiuto radioattivo e delle procedure stabilite dal D.lgs 230/95, l’intervento non garantiva il rispetto della tempistica fissata al 31/12/2008’.

Eppure la situazione di assoluta pericolosità del sito, che quindi richiedeva interventi immediati, era ampiamente nota già dal lontano 2003. Perché quei finanziamenti non sono stati utilizzati per la caratterizzazione e bonifica di almeno una parte dei fusti? Chi è responsabile di questi ritardi?

Dopo oltre due anni, nel corso dei quali la situazione si è aggravata, solo nell’aprile 2011 il Comune di Statte, in via d’urgenza, affida allo studio associato Romanazzi-Boscia con sede in Bari, l’incarico di progettazione esecutiva, nonché il coordinamento in fase di esecuzione del progetto di bonifica, al costo lordo di 50.544 euro. Il contratto di appalto viene sottoscritto il 16 maggio 2011, ma si verifica un nuovo imprevisto: l’ing. Romanazzi il 6 giugno 2011 fa sapere al Comune di Statte di attendere la definizione delle procedure di caratterizzazione dei rifiuti radioattivi presenti nell’area, da parte dell’esperto incaricato dal Comune, per poter completare il progetto di bonifica. Per questo motivo i termini di consegna del progetto definitivo, comunque mai pervenuto al Comune di Statte, vengono sospesi. L’assessore Chiarelli del settore Ecologia del Comune di Statte, ci ha assicurato che la nomina del tecnico esperto incaricato dal Comune avverrà nei ‘prossimi giorni’. L’esperto, accanto ad Arpa, Prefettura e tutti gli organi competenti, visionerà il contenuto dei fusti.

La situazione è grave. Attualmente il numero dei fusti contenenti rifiuti radioattivi non è ancora certo e non è noto se il loro preoccupante deterioramento abbia determinato lo sversamento di liquami pericolosi all’esterno dei contenitori. Ancora tempi incerti dunque per la bonifica del sito ex Cemerad, in piu’ occasioni rinviata. Ci auguriamo, pertanto, che si possa giungere al piu’ presto alla definitiva soluzione di questo grave problema che rappresenta ormai da diversi anni un ulteriore attentato all’incolumità pubblica, già pesantemente minacciata. Naturalmente questo comitato vigilerà sulla vicenda.

 Daniela Spera (responsabile del comitato provinciale Legamjonici)