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corte-europea-diritti-delluomo-strasburgo-1-2La Corte Europea dei Diritti Umani, con sede a Strasburgo, ha concesso una nuova proroga al Governo Italiano. Il termine ultimo per inoltrare le proprie osservazioni in merito all’accoglimento del ricorso presentato da un nutrito gruppo di cittadini di Taranto, slitta, dunque, dal 10 novembre al 12 dicembre prossimo. Alla lettera inviataci da Strasburgo, in quanto primi promotori del ricorso del 2013 (Cordella e altri), sono allegate anche le motivazioni della richiesta avanzata dal Governo Italiano.

L’Italia specifica che la proroga si rende necessaria anche per poter rispondere agli interventi di terzi. Ricordiamo che oltre a Riva Fire, Nicola e Fabio Riva, anche l’Isde e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino hanno formulato osservazioni come terzi. Sugli interventi dei Riva, la Dott.ssa Daniela Spera, in rappresentanza e come esperto scientifico dei ricorrenti del ricorso ‘Cordella e altri’, l’Avvocato Sandro Maggio e l’Avvocato Leonardo La Porta, che ha ricevuto recente nomina, hanno presentato le proprie osservazioni, affidate al Consulente linguistico Simone Izzo.

Intanto, la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha annullato la missione prevista a Taranto dal 2 al 4 novembre che avrebbe dovuto affrontare due questioni spinose: una legata ad Ilva e l’altra ad ENI. L’incontro con il comitato LegamJonici, già intervenuto nella scorsa missione e titolare della petizione su Tempa Rossa, era stato fissato per il 4 novembre. La nuova data è da destinarsi.

Bandiera-Unione-Europea-409x240Comitato Legamjonici, contro l’inquinamento.

Comunicato Stampa

27/04/2016

Progetto Tempa Rossa, Taranto. Inviate nuove informazioni alle autorità europee.

  

Progetto Tempa Rossa. Il comitato Legamjonici ha inviato nuove informazioni alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.Com’è noto, il comitato Legamjonici è titolare della petizione che riguarda il progetto Tempa Rossa a Taranto. Tale petizione, che solleva principalmente le criticità legate alla direttiva Seveso e all’inquinamento delle risorse ittiche locali derivante da attività antropiche, è stata accolta nel 2011 ed è, ancora oggi, oggetto di attenzione da parte della Commissione Europea e del Parlamento Europeo. Nel gennaio del 2015 la Commissione per le petizioni ha ritenuto necessario continuare a vigilare sulla corretta applicazione della normativa europea, decidendo di tenere aperta la petizione, a supporto della quale il comitato Legamjonici ha recentemente inviato ulteriori informazioni. Le integrazioni riguardano quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza con particolare riferimento all’approvazione dell’emendamento finalizzato a favorire lo sblocco delle procedure autorizzative. Si rende noto, infine, che l’Eni non ha ancora consegnato il Rapporto di Sicurezza Definitivo per il progetto Tempa Rossa. E’ di oggi la conferma da parte del Comitato Tecnico Regionale della Puglia che, lo ricordiamo, nel 2013 aveva accolto le osservazioni, integrate come prescrizioni, del Comitato Legamjonici.

petroleo_cuba_pozos_zpsc1fbaa27Comunicato Stampa
Referendum NoTriv: risultato incoraggiante per Taranto.
Legamjonici
18/04/2016

I tentativi di boicottaggio, il cono d’ombra mediatico, l’ignavia di alcuni e la disinformazione hanno avuto la meglio. In ogni caso 15 milioni di italiani sono andati a votare e 13 milioni hanno votato per abrogare la norma oggetto del quesito referendario. Un dato che il governo non può ignorare nonostante il mancato raggiungimento del quorum.

Nella regione recentemente investita dall’inchiesta sul disastro ambientale prodotto da attività petrolifere, la Basilicata, si è raggiunto un risultato importante: il 50,17% dei lucani si è recato alle urne e 96% ha detto “sì, siamo stanchi del petrolio’.

A seguire la Puglia con il 41,6% di affluenza alle urne, di cui il 95% ha votato ‘sì’. Lecce il capoluogo con i dati più elevati (47,55%) seguita da Bari (42,23%) e Taranto (41,74%).

Il dato di Taranto è significativo e incoraggiante. E’ stato evidentemente infranto un muro di omertà rispetto a un tema fondamentale: il futuro energetico del nostro Paese e la tutela delle nostre risorse naturali. Se si confronta questo dato con l’affluenza registrata nel 2011 al referendum su acqua pubblica e nucleare nella città di Taranto (49,9%), la cui campagna referendaria aveva goduto di un’adeguata tempistica di svolgimento, possiamo affermare che il dato di 42,5% è un ottimo risultato, soprattutto perché raggiunto nonostante il tempo limitato (meno di 2 mesi) a disposizione per informare. Un risultato, questo che acquisisce maggiore valore perché ottenuto in una città che, sopraffatta dall’emergenza sanitaria, ancora in atto, a causa dell’attività siderurgica, sembrava aver abbandonato ogni desiderio di riscatto.

