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targaUltime notizie: i picchi di diossine rilevati, nei mesi di maggio 2014, novembre 2014 e febbraio 2015, dalla centralina ubicata nel quartiere Tamburi non sono stati causati dall’ Ilva. Dall’analisi delle ‘impronte digitali’ – profili delle diossine analizzate – queste non sarebbero riconducibili all’Ilva di Taranto.

Resta da capire chi ha provocato questi picchi. Si attendono delucidazioni da parte di Arpa Puglia. Secondo gli esperti, la prof.ssa Zanetti del politecnico di Torino e l’ing. Onofrio, Le ripartizioni degli omologhi nelle polveri raccolte nei mesi in cui le centraline hanno rilevato i picchi, inoltre, risultano differenti rispetto a quelle rilevate in tutti gli altri mesi dell’anno’. Ecco appunto. L’Ilva produce diossine tutti i mesi dell’anno e le diossine sono inquinanti persistenti, cioè si accumulano giorno dopo giorno nell’ambiente. Questo però sembra non preoccupare ‘esperti’ e sigle sindacali che, ragionando solo sui ‘picchi’, aggirano il problema. Ma nessuno osa contestare questo piccolo particolare. Intanto la bonifica  della scuola Deledda ai Tamburi è stata predisposta a causa di una contaminazione non certo causata dai picchi di inquinanti ma da una esposizione continuata nel tempo. In attesa che nasca il  nuovo dibattito ‘picchi diossina Ilva sì, Ilva no’, i cittadini di Taranto continuano ad ammalarsi, mentre il 17 maggio prossimo riparte il processo ‘Ambiente Svenduto‘.

Link di riferimento: Ilva, Fiom-Cgil su caso diossina: “Attendiamo gli esiti del monitoraggio per conoscere le cause dei picchi”

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Nell’agosto del 2010, il Comitato Taranto libera , oggi LegamJonici, propose alla stampa un dettagliato comunicato nel quale si evidenziava anche uno studio effettuato nella provincia di Taranto. Tale studio ha raccolto dati di mortalità per patologie tumorali  relativi al periodo 2000-2004. Lo studio è stato pubblicato in una rivista internazionale nel mese di settembre 2009 ed evidenzia l’eccesso di mortalità per patologie tumorali (il 70% dei tumori maligni) in aree vicine alla zona industriale. Ricordiamo che i dati statistici sulla mortalità offrono un quadro solo parziale della reale situazione sanitaria. A questi dati vanno infatti aggiunti quelli che si riferiscono alle NUOVE INCIDENZE. I dati relativi alle incidenze descriverebbero una situazione ben piu’ allarmante. I ‘nuovi malati’, guariti (almeno temporaneamente) in seguito a interventi chirurgici, radioterapie e /o chemioterapie, sfuggono al controllo sanitario se questo tiene conto solo dei dati relativi alla mortalità. Lo studio è  stato effettuato per zone da enti che lavorano nella nostra Regione e che operano nella nostra città con il primordiale intento di tutelarci. I dati contenuti nel documento sono stati resi noti solo in un recente congresso tenutosi a Palazzo di Città. Nell’agosto del 2o10 il comitato Taranto libera comunico’ alla stampa l’esistenza dello studio riportato.

Nell’abstract si legge:

Malignant cancer mortality in Province of Taranto (Italy). Geographic analysis in an area of high environmental risk.

Martinelli D, Mincuzzi A, Minerba S, Tafuri S, Conversano M, Caputi G, Lopalco PL, Quarto M, Germinario C, Prato R.

Section of Hygiene, Department of Medical and Occupational Science, University of Foggia, Epidemiological Observatory of Puglia Region, Foggia, Italy.

Abstract

BACKGROUND: A geographic analysis of the causes of death is an important tool for assessing the effectiveness of Public Health initiatives. The aim of this study is to analyse the causes of death between 2000 and 2004, to discover any excess mortality from cancer in Province of Taranto, an area at high environmental risk. RESULTS: Even if the highest death rate for all tumours resulted in the Province of Lecce (24.9 x 10,000), in the cities of Lecce and Bari (29 x 10,000), the distribution of the SMRs in Province of Taranto showed an excess of mortality (+10%) in the ring next to industrial area. For lung cancer the highest rate was reported in city of Taranto (6 x 10,000) and the highest risk (+24%) in the ring next to industrial area. Moreover, in this area 9 (70%) of the 13 considered malignant tumours types presented an excess of mortality. CONCLUSION: The results uphold the data reported in the published literature. It is fundamental to intensify research into other risk factors (exposure at work and aberrant lifestyles). Moreover, there is an increasing need for a Regional Cancer Register.

ECCO IL DOSSIER DEL COMITATO LEGAMJONICI: Taranto Sanità-Dossier