La questione petrolifera ‘Tempa Rossa’ a Taranto, grazie a questo risultato, diventa ora centrale, non più solo battaglia di chi si è speso in questi anni, spesso in solitudine, contribuendo in così breve tempo a sensibilizzare l’opinione pubblica locale.
Per arrivare al quorum, sarebbe stato sufficiente ancora un mese, purtroppo non concesso da un governo che ha preferito non indire l’Election Day e che, invitando all’astensionismo, ha contribuito allo sperpero di denaro pubblico.

Questo referendum sarà anche ricordato perché attraversato, nelle ultime settimane, dallo scandalo intercettazioni che ha indotto l’ex Ministro Guidi a dimettersi e che ha messo in luce una forte commistione tra lobbies del petrolio e politica. Ma i continui colpi inferti ai territori, presto o tardi, torneranno indietro, come un boomerang. Vedremo alla fine chi esulterà.

Grazie a Taranto e alla sua provincia per aver votato e a tutti i cittadini italiani consapevoli.

Legamjonici contro l’inquinamento
18/04/2016

LOCANDINA AGGIORNATA convegno  19 febbraio

‘NO TRIV’ SIGNIFICA:
-no alla devastazione delle risorse naturali
-no alla politica energetica basata sul fossile
-no alle scelte imposte da un governo sordo alle istanze territoriali

VENERDI 19 febbraio, alle ore 17.00, presso il Centro Polivalente Giovanni Paolo II, in via Lisippo 8 a Taranto cercheremo di capire insieme le ragioni del sì al Referendum No Triv. Seguirà un dibattito.
Con noi ci sarà Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Teramo e autore dei quesiti originari per il Referendum No Triv che sta facendo tremare il governo italiano. E’ esponente del Coordinamento Nazionale No Triv.
Interverranno:

Rossella Baldacconi, PhD in Scienze ambientali
Rosanna Rizzi, Architetto, Esperta in pianificazione e progettazione del paesaggio, Coordinamento No Triv- Terra di Bari
Esponenti del Coordinamento No Triv della Basilicata.

Modera:

Daniela Spera, PhD in Scienze Farmaceutiche, specializzata in chimica organica, responsabile del Comitato Legamjonici e portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa.
E’ impegnata nelle maggiori vertenze ambientali a Taranto: Ilva, Eni, Tempa Rossa.
Invitati ad intervenire: cittadini, comitati, associazioni, esponenti politici e organi di stampa.

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Ad attivare la Commissione Europea è stato il Comitato Legamjonici che aveva denunciato il diniego da parte della Asl di Taranto all’accesso alle informazioni riguardanti i dati di contaminazione da diossina e PCB di campioni di mitili antecedenti il 2008. Tali dati erano stati richiesti nell’ambito di un’inchiesta che la Commissione aveva avviato su sollecitazione di Legamjonici, che aveva segnalato il superamento dei valori di PCB e diossine, tra luglio 2011 e giugno 2012, nei mitili del primo seno del Mar Piccolo. Il diniego era stato motivato da parte della Asl con l’impossibilità di fornire le informazioni richieste per la presenza di ‘dati sensibili’.Legamjonici in occasione dell’incontro svoltosi a Bruxelles il 27 gennaio 2015, per la discussione del progetto ‘Tempa Rossa’, ha così informato la Commissione Europea, rilevando una possibile violazione della Convenzione di Aarhus da parte dello Stato Italiano.

La Convenzione di Aarhus, recepita dall’UE, sul diritto all’informazione ambientale, prevede all’art.4:

‘6. Ciascuna Parte provvede affinché, nei casi in cui le informazioni sottratte all’obbligo di divulgazione in forza del paragrafo 3, lettera c) e del paragrafo 4 possano essere stralciate senza comprometterne la riservatezza, le autorità pubbliche rendano disponibili le rimanenti informazioni richieste. 7.(…) La notifica deve precisare i motivi del diniego e fornire informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso di cui all’articolo 9. Il diniego deve essere comunicato quanto prima e comunque entro il termine di un mese, a meno che la complessità delle informazioni non giustifichi una proroga, che in ogni caso non può essere superiore a due mesi a decorrere dalla richiesta.’

Legamjonici aveva osservato che sebbene il diniego fosse stato notificato per iscritto, la notifica non ne dettagliava i motivi, non forniva informazioni sull’accesso alle procedure di ricorso e non forniva i dati con l’omissione di informazioni non divulgabili. Questo ha impedito alla richiedente –Daniela Spera– di poter agevolmente, e nei tempi indicati dalla legge, presentare ricorso interno nella sede opportuna, anche perché il diniego è stato comunicato con estremo ritardo (oltre 3 mesi senza alcun avviso di proroga).

La Commissione europea, inserendo il contenzioso in uno specifico caso EU Pilot, ha chiesto all’Asl di Taranto, tramite la Struttura di Missione per le Procedure d’Infrazione presso la Presidenza dei Ministri, Dipartimento Politiche Europee, di fornire i dati richiesti per non incorrere in una procedura d’infrazione. L’Eu Pilot infatti é un meccanismo di risoluzione dei problemi e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri che si sviluppa nella fase antecedente l’apertura formale della procedura di infrazione. In seguito all’intervento della Commissione Europea, la Asl di Taranto ha fornito i dati richiesti.

Il comitato Legamjonici accoglie con soddisfazione il risultato ottenuto ma vigilerà affinché tutte le informazioni sui livelli di contaminazione del Mar Piccolo e del Mar Grande, per diversi inquinanti, siano rese immediatamente disponibili. E’ evidente che in Italia per poter esercitare un diritto è necessario rivolgersi alle autorità europee e da questo momento in poi Taranto è nel mirino della Commissione Europea anche in merito al rispetto del diritto all’informazione.

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Con il decreto “Sblocca Italia” non si contano le autorizzazioni da parte del Governo a violare l’ambiente e, soprattutto, il mare Adriatico. E il braccio di ferro con le Regioni prosegue senza fine.

di Nicolina Di Gesualdo.

Diciamolo chiaramente: per l’ambiente, il 2016 non sembra essere iniziato nel migliore dei modi. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha, com’è ormai noto, detto sì con il decreto “Sblocca Italia” ai lavori per le opere di Tempa Rossa a Taranto, dichiarando che “sussistono i presupposti per l’emanazione del relativo provvedimento di autorizzazione previa intesa con la Regione Puglia”. Nel frattempo, il 22 dicembre scorso, sempre il Governo ha dato il via libera alle trivellazioni nel Gargano, a due passi dalle Isole Tremiti, per neanche duemila euro l’anno. Come se non bastasse, un altro fatto gravissimo emerge in questi ultimi giorni: la Snam Rete Gas S.p.a. afferma di voler realizzare un gasdotto Snam s.p.a. “Rete Adriatica”– di circa 700km – lungo la dorsale appenninica, che metterebbe a rischio aree ad alta sismicità e contraddistinte dalla presenza di parchi naturali. Queste sono solo alcune delle risposte del Governo Renzi alle (circa) 52 istanze di permesso di ricerca e prospezione presentate dalle diverse compagnie petrolifere. Ma affrontiamo le tre questioni con ordine.

Se andiamo sul sito di Total – titolare del 50% della “concessione Gorgoglione” assieme a Shell (25%) e Mitsui (25%) –  nella descrizione del progetto Tempa Rossa leggiamo chiaramente che “il giacimento è particolare per la natura degli idrocarburi presenti […] ma anche per il suo contesto ambientale: situato tra il parco regionale di Gallipoli Cognato e il parco nazionale del Pollino, la concessione si trova nel cuore di una regione ad alto valore turistico per la bellezza dei suoi paesaggi”. Dunque, su ammissione della stessa Total (!), il territorio che si andrebbe a toccare possiede un enorme patrimonio, artistico e ambientale: il tratto di terra in questione, infatti, consta di 4.200 ettari di boschi e rocce, oltre a corsi d’acqua e sorgenti, a cui vanno aggiunti un patrimonio archeologico molto rilevante e una sismicità non trascurabile. Quali conseguenze avrà, dunque, il protrarsi di questi lavori? Il greggio poi, come se non bastasse, secondo quanto previsto dal progetto finirebbe a Taranto per essere stoccato nei due serbatoi petroliferi delle raffinerie Eni, il che avrebbe ripercussioni gravissime su una città già devastata dall’inquinamento. Le emissioni diffuse e fuggitive nel capoluogo pugliese, infatti, aumenterebbero del 12%, si verificherebbe un incremento dei composti organici volatili e del traffico di petroliere nel Golfo di Taranto, con rischi di incidenti e conseguenti danni all’ecosistema marino.

Ennesimo esempio lampante, inoltre, di come il Governo si disinteressi dell’enorme patrimonio naturale italiano, è stata l’emanazione del decreto n.176 con cui è stato conferito il permesso B.R274.EL alla società Petrolceltic Italia Srl di avviare gli studi esplorativi al largo delle Isole Tremiti per la durata di circa dodici mesi. Il rischio che i fondali marini della zona interessata potessero finire nel mirino della società irlandese era già stato sfiorato anni fa, ma poi la questione era stata insabbiata e messa da parte. Dopo anni di proteste, ricorsi, battaglie di vario genere, la tanto temuta autorizzazione è arrivata e così giungeranno le conseguenze di queste trivellazioni: già nel 2012, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) aveva sottolineato in un rapporto tecnico sulla “Valutazione e mitigazione dell’impatto acustico dovuto alle prospezioni geofisiche nei mari italiani” i problemi provocati utilizzando la tecnica dell’airgun, l’indagine geofisica usata per la ricerca petrolifera e considerata particolarmente nociva per l’ecosistema marino: dai danni ai tessuti corporei degli organismi acquatici alla soppressione del loro sistema immunitario, passando per una diminuzione permanente della capacità uditiva e del tasso riproduttivo fino allo spiaggiamento (fenomeno che avviene continuamente anche sulle coste del mare Adriatico, si pensi al caso dei sette capodogli sulla costa del Gargano nord nel non lontano dicembre 2009).

Ultimo smacco all’ecosistema nel nostro Paese, ma non per importanza, sarà, qualora dovesse essere approvato, un altro progetto di cui si parla da ormai otto anni: la costruzione del Metanodotto Rete Adriatica ad opera della Snam s.p.a. Esso attraverserebbe l’intera dorsale appenninica, ossia i territori italiani a più elevata sismicità. Nel tratto che interessa l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria e le Marche, su 30 località appenniniche attraversate dall’opera, 15 sono a zona sismica. Molte di esse sono proprio quelle più colpite dal disastroso terremoto del 6 aprile del 2009: L’Aquila, Pizzoli, Barete, Barisciano, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Fagnano Alto, Prata d’Ansidonia, San Pio delle Camere, Navelli, Caporciano, Popoli. Nella Valle Peligna, che è considerata zona sismica di primo grado, il metanodotto è previsto lungo la faglia sismica del Morrone, e andrebbe a coinvolgere i comuni di Sulmona, Pacentro, Pratola Peligna, Corfinio e Roccacasale. La prevista centrale di compressione Snam è, tra l’altro, molto vicina all’epicentro del terremoto. Anche nel tratto dell’Umbria il tracciato interessa diverse località coinvolte dal sisma di tredici anni fa, quindi va da sé quanto il rischio per le popolazioni sia assolutamente elevato. Inoltre non va sottovalutato il pesante impatto che, in molti tratti, il metanodotto avrebbe sull’ambiente naturale, sulle aree di interesse storico e archeologico e sulle attività economiche delle popolazioni. Per non parlare dei rischi derivanti da possibili incidenti o esplosioni, come, tra l’altro, è avvenuto di recente a Ponte Presale, nel comune di Sestino, in provincia di Arezzo o a Mutignano di Pineto, in provincia di Teramo, poco tempo fa.

Le multinazionali sembrano, dunque, avere vita facile in Italia, mentre i diritti dei cittadini non vengono tutelati a dovere dai loro stessi rappresentanti regionali, che, per la maggior parte, sembrano solo “fiutare consensi” e rilasciare dichiarazioni di convenienza.

Intanto la Corte Costituzionale ha approvato il referendum ‪notriv sulla durata dei permessi di ricerca in mare. In principio i quesiti erano sei ma il referendum ha fatto talmente tremare i piani alti da costringere il Governo a modificare la normativa in materia, nel tentativo di farlo fallire. L’integrazione nella normativa dei quesiti referendari- meglio avere norme modificabili piuttosto che una decisione definitiva voluta dal popolo-avrebbe determinato l’inammissibilità del referendum poiché privo di motivazione. Il Governo- insieme alla Regione Abruzzo, ritiratasi inspiegabilmente – si è dunque opposto all’ammissibilità del restante quesito, ma ha perso miseramente. Ora non resta che recuperare altri due quesiti, sollevando il conflitto di attribuzione, per dare maggiore corposità al referendum no triv.

Uno dei quesiti ‘accolti’ dal Governo, finalizzato a restituire potere alle Regioni, si riferiva a progetti come Tempa Rossa, nella parte riguardante le infrastrutture connesse alle attività petrolifere. Tale quesito è stato inserito nel nuovo pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità in vigore dal 1 gennaio 2016. Questo ha spinto i movimenti locali e nazionali a lanciare un appello al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, affinché riveda le autorizzazioni concesse. E mentre continua il braccio di ferro tra Stato e Regioni, i cittadini e l’ambiente continuano a pagarne le conseguenze.

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Progetto petrolifero ‘’Tempa Rossa’’. Appello al Presidente della Regione Puglia.

Il progetto ‘’Tempa Rossa’’, com’è noto, prevede lo stoccaggio e la movimentazione di 2,7 milioni di tonnellate annue di greggio estratto dall’omonimo giacimento in Basilicata. Tale greggio sarà poi stoccato in due enormi serbatoi situati nella raffineria di Taranto e trasportato verso altre raffinerie. Questo comporterà un imponente aumento del traffico di petroliere in Mar Grande, nel Golfo di Taranto, ed avrà conseguenze di natura ambientale sia in fase di stoccaggio sia in fase di movimentazione, oltre a determinare un aumento del rischio di incidenti rilevanti.

Il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto. L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria dovrà essere rilasciata previa intesa con la Regione Puglia, come previsto dalla legge.

Com’è noto, le modifiche presentate dal Governo alla legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento accolgono alcuni quesiti referendari, tra i quali quello relativo all’art. 57 del decreto-legge n. 5 del 2012, riguardante le infrastrutture strategiche, nel testo modificato dal Parlamento nel dicembre del 2014.

Lo scorso anno, infatti, il Parlamento è intervenuto su alcune previsioni di quel decreto, stabilendo che tanto per le infrastrutture e gli insediamenti strategici, quanto per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria e, più in generale, per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi – quand’anche localizzate al di fuori del perimetro delle aree date in concessione di coltivazione – le autorizzazioni relative debbano essere rilasciate d’intesa con le Regioni interessate, secondo una procedura semplificata da far valere nell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato in caso di mancato accordo con le Regioni.

Ebbene, la proposta referendaria, al momento al vaglio della Corte costituzionale, mira ad abrogare la possibilità che, per le ipotesi citate, lo Stato possa esercitare il potere sostitutivo secondo la procedura semplificata disciplinata dalla legge n. 239 del 2004. Questa abrogazione è ora accolta dal Governo nel pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016.

Alla luce di tutto ciò, è necessario rivolgere un appello al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano affinché chieda al Ministero dello Sviluppo Economico di voler dare applicazione alla nuova e più garantista normativa prima che sia rilasciata l’autorizzazione sull’adeguamento della raffineria di Taranto, in modo da giungere ad un effettivo accordo con la Regione Puglia. Nel caso di mancata intesa sul progetto, si chiede, per conseguenza, che il Governo nazionale avvii una reale trattativa con la Regione, nel rispetto del principio di leale collaborazione, pietra angolare del quesito referendario ed anche della modifica normativa.

Il governo regionale di Puglia è pertanto chiamato ad una importante prova di reale rappresentanza delle istanze dei territori, dei cittadini, delle associazioni, avendo un’occasione per dimostrare un notevole cambio di tendenza nelle modalità di coinvolgimento e di ascolto della volontà collettiva.

Si invitano i comitati, le associazioni e i movimenti che hanno a cuore il futuro dei nostri territori a sottoscrivere il presente appello, affinché le decisioni in ordine alla realizzazione delle opere nel nostro Paese non siano solo appannaggio dello Stato centrale, ma siano condivise anche con le collettività territoriali.

Taranto, 21 dicembre 2015.

Movimento Stop Tempa Rossa

Coordinamento Nazionale No Triv

Per aderire scrivere a: legamionici@gmail.com

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28/12/2015, RIUNIONE PRESSO PALAZZO DI CITTA’

Ecco quanto abbiamo proposto al Comune di Taranto il 28 dicembre 2015:

Si è svolto il 28/12/2015 alle ore 15.00, presso Palazzo di Città a Taranto, un incontro urgente con il Sindaco di Taranto, membri della Giunta Comunale e avvocatura del Comune di Taranto

All’incontro è stato invitato anche il Comitato LEGAMJONICI.

Di seguito le proposte avanzate da Legamjonici anche a nome dei movimenti che si oppongono al progetto ‘Tempa Rossa’.

RELAZIONE PRESENTATA DA LEGAMJONICI, 28/12/2015, RIUNIONE PRESSO PALAZZO DI CITTA’, DISCUSSIONE SU PROGETTO TEMPA ROSSA

 Relaziona Daniela Spera (Legamjonici).

 Il progetto presenta numerose criticità:

 

  1. Sicurezza. Direttiva Seveso: la più rilevante riguarda la resistenza degli impianti ad una potenza del vento pari a 100 km/h – molto inferiore rispetto alla potenza di un evento identificato come ‘tornado’ o ‘tromba d’aria’-. In ogni caso tale problematica pone dei rischi di eventi incidentali che necessariamente non resterebbero confinati all’interno della raffineria. Questa, insieme ad altre criticità è stata sollevata da Legamjonicial Comitato Tecnico Regionale, che, ritenendola pertinente, l’ha inserita come prescrizione nel rapporto preliminare di sicurezza. A nostro avviso questo è un aspetto sostanziale che richiede la riprogettazione degli impianti proposti per il progetto ‘Tempa Rossa’. Non si hanno notizie in merito al rapporto definitivo di sicurezza nel quale Eni deve specificare gli interventi migliorativi che intende attuare.
  2. Ambientali. Oltre a fenomeni ulteriori di inquinamento provocati dall’aumento del traffico di petroliere, ci sarà a) un aumento del 12% delle emissioni diffuse e fuggitive; b) un aumento di emissioni convogliatepari a 26 tonnellate annue di VOC (composti organici volatili)- come riportato nello Studio di Impatto ambientale presentato da Eni nel 2011-.

Nel caso a) non specificano chiaramente come intendono abbattere tali emissioni ma si limitano a far riferimento a miglioramenti tecnologici previsti dall’A.I.A. della stessa raffineria.

Nel caso b) specificano miglioramenti tecnologici, attraverso l’installazione di impianti di recupero vapori descritti come ‘tecnologicamente avanzati’ che, secondo l’azienda, porterebbero a ridurre a 2 tonnellate annue quelle emissioni – che comunque sarebbero aggiuntive– Tuttavia il progetto di tali impianti è stato sottoposto al parere di Arpa Puglia che in via preliminare ha evidenziato molti aspetti critici e poco chiari sul loro funzionamento, consigliando di sottoporre a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il progetto.

  1. Inoltre sottoporre a VIA gli impianti di recupero vapori è fondamentale anche alla luce dei chiarimenti chiesti da Legamjonici ad Arpa Puglia, relativamente alla natura degli idrocarburi recuperati e immessi in atmosfera. Come confermato dai tecnici dell’Arpa non viene mai fatta una esplicita distinzione tra idrocarburi alifatici e idrocarburi aromatici nel documento presentato dal proponente. Se infatti il recupero (che porterebbe ad un abbattimento dei VOC) riguardasse solo gli alifatici, di conseguenza gli idrocarburi che sarebbero rilasciati in atmosfera sarebbero quelli aromatici che sono i più pericolosi per la salute umana.
  2. La Regione Puglia ha infatti espresso parere negativo proprio per le ragioni descritte da Arpa Puglia, parere ufficializzato con Delibera di Giunta Regionale della Puglia n. 1948 del 3.11.2015.
  3. Nonostante il parere di Arpa Puglia, il Ministero dell’Ambiente in data 17/12/2015ha concluso con l’esclusione dalla VIA degli impianti di recupero vapori. Avverso tale provvedimento è ammesso ricorso al TAR entro 60 gg e al Capo dello Stato entro 120 gg.
  4. Infine, il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto. L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria dovrà essere rilasciata previa intesa con la Regione Puglia, come previsto dalla legge. Per tali ragioni il ‘Movimento Stop Tempa Rossa’ (costituito da 40 associazioni) e il Coordinamento Nazionale No triv (200 associazioni) hanno promosso un appello al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. 

Per quanto sopra esposto, Legamjonici convocata dal Comune di Taranto, per discutere in merito al progetto ‘Tempa Rossa’,

Chiede:

Che il Comune di Taranto ribadisca la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa, nonostante l’annullamento da parte del TAR della Delibera comunale del 5/11/2014;

 Che il Comune di Taranto, alla luce dell’ultimo provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico, chieda al Presidente della Regione Puglia e a tutta la Giunta di farsi portavoce delle istanze di associazioni, movimenti e del Comune di Taranto che hanno espresso la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa;

 Che il Comune di Taranto inviti la Regione Puglia a presentare ricorso contro il provvedimento del 17/12/2015 con il quale il Ministero dell’Ambiente esclude dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) gli impianti di recupero vapore;

 Che il Comune di Taranto si associ all’appello lanciato dal Movimento Stop Tempa Rossa e dal Coordinamento Nazionale No Triv affinchè le decisioni in ordine alla realizzazione delle opere del nostro territorio non siano solo appannaggio dello Stato centrale, ma siano condivise con le collettività territoriali.

I movimenti del territorio contrari al progetto Tempa Rossa non accettano royalties né compensazioni, pertanto non avanzano proposte in tal senso.

Tali compromessi rappresentano una implicita accettazione di progetti che portano alla distruzione di un territorio e che mettono a rischio la salute pubblica.

Taranto, 28 dicembre 2015

Daniela Spera

Presidente del Comitato Legamjonici e portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa.

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Aderenti all’appello:

Legamjonici contro l’inquinamento

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comitato Taranto Lider

Associazione tamburi 9 luglio 1960

Associazione “Primalepersone” per l’Assemblea Permanente
Coordinamento NoTriv Terra di Bari

Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”
Gruppo Fuoritempo
Un Muro Contro Il Petrolio
Mediterraneo No triv
Ass. Circolo Culturale Chaikhana
Altra Liguria
Garganistan Movement
Adesione dell’Associazione DEMOS di Teramo
Associazione Karakteria
Associazione di volontariato Zero Waste Sicilia
Italia Nostra, sezione del Vulture Alto Bradano
Associazione di Bed and Breakfast”Parco Maiella Costa Trabocchi”(Abruzzo)
Gruppo RottamaItalia (Ravenna)
Social LAB onp

Liberi cittadini:

Ilaria Filomeno,Elio Rindone,Adriana Venuti, Alfonso Scioscia,Giuseppe D’aloia, Cosima Patronelli,Stefano Ancona, Giuseppe Ritelli, Mariangela Giordano,Antonella Caleandro,Roberto Missiani,Rossella Baldacconi,Rosanna Rizzi,Nicolina Di Gesualdo,Giovanna Bellizzi,Elda Nobile,Elisa Marini,Luigia Scarlato.

Inoltre aderiscono i seguenti movimenti:

Attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo Taranto

Meetup Amici di Beppe Grillo Molfetta

Meetup “Cittadini in MoVimento” di Cellino San Marco (BR)

MeetUp Grottaglie 5 Stelle – Amici di Beppe Grillo

Meetup Salentini Uniti con Beppe Grillo

Movimento civico Taranto Respira

Movimento Stop Tempa Rossa: Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Legamjonici contro l’inquinamento, Peacelink, Fondo Antidiossina Onlus, Taranto LIDER (Libere Iniziative per la Diversificazione Economica e la Riconversione), AUT (Artisti Uniti per Taranto), Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata,AIL TARANTO, Associazione Italiana Leucemie Linfomi e Mielomi sezione di Taranto ONLUS, Comitato Cittadino e Referendario Taranto Futura, WWF Taranto, Legambiente Taranto, NoScorie International, Associazione “Laboratorio per Viggiano”, OLA (Organizzazione lucana ambientalista), Social LAB ONP Grottaglie, Jonian Dolphin Conservation – TARANTO, Associazione culturale “Articolo 9 “(Salerno), Centro Culturale Filonide, ASSO-CONSUM TARANTO, MEDITERRANEO NO TRIV, Associazione Made in Taranto, Associazione “Produrre Salute” sezione di Taranto, Comitato Filovita, Comitato per Taranto, Associazione FUTURA (Venosa, PZ), Comitato “Tito No Biomassa”, Associazione Kyrios (Roma), Associazione Culturale Hermes Academy Onlus, Arcigay Taranto, Associazione Puglia Internazionale, Associazione di Salvaguardia dell’ambiente e tutela del territorio LUCANAPA, Associazione Il Teatro degli Amici di Taranto, Associazione culturale ReSet  (Palagiano-TA), Sud Project Camp – Laboratorio Aperto nelle Piazze del Sud, Centro di Educazione Ambientale (CEA)-Mottola (TA), Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (A.B.A.P.), Albina Colella (Professor of Geology, Department of Science, University of Basilicata), Simonetta Zandiri – TGMaddalena – Redazione Indipendente per la  libera Informazione sulla lotta al TAV, Roberto Giurastante (TLT), Vincenzo Pirlo (TA)-(fondatore e amministratore del gruppo Fb “Sei di Taranto se…”), Solfrizzi Francesco (TA)-(Gruppo fb “Sei di Taranto se…”), Elvira Tarsitano, Presidente Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (A.B.A.P.), Tatiana Branca, Ingegnere, project manager in materia di sostenibilità ambientale nei porti (Ten Ecoport)

Adesioni di liberi cittadini:Piero Piliego (TA), Eleonora Massafra, Crispiano (TA), Incorvaia Salvatore Grottaglie (TA), Paola Lippo (TA),Filomeno Cafagna (Trani-BAT),Alessia Tagliente (TA),Giuseppe Damiano Nuzzo (TA),Gaspare Ressa (TA),Carmela Iosco (TA),Giuseppe Carovigno (TA),Giampiero Lovelli (TA),Umberto Nigro (TA),Nadia Strusi (TA),Gianluca Casamassima (TA),Cristina Pulpo (TA),Leonardo La Porta (TA),Anna Maria Netti (TA),Angelo Colucci Crispiano (TA),Salvatore Uncini (TA),Giuseppe Lopatriello (TA),Tumminia Angela (TA),Sardella Vito, Lama (TA),Nicola Granieri (TA),Renata Campora (TA),Tiziana Rizzo (TA),Marinella Monfredi (TA),Massimiliano Onorato (TA),Alberto Zara (LE),Giuseppe Maldarizzi (TA),Valentina Pastorizia (TA),Domenico Deandri (TA),Giovanna Russo (TA),Nicola Trisolini Palagianello (TA),Simona Sebastio (RG),Adele Labile (TA),Antonio Martire (TA),Patrizia Masella (TA),Oronzo Rinaldi (TA),Fiorentino Pignatelli (TA),Raffaella Basile (TA),Gianfranco Valente Mottola (TA),Donato Ditaranto Montescaglioso (MT),Claudio D’Ingeo (TA),Iolanda Fischetti (TA),Ida Gatto (TA),Serena Battista (TA),Donato Iurlaro (TA),Angelo Sgobio (TA),Marco Caliandro (TA),Lorenzo Morrone (TA),Franco Guarini (TA),Giada Fuggiano Lama (TA),Mary Bruno (TA),Daniele De Cristofaro (TA),Paolo Castronovi (TA),Maria Gatto (LE),Annalisa Conte (TA),Cinzia Zaninelli (TA),Osvaldo Milani (TA),Pietro Caroli (TA),Donatella Convertino (TA),Giuseppe Laviola (TA),Marco Scialpi (TA),Agnese Lincesso (TA),Raffaella Quaranta (TA),Gabriella Titoto (TA),Danilo Panico (TA),Stefania Bellanova (TA),Maria Vivenzio (TA),Maria Fornaro (TA),Antonietta Terribile (TA),Annarita D’Errico (TA),Ruggiero Graziano Crispiano (TA),Massimiliano Fabbrizzi (TA),Loredana Latagliata (TA),Monica Nitti (TA),Domenico Votano (TA),Cosimo Rivizzigno (TA),Gennaro Viesti (TA),Alfonsina Diletto (TA),Mario Corrado (TA),Francesco Gaudio (TA),Carmine Cua (TA),Mario Roberti (TA),Nicola Morgese (TA),Lea Cifarelli (TA),Vandina Stella (TA),Stefano Lanucara (TA),Maria Cristina Chiulli (TA),Tommaso De Roma (TA),Mina Lafratta (TA),Ivan Leone, Oppido Lucano (PZ),Emanuele De Gasperis (TA), Andrea Aurelio (TA), Valentina Monetti (TA), Domenico Deandri (TA),Mauro Santoro (TA),Livianna Annicchiarico (TA), Umberto Celano (TA),Enrica Tessari, Leporano (TA), Adele De Giorgio (TA), Francesco Pugliese (TA),Licia Traetta (TA), Clementina Vivenzio, San Giorgio Jonico (TA),Mimmo Marra (TA), Amelia Quarto, Leporano (TA),Elena Casto (TA), Virginia Mariani, Mottola (TA),Palmisano Maria Rosaria (TA),Simona Pantaleo (TA), Stefania D’Elia (TA), Romano Latagliata (TA), Anna Laura Elefante, Carovigno (BR), Danilo Di Lorenzo, Palagiano (TA), Vanni Basso (TA), Pedone Antonella (TA), Teresa Leone (TA), Noemi Lucia Strusi (TA), Lorenzo Martina (TA),Fabiola Vasco (TA), Alessandra Fiusco (TA),Giancarlo Caracciolo (TA), Antonio Malavasi, Policoro (MT), Pasquale Loconsole (TA), Valeria Rotondo (TA), Adriana Paternuosto (TA), Azzurra Tacente (MI), Lucia Iannelli (TA), Alexandro Strusi (TA), Valeria Di Lonardo (TA), Enzo Di Salvatore (TE), Gaetano Pepe (TA)

Movimenti ed esponenti politici che sostengono le motivazioni del movimento ‘Stop Tempa Rossa’: Associazione Radicali Lucani, Bolognetti Maurizio (Associazione Radicali Lucani), Bonelli Angelo (portavoce nazionale dei Verdi), D’Amato Rosa (europarlamentare M5S circoscrizione SUD), Federazione Nazionale dei Verdi, Liberiamo la Basilicata, Meet Up Taras in MoVimento, Meet Up 192-Amici di Beppe Grillo Taranto, Meet Up Amici di Beppe Grillo San Marzano di San Giuseppe, Meet Up Manduria Cinque Stelle, Meet-up “Ginosa marina a 5 stelle”, Meetup “Grilli di Trani”, Trani (BT),Meetup “Palagianello in MoVimento” di Palagianello (TA), Meetup Amici di Beppe Grillo Crispiano, Meetup Castellaneta Aperta M5S Beppe Grillo, Meetup Movimento 5 Stelle Francavilla Fontana, Meetup di Mottola, Meetup Putignano in MoVimento, Melchiorri Alceo (Lucani in Europa), Movimento di Insorgenza Civile – delegazione di Bari Partito del Sud – Puglia, Taranto Respira, Verdi Taranto.